Lettera a Mattarella: “Si ricordi degli oss”

Di seguito la lettera, a firma di Loredana Peretto, che gli Stati generali della professione oss hanno inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Gli Stati generali degli operatori socio-sanitari apprendono con profondo rammarico, ma anche con grande speranza a una Sua riconoscenza al merito della Repubblica italiana anche per gli operatori socio-sanitari (oss), come ha fatto per tutte le professioni e ai cittadini distintisi per atti di eroismo civile. Riteniamo che il welfare pubblico debba sostenere la parte migliore della Repubblica, quella che oggi il Presidente della Repubblica premia e riconosce.

“Senza sociale non c’è salute”. Vorremmo ricordare, Onorevole Presidente, che anche gli operatori socio-sanitari sono parte della Repubblica: pari dignità anche per questa professione, poiché parte integrante del sistema salute. Nel periodo della pandemia questa professione è sempre stata in prima linea nelle RSA, RAA, ospedali, domiciliare, carceri e scuole, e sono intervenuti in aiuto dello Stato per fronteggiare la pandemia.

Come Stati generali, ci siamo resi conto che questa professione è stata dimenticata dalle iostituzioni, rendendo invisibile il loro sacrificio, divenendo gli invisibili del sistema salute. L’8 dicembre 2022 si costituiscono, attraverso la Federazione delle professioni sanitarie e sociosanitarie Migep e Shcoss, gli Stati generali degli operatori sociosanitari. Un progetto per rendere visibile la professione dell’oss e chiedere alle istituzioni di essere ascoltati, dando la possibilità necessaria a delle risposte alle loro problematiche.

Ci rincresce che anche la Sua autorevolezza precluda il riconoscimento e la rivalutazione della professione oss, che è stata in prima linea nell’emergenza Covid-19, e alcuni di loro hanno perso la vita. Sarebbe bastato da parte Sua un ringraziamento per i 350mila oss che hanno contribuito ad aiutare uno Stato che era in difficoltà, al fianco di altre professioni: soldati mandati in prima linea senza armi, con scarpe di cartone e a mani nude. Chiediamo con umiltà che rivolga uno sguardo anche a questi operatori, riconoscendone il loro ruolo e la professione, che si dedica all’assistenza dei propri simili.

Egregio Presidente della Repubblica, sarebbe un onore se Lei rivolgesse un elogio a questa professione e un saluto istituzionale il 22 maggio a Roma, dove si terrà un convegno al chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva (presso il Senato), per una prospettiva di sviluppo di una assistenza sociale, con  una professione importante nel sistema socio assistenziale, in un riordino più ampio della loro professione in una assistenza moderna.

Quest’appello è per avere un Suo autorevole intervento per la tutela del diritto costituzionale di essere parte di una Repubblica basata sulla democrazia e sulla Costituzione, riconoscendo il loro valore essenziale anche dal punto di vista professionale; l’impegno nel corso della recente pandemia, donne e uomini in prima linea giorno e notte affianco ai cittadini fragili, lavorando senza sosta, senza le tutele adeguate. Oggi questi operatori non hanno ricevuto nessun grazie per il loro valore e per il loro importantissimo impegno e per il ruolo che hanno ricoperto.

Confidiamo nella Sua attenzione verso questa professione, incoraggiandola a investire nel futuro professionale in quella che è la più importante arte dell’assistenza dei cittadini fragili.

Redazione OssNews24

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