Migep “Il lavoro degli oss è usurante e va riconosciuto come tale”

La Federazione Nazionale del Migep in rappresentanza degli Oss in audizione al Senato con il segretario Angelo Minghetti


Quello degli oss è un lavoro usurante e non gravoso com’è stato finora catalogato, togliendo alla categoria ogni possibilità di andare in pensione prima“.

Roma 16 febbraio 2022. La federazione migep OSS ha avuto modo di affermarlo con forza in video conferenza il 15 febbraio con i membri della 11 Commissione Lavoro del Senato, dove abbiamo depositato un documento integrale in riferimento al ddl 934 – 2347, per l’inserimento, d’infermieri e oss tra le categorie usuranti.

Finalmente dopo 5 anni che la nostra federazione poneva questo tema, dopo tre legislature che discutevano questo principio, oggi la nostra federazione ha potuto presiedere e mettere in evidenza la criticità della categoria oss, precisando che  anche altro personale che si dedica all’ assistenza deve avere pari diritto. 

Non si conoscono ancora i numeri reali di quanti oss esercitano sul territorio Italiano, poiché manca un registro nazionale obbligatorio, molti indicano 200mila, altri 300mila, di certo sono tanti, il 90% sono donne.

Abbiamo posto una riflessione seria sui turni di lavoro che procurano patologie gravi, sulla sindrome da burnout, che crea esaurimento emotivo colpendo un 60% di operatori socio sanitari, sulle malattie professionali, infortuni, sul tema covid che ha reso evidente il piano professionale dell’oss, e dal maggior numero di contagiati con conseguenze gravi anche dal punto di vista fisico e psicologica, le criticità delle strutture, l’abuso di professione, acquisendo responsabilità assistenziale di primo grado per la carenza infermieristica e dal fuggi fuggi degli infermieri nel pubblico.

La tipologia dei carichi di lavoro, il carattere stressante dell’attività svolta, si può dedurre senza togliere nulla alla professione infermieristica, che il lavoro degli oss è molto più usurante.

Abbiamo evidenziato un’organizzazione complessa come quella del domiciliare, perché si occupano di patologie più disparate, con turni di lavoro frammentati, chiedendo che sia integrata come riconoscimento usurante; stesso riconoscimento anche per gli oss che lavorano nelle RAA – RSD – allargando la lista anche alla categoria ASA – OSA – inf. Generici- puericultrici e altro personale di assistenza, assunti con qualifiche differenti, pur essendo oss, non beneficiano di alcuna deroga che riconosca l’obiettiva usurante della professione per la loro complessità.

Non va dimenticato delle violenze fisiche e verbali che l’oss subisce, poiché sono i primi che hanno contatti con l’utenza.

Non si può più trascurare queste professioni che continuano a scontare da anni la cronica carenza di personale, bisogna inserire nuovi parametri e nuovi indicatori al fine di considerare usurante tutte queste professioni poiché le attività richiedono un impegno fisico e mentale.

Ci deve essere una legge che riconosca come usurante il lavoro di tutta la professione, tema che da anni la federazione migep porta avanti. Il riconoscimento ottimale sarebbe il riconoscimento di tutta le categorie, indipendentemente da dove esercitano, poiché il suo lavoro supera la soglia dell’anzianità di usura, sarebbe ottimale il riconoscimento del trattamento pensionistico dopo 35 anni di servizio.

Quindi ora possiamo dire si “usura“, nel tempo, fisicamente e psicologicamente nell’arco della vita lavorativa, irrimediabilmente e in percentuale, per via delle caratteristiche peculiari che appartengono a queste professioni. 

Usurante – perché fanno notti in completa solitudine e senza infermieri, come operatori, coinvolti nell’attività lavorativa e professionale non solo dal punto di vista ‘tecnico’, come operatori, ma come parte attiva al processo di nursing, di assistenza.

Usurante – perché sta a contatto con la sofferenza del paziente, è a contatto con la vita e la morte, perché sta attento a ogni parola o gesto per evitare danni maggiori.

Usurante – perché la resa lavorativa e le condizioni di questi operatori che per 42 anni, svolgono continuativamente attività con un età superiore ai 60 anni.

L’apprezzamento di inserire queste professioni tra i lavori usuranti al fine di beneficiare quanto previsto dalla normativa vigente, è testimonianza del valore qualitativo e non solo quantitativo svolto da questi operatori all’interno di tutti i contesti assistenziali e sociali, significa riconoscere questa valenza professionale, ma soprattutto sociale, del loro ruolo verso il cittadino malato; se il parlamento avrà la sensibilità necessaria per approvare questi disegni di legge, ma, soprattutto se il governo sarà disposto a riconoscere l’operatore socio sanitario come professione passando dalle vuote parole alla concretezza ai fatti.

Tutto questo grazie anche alla collaborazione di Shc oss che ha collaborato a stilare la relazione presentata alla commissione lavoro del Senato, e a tanti i colleghi che hanno fatto pervenire le loro esperienze indicando quanto sia usurante il loro lavoro nei vari ambiti lavorativi, allegandoli alla relazione depositata agli atti del Senato.

Redazione OssNews24


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