Migep e SHC OSS scrivono a Speranza: “Lavoro di oss sia riconosciuto come usurante”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Loredana Peretto e Angelo Minghetti hanno inviato al ministro della Salute.

Egregio Ministro,
apprendiamo con grande soddisfazione quanto da Lei espresso sul lavoro usurante. La scrivente organizzazione sindacale Shc OSS e la Federazione Oss Migep ringraziano per la Sua nota al ministro Orlando, che chiede di intervenire in tempi brevi per il riconoscimento del lavoro usurante per chi presta servizio in pronto soccorso.

Ringraziamo per il piccolo passo fatto verso l’operatorio socio-sanitario che lavorano in pronto soccorso. Chiediamo che Lei si interfacci con il ministro Orlando affinché sia estesa a tutta la categoria oss, indipendentemente da dove lavora, il riconoscimento del lavoro usurante. Questi operatori garantiscono quotidianamente ogni giorno la complessa assistenza non solo negli ospedali, ma anche in strutture residenziali, semiresidenziali, domiciliari, scuole, carceri, libera professione, casa famiglia, dove in assenza di tutele diventa un lavoro disumano, e tutti dimenticano l’esistenza di questa professione.

Il sindacato Shc, insieme alla Federazione Migep stanno lavorando da molto tempo affinché il lavoro dell’operatore socio-sanitario sia riconosciuto come usurante, e non “gravoso”. Specialmente in questi anni gli operatori socio-sanitari hanno fronteggiato una pandemia, un’emergenza-urgenza, in un disservizio del Sistema sanitario, che una politica ha messo in condizioni critiche, coinvolgendo tutti questi operatori, in special modo chi lavora nelle strutture private.

Il lavoro usurante non deve essere rappresentato dalla quantità di ore notturne come elemento primario, ma da tutti quegli indicatori che determinano le condizioni di un lavoro usurante. Non è una presa di posizione nei Suoi confronti, ma vogliamo porLe un’attenta riflessione: l’assistenza non è determinata solo da infermieri e medici, ma da molte categorie che spesso sono dimenticate, e che vengono schiacciate per far emergere altre figure in modo apicale. Sperando che Lei comprenda, poiché oltre 300mila oss stanno, accogliendo una missiva di Speranza, come tante altre figure (puericultrici, infermieri generici, fisioterapisti, logopedisti).

Non possiamo stare zitti davanti agli occhi di molti operatori. Tutta la professione oss e altri operatori si sono impegnati con rischi notevoli. Sono una professione usurante e nessuno deve essere escluso. Tutti i lavoratori di ogni settore se lo meritano, soprattutto gli operatori socio-sanitari che operano nelle strutture private. Sarebbe da parte Sua una grande forma di considerazione e di rispetto per questa professione, che è stata in prima linea senza armi, ma con scarpe di cartone a rischiare la vita per aiutare il cittadino.

Alla Federazione Migep a febbraio è stato concesso di tenere un’audizione in merito al disegno di legge, che ancora non è diventata realtà. Purtroppo costatiamo che molti oss non saranno integrati poiché la politica continua a sbagliare: com’è possibile? Ci chiediamo: è da 20 anni che questa figura non è presa in considerazione; figura importante in un sistema assistenziale per via di tante peculiarità nei servizi con elevata valenza usurante. Quanto conta questa professione per Lei?

Ci auguriamo che la politica comprenda gli errori e che dia quella sterzata necessaria per intraprendere la valorizzazione di oltre 300mila oss che costantemente prendono in carico il paziente/ospite in ogni luogo dove lavorano, poiché il riconoscimento non deve andare solo ad alcuni, ma a tutti. Se il sistema di assistenza ha retto e regge ancora oggi è grazie a questi operatori dimenticati ed elogiati con una pacca sulle spalle, affidandogli attraverso una sperimentazione competenze infermieristiche per compensare la carenza di infermieri nelle tante strutture (RSA, RSD, CSS, SRM, CDD, CDI), con grande responsabilità penali e civili per le varie implicazioni di ordine organizzativo-deontologico-contrattuale.

Come sindacato SHC OSS, insieme alla Federazione Migep OSS, nella speranza che questi obiettivi si possano raggiungere e di non continuare a prendere la pacca sulle spalle con un semplice grazie, poiché abbiamo tutti un debito nei confronti di questi operatori socio-sanitari, partendo dai diritti: contrattuale, giuridico, economico, riconoscimento della professione, formazione europea, ECM, registro nazionale obbligatorio.

Redazione OssNews24

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