Un giorno come tanti

Fu un giorno come tanti,
In quel marzo ’19.
Un’ infermiera, indietro e avanti,
In treno e in corsa, in ogni dove;
– Porto un pezzo del mio cuore
Ridonandolo ai passanti..
Finché arrivo poi in orario
In quel “mio” penitenziario –
Ero in giro terapia,
Quando udii una voce urlante:
“Siamo in piena pandemia,
 Chiudiam tutto, in questo istante!
Per ognun dei detenuti,
Neanche gli ultimi saluti”

Fu un giorno come tanti,
In quel penitenziario;
Fuori tutti eran distanti,
Ma lì dentro fu il calvario;
E riscosse e ribellioni,
Ed urlati e amari pianti,
E poi tante derisioni
Tra gli increduli astanti…
“Siam tranquilli, pazientate,
ed uniamoci in rispetto…
Quante già ne abbiam passate,
Siamo forti, ve l’ ho detto!”

Fu un giorno come tanti,
In quel penitenziario…
Uno dei più importanti,
Dal primo notiziario.
Il primo in cui d’ un tratto,
Pazienti e Sanitari,
Dal serio al peggior matto,
Divennero sol pari…
Gli agenti e gli infermieri,
Eroi in quel mondo a parte,
Con armi bianche, fieri,
Scoprirono le carte:
Le azioni, ed i pensieri,
In quel mondo amplificati,
Si unirono in tutt’ uno,
Noi ed i “dimenticati”.

Fu un giorno come tanti,
E un anno è già passato.
Quanti, gli animi spenti
Per strada ho poi incontrato.
Tristi nei loro lamenti;
E per questo ho raccontato
Quell’ autentica emozione,
Da ira a felicità,
Di chi vive in detenzione,
Chi da sempre ne è privato
Della vera libertà.

Gratitudine infinita
In ogni istante, non raggelo…
Siate solo sempre Vita:
Siamo tutti sotto un Cielo!

Marialuce Bardi
(Un’ infermiera come tante)

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