Assistente infermiere: la vera sfida comincerà nei luoghi di lavoro
Dopo il pronunciamento del TAR Lazio, il confronto sull’Assistente Infermiere non si esaurisce. Mentre restano aperte questioni professionali, organizzative, contrattuali e di tutela, alcune Regioni stanno procedendo verso l’attuazione concreta della nuova figura.
Questo cambia lo scenario. Molti OSS saranno chiamati a scegliere se intraprendere questo percorso e molti lo considerano un’evoluzione professionale. È una scelta che rispettiamo.
Ma un’evoluzione non si misura soltanto da ciò che un lavoratore potrà fare in più. Si misura da ciò che gli verrà realmente riconosciuto in più.
Responsabilità, autonomia effettiva, tutele giuridiche e assicurative, contratto e retribuzione saranno il vero banco di prova. Sono questioni che abbiamo sollevato fin dall’inizio.
Abbiamo contestato un modello, non i lavoratori.
Adesso che l’Assistente Infermiere sta diventando una realtà, dobbiamo però andare oltre la contestazione. Dobbiamo prepararci a rappresentare chi dovrà vivere questa realtà nei luoghi di lavoro.
La verità emergerà nei servizi
Nei reparti, nelle RSA, nell’assistenza domiciliare, nel sociosanitario e nel privato capiremo cosa significherà concretamente essere Assistente Infermiere.
Sarà lì che si misureranno carichi di lavoro, mansioni, responsabilità, rapporti con OSS e infermieri e modalità effettive della supervisione.
Ed è lì che potrebbero emergere sovrapposizioni di ruoli, demansionamenti, sovramansionamenti, conflitti organizzativi e responsabilità difficili da delimitare. Per questo il problema non può essere ridotto a un elenco di attività consentite.
La domanda è molto più profonda: quale professionalità potrò realmente esprimere se, pur acquisendo nuove attività, rimango in una funzione di ausilio dell’infermiere, nell’ambito delle indicazioni e della supervisione previste?
Dove termina la collaborazione e dove comincia la responsabilità? E cosa accadrà quando la carenza di personale renderà quei confini più difficili da rispettare? Queste domande non sono contro l’Assistente Infermiere. Sono domande per proteggerlo. E, nello stesso tempo, per proteggere l’OSS.
E poi c’è il valore economico
Nel pubblico l’Assistente Infermiere è stato collocato nell’Area degli Assistenti, ruolo sociosanitario.
Ma collocazione contrattuale e tabellare non rispondono, da soli, alla domanda che ogni OSS interessato al percorso ha diritto di porre: quanto cambierà realmente la mia retribuzione?
Quali indennità saranno riconosciute? Quali istituti economici saranno applicabili? E soprattutto: il riconoscimento economico sarà proporzionato alle attività e alle responsabilità richieste?
Nel privato, nelle cooperative, nelle RSA e nel sociosanitario il quadro è ancora più complesso: bisognerà verificare contratto per contratto come la nuova figura verrà recepita, con quale inquadramento e con quale retribuzione, anche in settori nei quali i rinnovi contrattuali arrivano dopo lunghi periodi di attesa.
Quindi la domanda politica è semplice: se aumentano attività e responsabilità, aumenteranno realmente anche riconoscimento e retribuzione? Altrimenti di quale evoluzione stiamo parlando?
Non ripetiamo quello che è accaduto all’infermiere generico e attualmente all’oss
Questo è il punto sul quale non intendiamo più arretrare. L’OSS è diventato indispensabile nel sistema assistenziale. Eppure, dopo oltre vent’anni, continua ancora a rivendicare riconoscimento, sviluppo professionale, formazione uniforme, tutele, carriera e valorizzazione economica.
E allora una domanda deve essere rivolta anche al mondo sindacale: dove sono state in tutti questi anni le grandi organizzazioni sindacali mentre l’OSS continuava a chiedere queste risposte?
Oggi è facile raccontare l’Assistente Infermiere attraverso le nuove attività e parlare di evoluzione. Più difficile è parlare di responsabilità, autonomia reale, assicurazione, contratto e retribuzione.
Noi vogliamo farlo adesso.
Perché non possiamo permettere che tra un anno l’Assistente Infermiere si trovi a combattere la stessa battaglia che l’OSS combatte ancora oggi.
L’Assistente Infermiere non deve diventare un nuovo OSS: indispensabile quando serve al sistema, ma dimenticato quando chiede riconoscimento, tutele e dignità economica.
E l’OSS non deve essere sacrificato per costruire la nuova figura.
Da qui cambia anche la nostra battaglia…
Non ci interessa aspettare che emergano i problemi per dire: «Ve lo avevamo detto». Non servirebbe a nessuno.
La nostra responsabilità adesso è un’altra: trasformare le criticità che abbiamo denunciato in una nuova battaglia di rappresentanza.
Quando arriveranno i problemi dovremo avere la forza per intervenire sui carichi di lavoro, contrastare demansionamenti e sovramansionamenti, difendere i confini delle responsabilità, pretendere tutele assicurative e rivendicare un riconoscimento contrattuale ed economico adeguato. E questa forza non si costruisce con i post sui social. Si costruisce con iscritti, delegati e rappresentanti nei luoghi di lavoro.
Oss e assistenti infermieri: costruiamola insieme
A chi rimarrà OSS diciamo: continueremo a difendere il tuo ruolo, le tue competenze e la tua dignità.
A chi ha scelto o sceglierà di diventare Assistente Infermiere diciamo: non siamo contro di te. Vogliamo costruire insieme a te ciò che oggi ancora manca.
E a chi non si sente più rappresentato diciamo: non rimanere spettatore.
Avvicinati. Partecipa. Diventa delegato. Porta dentro il sindacato di categoria SHC, costruisci il registro nazionale degli oss ciò che accade realmente nel tuo luogo di lavoro.
Perché non vogliamo mettere l’OSS contro l’Assistente Infermiere né costruire l’Assistente Infermiere sulle spalle dell’OSS. Vogliamo costruire una forza capace di rappresentarli entrambi. La vera evoluzione non è avere qualche attività in più. È avere più riconoscimento, più tutele, più dignità professionale ed economica.
Se sei OSS, questa continua a essere la tua casa.
Se sei o diventerai Assistente Infermiere, vogliamo costruire questa casa anche con te.
Non aspettiamo altri vent’anni. Non lasciamo che siano ancora altri a decidere per noi.
Costruiamo oggi la forza che ci servirà domani per stare sui tavoli di contrattazione.
QUANTO VALE REALMENTE QUESTA EVOLUZIONE?
Sindacato di categoria SHC – Stati generali OSS – Federazione Migep Oss –
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