SHC e Migep “con l’aumento delle competenze degli OSS nessun adeguamento economico e normativo”

Il Migep e L’O.S. SHC ritornano sulla questione del Super Oss e chiedono un intervento urgente alle istituzioni politiche

“In questi giorni la Regione Veneto in accordo con l’Opi del Veneto hanno deciso di ripresentare la delibera sull’oss FC sospesa dal Tar e dal Consiglio di Stato, ricorso presentato dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche insieme alla Federazione Migep, rappresentativo degli oss, ci siamo resi conto che la Regione Veneto e gli Ordini Infermieristici sono andati oltre i contenuti dell’Accordo Stato Regioni del 2003, ampliando le competenze da 15 a 35 senza che sia previsto un diverso inquadramento economico e normativo con rischi di vertenze davanti al Giudice del Lavoro per competenze superiori obbligate. (abuso di professione)

La Regione Veneto sta dando forma a una nuova figura “super oss” in sostanza un oss con mansioni infermieristiche. Questa difformità che ogni regione sta adottando porterà molti oss e le strutture RSA- RAA a un rischio di vertenze sindacali davanti ad un giudice del lavoro.

Questo tipo di soluzione desta un allarme poiché ogni regione può decidere di attribuire a questa figura professionale competenze infermieristiche esponendo gli stessi operatori a responsabilità dal punto di vista giuridico e penale.

Alla luce di quanto sta avvenendo sull’istituzione della nuova figura ci rendiamo conto che non è accompagnato da un programma nazionale che richiama i precisi requisiti, sta portando ogni regione ha individuare anche una riduzione del monte ore per frequentare il corso da OSS FC riconoscendo anche un’esperienza lavorativa pregressa attraverso il volontariato, mettendol’assistenza in una deformità notevole con rischi verso l’utenza.

Il super OSS nasce per risparmio sugli interventi territoriali, residenze sanitarie assistenziali e domiciliari, dove costa molto l’intervento dell’infermiere. Aumentare le competenze all’ossrichiede un’elevata professionalità, e a causa di una formazione obsoleta, l’oss non dispone di questa professionalità di cui gli viene anche negato di far parte di un’equipe multidisciplinare.

Ci rendiamo conto che questa figura è centrata molto sugli interventi di prevalenza sanitaria, non certo sociale. Tutto in assenza di un’equipe pluriprofessionale. Quello che è disatteso è la connotazione dominante del soggetto che riceve e che ha bisogno d’intervento d’assistenza di qualità che si determinano in interventi strettamente sanitari. Non si può intervenire con questa figura sminuendo la sicurezza sia del paziente sia dell’operatore stesso, privando il paziente di solide competenze sanitarie e professionali con del personale solo addestrato a livello mansionistico, senza che abbia un background professionistico. Sarebbe stato importante potenziare e ampliare la sicurezza sanitaria del paziente e del professionista in totale autonomia e non creare figure ambigue.

Comprendiamo la necessità di porre rimedio alla carenza infermieristica, ma non può essere questa la strada. Questo principio porterà le aziende pubbliche e private a far meno degli infermieri, assegnando compiti, funzioni, una sorta del vecchio infermiere generico che la politica dopo averlo buttato fuori dalla porta con la legge 42/99 con l’appoggio dei sindacati e dell’Ipasvi (fnopi), eccolo che rientra dalla finestra, in modo da poter sfruttare l’oss assegnandoli maggior responsabilità. 

Le scriventi fin dall’inizio della storia sull’operatore socio sanitario hanno sempre chiesto di instaurare un osservatorio nazionale e di riprendere il tavolo di lavoro fermo dal 2012 “su ruolo, funzioni, formazione e programmazione del fabbisogno dell’operatore sociosanitario” a firma del Ministero della Salute, Conferenza Stato Regioni, Migep, fnopi (Ipasvi), FNCO, Sindacati.

Alla luce di quanto esposto le scriventi chiedono un incontro urgente e una celere apertura di un tavolo di lavoro che consenta anche di individuare un percorso formativo dell’operatore socio sanitario in modo omogeneo sul tutto il territorio nazionale, un percorso auspicabile e necessario anche per gli altri profili professionali che operano nel sistema assistenziale e che la politica li ha abbandonati a un destino veramente deplorevole.(infermiere Generico – Puericultrice)”.

Redazione OssNews24

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