Super oss in Veneto, Human Caring Sanità scrive a Speranza

Di seguito la lettera aperta inviata dal Comitato di valutazione tecnica del sindacato al ministro della Salute.

Egregio Ministro, rappresentante e garante del benessere della popolazione italiana,
la scrivente O.S. SHC – Human Caring Sanità pone alla Sua attenzione quello che sta avvenendo in Regione Veneto, ossia la costituzione della nuova figura del “super oss”, che si vuol far passare come una componente sanitaria, ma che di fatto resta nel ruolo tecnico.

Pare un’eccessiva forzatura della Regione Veneto, votata a seguire più che la tutela dalla persona, così come descritto nella Costituzione italiana all’articolo 32 (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”), un basso intento economico, creando di fatto una figura ibrida che raccoglie un insensato miscuglio di competenze infermieristiche, senza un’adeguata formazione.

Una figura simile esiste già da anni in questo Paese, in Trentino Alto Adige. Figura chiamata osa o, in lingua tedesca, sozialbetreuer. Codesta figura, fedelmente copiata dalla Regione Veneto, ricopre le competenze previste per il nuovo “super oss”, con la differenza che il suo percorso formativo dura 24 mesi, ed è inquadrata in un livello retributivo superiore rispetto al comune operatore socio-sanitario. Ciò fa pensare a codesta organizzazione sindacale che ci sia una vera corsa al ribasso della qualità assistenziale.

Vengono in mente alcuni quesiti che intendiamo porLe. Costituzionalmente, si possono creare due figure identiche con trattamenti diversi? Si possono in questo Paese porre in essere provvedimenti che peggiorano le già precarie condizioni sanitarie? Essendo il “super oss” una figura ibrida, con competenze sociosanitarie e sanitarie, priva di competenze farmacologiche, di chi saranno naturalmente le responsabilità di eventuali errori? È corretto che, in assenza degli infermieri, l’oss sostituisca l’infermiere stesso?

In questo minestrone, di competenze tra oss e infermieri non si fa parola. Lei è il garante della sicurezza dei lavoratori della sanità privata e pubblica. Lei ha la prerogativa e l’obbligo di legiferare in tale direzione in maniera chiara. In un Paese civile, su temi delicati come questo, ci si confronta cercando una mediazione che porti alla soluzione più sensata al problema. Invece si ha una imposizione senza ritorno e senza che si apra un tavolo di lavoro nazionale per risolvere il problema. Si è preferito che altre figure decidano per gli oss. Figure con interessi diversi sia al buon funzionamento della sanità italiana sia alla tutela degli operatori interessati. Come spesso accade, la politica è lontana dalla realtà.

Signor Ministro, noi speriamo vivamente che le argomentazioni poste in essere su questo documento la facciano riflettere. Lo speriamo per il futuro dell’assistenza verso i deboli e i fragili di questo Paese. Lo speriamo verso il futuro dell’equilibrio tra le professionalità della sanità in genere. La nostra proposta è protesa a una crescita coerente tra le diverse professionalità sanitarie e sociosanitarie legate alla filiera assistenziale. Chiediamo con forza una formazione adeguata ai tempi, con un’evoluzione a 360 gradi (formazione europea, diploma di qualifica oss, Ecm). Chiediamo il riconoscimento contrattuale e giuridico, e di rendere attuative le leggi sull’area sociosanitaria e sul ruolo sociosanitario per l’operatore socio-sanitario. I Paesi europei corrono verso un obbiettivo che aumenti le conoscenze a tutti i livelli. Noi non possiamo fare una corsa a ritroso, riportando la sanità 30 anni indietro.

Il DM 71, sull’istituzione delle case di comunità, prevede uno squilibrio delle figure professionali, con una presenza infermieristica irrisoria, con un notevole sgravio di competenze volte alla figura dell’oss, portando le Regioni a compensare la carenza infermieristica con il “super oss”. Il procedimento della carenza di personale infermieristico viene integrato con il “super oss” anche nelle strutture extra-ospedaliere residenziali, semiresidenziali per anziani, sia pubbliche sia private accreditate. Chiediamo un incontro con la Sua persona per un confronto concreto, volto a migliorare un percorso disastroso per la sanità italiana.

Redazione OssNews24

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