Oss condannato a due anni di reclusione per maltrattamenti 

È la pena inflitta con rito abbreviato ad un operatore socio-sanitario di 47 anni, condannato a risarcire sia i due invalidi maltrattati sia l’Ipab, che si è costituita parte civile nel processo. 

I fatti contestati all’operatore socio-sanitario erano avvenuti tra il 2017 e il 15 febbraio del 2020. A dare inizio agli accertamenti era stata una denuncia presentata dal direttore generale della struttura di accoglienza. A lui, infatti, si erano rivolti alcuni suoi colleghi e anche una psicologa, segnalando una serie di comportamenti quanto meno inopportuni ai danni di due ospiti. 

L’indagine era stata affidata alla squadra mobile della questura di Vicenza. Testimonianze e filmati avevano portato al rinvio a giudizio dell’imputato. 

Gli inquirenti hanno ricostruito diversi episodi violenti.

Nella primavera del 2019 l’oss aveva afferrato con forza per un braccio uno dei due invalidi totali facendolo cadere dalla sedia. In una notte dell’inverno del 2017 aveva invece preso con forza dietro al collo l’altro ospite della struttura e lo aveva accompagnato all’esterno, dove lo ha costretto a rimanere scalzo per circa tre quarti d’ora al freddo. 

Nell’estate del 2019 aveva inoltre chiuso a chiave in una stanza una delle vittime. Pochi mesi dopo l’aveva malmenata. E ancora. Il 25 novembre, sempre del 2019, mentre lavava uno dei due malcapitati, l’oss lo aveva minacciato di «non piangere che voli dalla finestra…».

In altre due circostanze, risalenti sempre al 2019 aveva assestato un colpo al corpo di uno delle due parti offese e l’aveva accompagnata fuori dal bagno afferrandola per il collo, facendola sbattere contro un pannello della vasca. 

Nel corso del processo davanti al gip la difesa dell’imputato ha sottolineato che tra misure di contenzione e violenze il confine è molto labile e che il proprio assistito non aveva mai alzato le mani contro gli ospiti della struttura con l’intento di far loro del male. Il giudice ha però giudicato l’imputato colpevole, assolvendo da un’ipotesi di lesioni aggravate. 

E mentre la difesa attende di leggere le motivazioni per valutare l’eventuale ricorso in appello contro la sentenza, l’operatore socio sanitario si ritiene innocente.

Redazione OssNews24

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