Emergenza OSS: il sistema assistenziale sardo a rischio collasso
Il Sindacato SHC lancia l’allarme e chiede un intervento immediato della Regione Sardegna
Il sistema assistenziale della Regione Sardegna è vicino al collasso e non può continuare a reggersi sulla resistenza infinita degli Operatori Socio Sanitari (OSS). Segnaliamo una situazione ormai insostenibile nei reparti ospedalieri e nei servizi assistenziali territoriali dell’Isola. Nonostante i ripetuti annunci di nuove assunzioni, gli OSS continuano a lavorare in condizioni di grave criticità organizzativa.
Turnazioni massacranti, spostamenti continui tra reparti, mansioni non chiaramente definite e frequenti fenomeni di demansionamento e sovramansionamento stanno diventando la normalità. Una gestione che logora i lavoratori, aumenta il rischio clinico per i pazienti e compromette la qualità complessiva dell’assistenza.
Emblematico è il fenomeno dell’“OSS trottola”, costretto a coprire più reparti e più funzioni nello stesso turno, in palese violazione delle tutele previste dal CCNL e dei principi di sicurezza e sostenibilità del lavoro. A questo quadro già critico si aggiungono il blocco delle graduatorie e la gestione confusa dei Cantieri, che impediscono una reale valorizzazione della professionalità degli OSS e aggravano la carenza di personale.
Denunciamo inoltre che numerose strutture RSA, cooperative, comunità integrate e comunità alloggio disattendono la delibera regionale n. 52/30 dell’8 ottobre 2025 e interpretano in modo improprio le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, utilizzando gli Operatori Socio Sanitari per attività di pulizia e funzioni alberghiere. Una scelta dettata da logiche di risparmio che sottrae tempo prezioso all’assistenza diretta e penalizza i cittadini più fragili.
Particolarmente grave è anche l’impiego di personale non adeguatamente formato e non riconosciuto dal quadro contrattuale nazionale nello svolgimento di mansioni delicate, come la somministrazione di terapie. Il riferimento è agli OSS con cosiddetta “terza S”, figura non prevista né autorizzata dalle norme vigenti, il cui utilizzo configura un potenziale abuso di professione e scarica responsabilità inaccettabili sui lavoratori. Se non si interviene subito il rischio concreto è il collasso dell’intero sistema assistenziale sardo, con conseguenze gravi sia per i lavoratori sia per i cittadini. Difendere gli OSS significa difendere il diritto alla salute. Chiediamo un intervento immediato e concreto della Regione Sardegna per garantire organici adeguati, chiarezza sulle competenze, rispetto dei contratti e una riorganizzazione reale dei servizi.
La Segreteria Regionale del Sindacato SHC si rende disponibile a un confronto urgente con le istituzioni e annuncia che, in assenza di risposte, non esclude ulteriori iniziative di mobilitazione.
Sindacato SHC – Segreteria Regionale Sassari Cristiana
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