Assistente infermiere, Migep contesta gli elenchi speciali permanenti collocati sotto la Fnopi
Di seguito la lettera che la Federazione Migep ha scritto a ministro della Salute, direttore generale delle Professioni sanitarie e delle Risorse umane del Ssn, Agenas, presidente della Conferenza Stato-Regioni e Fnopi.
La scrivente Federazione delle professioni sanitarie e socio-sanitarie MIGEP, nel prendere visione del Piano Straordinario da Voi redatto in data 27 novembre 2025 e promosso sulla figura dell’Assistente Infermiere, rileva non solo serie criticità sotto il profilo giuridico, professionale e della sicurezza delle cure, ma anche l’introduzione del principio degli elenchi speciali permanenti collocati sotto l’Ordine delle professioni infermieristiche.
Tale previsione, già oggetto di precedenti note di critica, assume oggi una valenza estremamente grave sul piano politico, giuridico e istituzionale, evidenziando chiaramente come la scelta di subordinare figure non sanitarie a un Ordine professionale sia stata consapevole e deliberata.
Ci si domanda come sia possibile ritenere legittimo che un Ordine professionale, istituito per rappresentare e regolamentare professioni sanitarie universitarie, possa esercitare funzioni di governo, vigilanza o tenuta di elenchi nei confronti di una figura che non è una professione sanitaria, sebbene integrata come profilo nell’area socio sanitaria e qualificata come operatore di interesse sanitario, assimilabile al profilo tecnico dell’Operatore Socio Sanitario (OSS).
Questa impostazione appare in evidente contrasto con la Legge 11 gennaio 2018, n. 3, che disciplina il sistema degli ordini delle professioni sanitarie, senza prevedere la possibilità di assorbire tramite elenchi speciali permanenti figure esterne al perimetro delle professioni ordinate. L’inserimento di tale principio nel Piano Straordinario costituisce quindi una forzatura dell’impianto normativo, alterando l’equilibrio tra professioni e figure socio-sanitarie e introducendo una subordinazione ordinistica priva di fondamento giuridico.
Non può essere ignorato che, fino ad oggi, le figure che hanno fatto ricorso a elenchi speciali sono sempre state indirizzate alle proprie associazioni o rappresentanze di appartenenza, senza mai essere poste sotto il controllo ordinistico di professioni diverse. Nel caso attuale, invece, si assiste a una chiara esclusione della Federazione MIGEP, realtà nazionale formalmente costituita, attiva nel confronto istituzionale e dotata di uno statuto che ricomprende e richiama figure socio-sanitarie e tecniche analoghe all’Assistente Infermiere.
Le istituzioni destinatarie e la FNOPI conoscono pienamente questa realtà, come dimostrano la nostra presenza nelle audizioni alla Camera dei Deputati sui temi delle professioni sanitarie, con la partecipazione ai tavoli regionali insieme ad altre professioni sanitarie e il richiamo della FNOPI stessa alla Federazione MIGEP in occasione di un precedente ricorso relativo alla figura della cosiddetta “terza S”.
Tale consapevolezza rende ancora più grave la scelta di escludere MIGEP da qualsiasi percorso di regolazione o di riconoscimento, preferendo ricondurre figure non sanitarie sotto un Ordine professionale che non le rappresenta né ne rispecchia la natura, la funzione e la collocazione ordinamentale. Crescono, infatti, le critiche riguardo alla mancanza di democrazia, con la conseguente evidenza che la FNOPI non esprime la posizione di molti professionisti infermieri né quella di numerose associazioni, sia infermieristiche sia degli OSS, effettivamente rappresentative.
L’atto di esclusione operato da FNOPI nel tentativo di tenere lontani e disconoscere le istituzioni che rappresentano queste professioni diventa così un elemento centrale di contestazione: non è più un gesto da subire, ma costituisce la base per denunciare la gravità istituzionale della scelta, evidenziare il vulnus al principio di partecipazione e rappresentanza e sollecitare una revisione del Piano coerente con la legge, con i principi di autonomia delle figure non sanitarie e con la realtà delle rappresentanze esistenti.
Una simile impostazione rischia di generare conflitti istituzionali, contenziosi e una frattura nei servizi sanitari e sociosanitari, compromettendo la collaborazione tra professioni e la qualità dell’assistenza. Non può essere accettato che, nel nome di una riorganizzazione dell’assistenza, si comprimano l’autonomia delle figure non sanitarie e, si neghi il ruolo di una federazione rappresentativa e si introduca un principio ordinamentale privo di fondamento.
Tale impostazione evidenzia inoltre una zona grigia normativa e organizzativa, in cui ci si sarebbe attesi di operare entro una cornice comunicativa trasparente e concertata con tutti gli stakeholder, coinvolte, anche in relazione a eventuali modifiche della Legge 3/2018 sugli elenchi speciali. Sulla base di quanto previsto, riteniamo che la professione OSS, l’intera comunità professionale, abbiano diritto di conoscere in modo chiaro e tracciabile quali decisioni siano state adottate, con quali limiti, condizioni, garanzie di sicurezza e responsabilità. Il documento, così come formulato, presenta criticità significative, ambiguità e rischi di disomogeneità applicativa, con possibili conseguenze negative per i cittadini e per l’organizzazione dei servizi sanitari.
La proroga al 2029 per il riconoscimento dell’esercizio delle professioni sanitarie non risolve tali criticità, mentre lo skill mix rischia di essere utilizzato come strumento per la riduzione dei costi e delle unità infermieristiche senza un quadro chiaro, vincolante e tracciabile. Ogni eventuale figura intermedia dovrà svolgere un ruolo solo se governata da regole chiare, misurabili e coerenti con le responsabilità, evitando sostituzioni improprie e garantendo trasparenza, sicurezza e sostenibilità organizzativa.
Si evidenzia inoltre che la Federazione MIGEP ha istituito formalmente un Registro Unico Nazionale Professionale degli Operatori Socio Sanitari e degli Assistenti Infermieri, al quale stanno aderendo numerosi OSS. Tale registro, riconosciuto come strumento di tracciabilità, qualificazione e garanzia della formazione e delle competenze delle figure socio-sanitarie, rappresenta di fatto un elenco straordinario nazionale delle figure OSS e Assistenti Infermieri.
La Federazione MIGEP ha inoltre presentato formale richiesta al Ministro della Salute affinché il registro possa essere riconosciuto, sottolineando come esso possa garantire tutte le funzioni di regolamentazione, supervisione e tutela della qualità delle prestazioni, rendendo superflua e ingiustificata qualsiasi forma di subordinazione ordinistica sotto un Ordine diverso. L’esistenza e il riconoscimento di tale strumento rafforzano ulteriormente la legittimità della rappresentanza MIGEP e rendono ancora più grave e ingiustificata la scelta di escluderla da ogni percorso di regolazione previsto dal Piano Straordinario.
Nel ribadire le criticità sopra evidenziate, con la presente, la scrivente Federazione, quale associazione di categoria altamente rappresentativa degli OSS e, dunque, direttamente interessata alle modifiche della L. 3/2018, chiede di partecipare ai lavori di modifica di detta Legge per gli elenchi speciali per AI, come previsti dall’Appendice del Cronoprogramma del succitato Piano Strategico”
In attesa di un riscontro formale, la scrivente resta disponibile a un confronto istituzionale serio e trasparente, fermo restando che l’assenza di chiarimenti aggraverebbe una situazione già fortemente critica sul piano ordinamentale e politico.
Redazione OssNews24
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