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Venezia, mancano insegnanti di sostegno nelle scuole: li sostituiscono gli oss

Continua a far discutere la scelta della Regione Veneto di sostituire gli insegnanti di sostegno con gli operatori socio-sanitari (oss) nelle scuole del territorio veneziano. Una scelta ormai datata e dettata dalla ceranza di docenti di sostegno.

Da almeno dieci anni, infatti, la Regione Veneto ha stipulato convenzioni con le cooperative sociali per la fornitura e la gestione di oss da destinare alle scuole, a supporto degli studenti con disabilità. In genere si tratta di ragazzi con invalidità importanti, che hanno ottenuto i benefici previsti dall’articolo 3 comma 3 della Legge 104.

“Un’anomalia tutta veneta – spiega Leonardo Chiarello, docente di sostegno di lungo corso e dirigente della Cisl Scuola di Venezia, interviststo dal Gazzettino -. Una convenzione pregevole per dare supporto agli studenti con maggiori necessità. Peccato che in questa fase di pesante carenza di professori con la specializzazione gli uffici scolastici calibrino l’incarico del docente di sostegno sulla base della presenza o meno dell’oss e delle ore di servizio che presta”.

E’ appena il caso di ricordare che insegnanti e oss sono lavori completamente diversi e non intercambiabili. “Una situazione che abbiamo più volte denunciato, reputandola illegittima – spiega Chiarello -. Prima o poi qualcuno si rivolgerà al giudice, perché i compiti dell’oss riguardano gli aspetti igienico-sanitari. Non a caso vengono assegnati, specie nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie, agli alunni che hanno bisogno di essere assistiti per mangiare, andare al bagno e per la pulizia personale. Nel contratto della scuola questa figura non esiste. Quindi, se si stabiliscono le ore del docente di sostegno da assegnare agli studenti sulla base del servizio degli oss, si priva lo studente di ore di didattica e si tagliano posti di lavoro per gli insegnanti”.

Sono poco più di 3.500 gli studenti con disabilità nelle scuole statali della provincia di Venezia. Le presenze più numerose sono alle elementari con circa 1.500 alunni e poco meno di 1.000 alle scuole medie. Se si passa al Veneto i numeri lievitano a quasi 23mila ragazzini. Si conferma pertanto una crescita costante degli studenti con disabilità, che negli ultimi dieci anni ha determinato quasi un raddoppio della quota sul totale degli iscritti, passata dal 2,6% al 4,8%. Quota che supera il 5,2% alle primarie e alle medie.

A incidere è la presenza sempre più consistente di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). Rientrano in questa gfattispecie i cosiddetti disturbi neurobiologici, che coinvolgono la lettura con la dislessia, la scrittura con la disgrafia o disortografia e il calcolo con la discalculia. Questi ragazzi con presentano deficit di intelligenza, ma necessitano comunque di strumenti compensativi e di didattica personalizzata.

Proprio in questi giorni si svolge l’assegnazione dei posti in ruolo per il sostegno. In provincia di Venezia ne mancano 291. A preoccupare sono proprio le scuole elementari, dove il contingente autorizzato dagli uffici scolastici è di 217 posti. Ma nelle graduatorie, pur risultando inseriti 117 aspiranti, figurano ben pochi disponibili, perché è tutto personale che ha già ottenuto il contratto a tempo indeterminato lo scorso anno scolastico.

L’ultima spiaggia rimane la “mini call”, tra il 14 e il 19 agosto: una chiamata a cui può partecipare personale di fuori provincia o di altre regioni. Entro fine agosto le assegnazioni dovranno essere concluse, e poi si passerà a reclutare precari privi di titolo. Malgrado il ministero abbia attivato i tirocini formativi attivi (tfa), ossia un percorso di specializzazione per fornire ai docenti le competenze necessarie per lavorare con studenti disabili, i numeri dei posti attivati sono ancora insufficienti rispetto al fabbisogno.

Redazione OssNews24

Fonte: Il Gazzettino

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