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Quando la politica non vede e non sente

Il 2025 sta per finire e la politica, ancora una volta, dimostra di non voler vedere né sentire gli Operatori Socio Sanitari. Con la Legge Finanziaria 2026/2028 gli OSS vengono nuovamente esclusi dalla detassazione dei turni notturni e festivi, nonostante garantiscano la continuità assistenziale nelle stesse condizioni di disagio, responsabilità e carico lavorativo di altre figure che invece ne beneficiano. Questa esclusione non è casuale, ma rappresenta una scelta politica precisa che conferma la marginalizzazione sistematica di una professione essenziale.

Di fronte a questa realtà, è ormai evidente che attendere risposte dall’alto non è più sufficiente. Se la politica non riconosce gli OSS, allora sono gli OSS che devono iniziare a riconoscere se stessi come forza collettiva. È finito il tempo delle lamentele individuali, delle proteste isolate, della rassegnazione silenziosa e della permanenza in contenitori sindacali che non rappresentano realmente la professione. Il cambiamento non nasce dal malcontento, ma dall’organizzazione e dalla partecipazione attiva.

Gli OSS tengono in piedi reparti, servizi territoriali, RSA e assistenza domiciliare, ma restano invisibili nei momenti in cui si decidono le politiche fiscali e professionali. Dopo la negazione della detassazione del 5 % sugli straordinari, oggi arriva anche l’esclusione dalla detassazione dei turni notturni e festivi del 15 %.

In contemporanea, in Senato è stato presentato e accolto un ordine del giorno dall’ex ministra Beatrice Lorenzin, che ha impegnato il Governo a introdurre nella Legge di Bilancio 2026 una tassazione agevolata del 15 % sulle indennità per turni notturni e festivi per infermieri e ostetriche del comparto sanitario, limitatamente al periodo d’imposta 2026. Si tratta di un atto politico di indirizzo che riconosce il valore dei turni gravosi e garantisce un aumento del netto in busta paga, mentre gli OSS restano esclusi, confermando ancora una volta la marginalizzazione della categoria. L’attenzione ora si sposta sull’iter parlamentare del Bilancio: se confermata, la detassazione costituirà un precedente importante e un primo passo verso politiche fiscali mirate per il personale sanitario.

Mentre gli OSS affrontano difficoltà significative, sottoposti a stress e pressioni elevate e spesso sono vittime di un sistema che non vuole vederli né ascoltarli. Per affrontare queste sfide è necessario un cambiamento culturale interno alla professione, con maggiore consapevolezza del proprio ruolo e dei propri diritti.

Non manca la rappresentanza. La rappresentanza esiste, è organizzata ed è identificabile nella Federazione MIGEP e nel sindacato SHC OSS. Ciò che manca, troppo spesso, è la partecipazione attiva degli Operatori Socio Sanitari. Senza il coinvolgimento diretto degli OSS, nessuna struttura può avere la forza politica necessaria per incidere realmente nei processi decisionali.

Finché gli OSS continueranno a restare frammentati per scelta, distanti per disillusione o indifferenti per abitudine, ogni battaglia, compresa quella per la detassazione dei turni notturni, festivi e dello straordinario, sarà facile da ignorare ed escludere dalle riforme che contano.

Diventa quindi centrale costruire un percorso serio, unitario e credibile, partendo anche dal Registro Nazionale degli Operatori Socio Sanitari (Stati Generali della professione). Rafforzare le istituzioni degli OSS non è un atto formale, ma uno strumento politico di identità, rappresentanza e peso istituzionale. Senza numeri, senza coesione e senza una presenza attiva nel dibattito pubblico, nessuna categoria viene ascoltata.

Questa battaglia non riguarda solo la detassazione dei turni notturni e festivi o dello straordinario. Riguarda la dignità professionale, il riconoscimento del lavoro svolto e il diritto a non essere trattati come manodopera di serie inferiore. Gli OSS non chiedono privilegi, chiedono equità. E l’equità non si concede, si conquista.

Alcuni OSS fraintendono il contesto normativo e la struttura già esistente. La normativa distingue tra personale sanitario e personale non dirigente delle pubbliche amministrazioni. L’OSS, pur essendo centrale per l’assistenza, non è considerato un sanitario ai sensi della legge, e questo lo colloca al di fuori di qualsiasi forma giuridica che possa garantire detassazioni o benefici fiscali automatici. È per questo che la responsabilità di incidere concretamente sul riconoscimento dei diritti e dei benefici ricade sul coinvolgimento attivo degli OSS stessi: senza partecipazione e organizzazione, nessuna struttura, per quanto esistente, può rappresentare efficacemente la categoria.

Oggi è il momento di scegliere: continuare a subire decisioni prese da altri o iniziare a costruire insieme un futuro diverso. Le ingiustizie subite negli anni sono le pietre che ci sono state lanciate addosso. Ora è il tempo di usarle per costruire qualcosa di forte, stabile e finalmente visibile. Solo insieme possiamo cambiare le cose. Divisi, resteremo ancora una volta fuori da tutto.

Chiediamo a tutti gli OSS che l’istanza allegata venga inviata a tutte le forze politiche, senza distinzione di appartenenza, affinché, nell’ambito dell’attività legislativa e di indirizzo politico, vengano promosse iniziative normative urgenti volte a ricomprendere gli Operatori Socio Sanitari tra i beneficiari della detassazione dei compensi per lavoro notturno, festivo e straordinario, ponendo fine a una evidente ingiustizia professionale.

“1‑bis. Per il personale del comparto sanità con profilo professionale di infermiere e di ostetrica, limitatamente al periodo d’imposta 2026, le somme corrisposte a titolo di indennità per il servizio notturno e festivo sono assoggettate a un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionale e comunale pari al 15 percento.”

Federazione Migep – Sindacato SHC OSS – Stati Generali OSS

Allegati

#OSSnwes24 - OSS - operatore socio sanitario

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