Migep, Stati Generali Oss e SHC: “Fnopi si assuma proprie responsabilità dopo sentenza Tar su assistente infermiere”
Riceviamo e pubblichiamo una nota di Federazione Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC.
La sentenza del Tar Lazio sull’assistente infermiere non rappresenta una vittoria per nessuno. Rappresenta piuttosto un segnale che impone alla politica, alle Regioni e al sistema professionale di affrontare le questioni ancora aperte prima che la nuova figura venga inserita stabilmente nei servizi. Con l’avvio dei percorsi formativi e dell’attuazione regionale, l’assistente Infermiere entrerà concretamente negli ospedali, nelle Rsa, nelle case di comunità, nel territorio e nell’assistenza domiciliare, anche come libero professionista.
È qui che Fnopi è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità. La Federazione ha avuto un ruolo determinante nella costruzione e nella promozione della nuova filiera assistenziale e ha sostenuto che l’assistente infermiere non avrebbe sostituito l’infermiere, che la responsabilità dell’assistenza sarebbe rimasta al professionista e che indicazione, attribuzione e supervisione infermieristica avrebbero costituito le garanzie del nuovo modello.
La distanza tra queste rassicurazioni e le criticità che possono emergere nella loro concreta applicazione viene valutata nell’80%. Non è una percentuale statistica, ma una valutazione politica sulla portata della contraddizione tra il modello rappresentato e la realtà organizzativa dei servizi.
È proprio per questo che oggi poniamo a Fnopi alcune domande alle quali non si può più rispondere soltanto sulla carta:
Chi supervisionerà realmente l’assistente Infermiere nei servizi e nei turni nei quali l’infermiere non è presente?
Cosa accadrà se la carenza infermieristica porterà progressivamente a utilizzare l’Assistente Infermiere per compensare la mancata presenza dell’infermiere?
I criteri e gli indicatori utilizzati dagli Opi per individuare sovrapposizioni e possibili compressioni delle competenze infermieristiche verranno applicati anche all’assistente infermiere? Saranno modificati? Oppure ciò che fino a ieri veniva considerato sovrapposizione professionale diventerà compatibile perché inserito nella nuova filiera assistenziale?
Chi stabilirà, nella concreta attività assistenziale, se una situazione permane nell’ambito della bassa discrezionalità decisionale e dell’elevata standardizzazione? E cosa dovrà fare l’assistente infermiere quando la condizione della persona assistita esce dai limiti delle attività che gli sono state attribuite?
Chi interverrà quando le esigenze organizzative e la carenza di personale entreranno in conflitto con questi principi?
Come si impedirà che la carenza di infermieri trasformi progressivamente una figura dichiarata di ausilio in uno strumento sostitutivo?
Quale posizione assumerà Fnopi se il numero degli assistenti infermieri finirà per incidere, direttamente o indirettamente, sul fabbisogno e sulle dotazioni degli infermieri?
E, soprattutto, chi si assumerà la responsabilità di intervenire prima che le eventuali contraddizioni del modello ricadano sulla sicurezza dei cittadini e delle persone assistite?
Una domanda riguarda direttamente poi il futuro dell’infermiere: come si comporterà Fnopi qualora l’applicazione dell’assistente infermiere finisca per snaturare la natura stessa dell’assistenza infermieristica e il ruolo dell’infermiere?
Se una parte crescente dell’assistenza diretta venisse progressivamente trasferita verso una figura intermedia, mentre all’infermiere restassero pianificazione, attribuzione, supervisione e responsabilità complessiva, quale sarebbe il confine oltre il quale la professione infermieristica rischierebbe di perdere una parte della propria natura assistenziale?
È questo il punto politico. La crescita verso specializzazioni, lauree magistrali, competenze avanzate e maggiori responsabilità rappresenta una legittima evoluzione della professione. Ma non può esserci valorizzazione dell’infermiere se, per farlo crescere verso l’alto, si finisce contemporaneamente per svuotarne dal basso una parte della funzione assistenziale.
La vera tutela della professione non consiste soltanto nel difenderne le competenze dalle sovrapposizioni esterne, ma anche nell’impedire che sia lo stesso modello organizzativo a modificarne progressivamente identità, presenza e funzione. Su questo Fnopi dovrà dare una risposta chiara. Una contraddizione politica che deve essere chiarita
Il sistema ordinistico infermieristico, attraverso gli Opi, ha sempre posto una forte attenzione sulla tutela dell’autonomia, delle competenze e della responsabilità dell’infermiere, contrastando sovrapposizioni e utilizzi di altre figure ritenuti lesivi del profilo professionale.
Contemporaneamente, Fnopi ha contribuito alla costruzione e sostenuto la nuova filiera assistenziale nella quale si inserisce l’assistente infermiere, una figura che mantiene le attività proprie dell’oss e alla quale vengono attribuite ulteriori attività sanitarie nell’ambito dell’assistenza, secondo le indicazioni dell’infermiere o la pianificazione assistenziale.
È proprio questo trasferimento di attività che rende ancora più evidente la contraddizione politica. Se la sovrapposizione delle attività rappresenta un rischio per l’autonomia, le competenze e la responsabilità dell’infermiere, gli stessi principi devono valere anche quando si valuta l’assistente infermiere.
Non possono esserci due criteri. Non si può contrastare il trasferimento o la sovrapposizione di attività quando riguarda altre figure e considerarlo automaticamente compatibile quando avviene all’interno di un modello sostenuto dalla stessa Federazione. Il rischio sarebbe paradossale: una figura nata per sostenere l’infermiere potrebbe finire per compensarne la carenza e contribuire, nella pratica, a modificarne il ruolo e a ridurne la presenza nell’assistenza diretta.
A quel punto non sarebbe sufficiente continuare ad affermare che l’assistente infermiere non sostituisce l’infermiere. Bisognerebbe dimostrare che non lo sta sostituendo nei fatti. È questo il banco di prova sul quale Fnopi e gli Opi saranno chiamati a dimostrare coerenza rispetto ai principi sostenuti fino a oggi. Se l’applicazione concreta dovesse evidenziare sovrapposizioni, sostituzioni improprie, supervisione soltanto formale o una riduzione della presenza infermieristica, Fnopi dovrà assumersi la responsabilità politica di intervenire e chiedere la revisione del modello.
C’è un principio che riteniamo non negoziabile. Il Servizio sanitario non appartiene a una professione. È un sistema multiprofessionale nel quale infermieri, oss e tutte le altre figure devono essere riconosciuti nella propria identità, nelle proprie competenze e nelle proprie responsabilità. La valorizzazione di una professione non può avvenire attraverso la subordinazione delle altre, né attraverso la costruzione di una filiera nella quale una professione governa progressivamente tutto ciò che le ruota intorno.
Collaborare non significa sostituire. Valorizzare non significa subordinare. È su questo equilibrio che deve essere costruito il futuro dell’assistenza.
Serve una regia nazionale
Per queste ragioni chiediamo l’apertura di una regia nazionale con il ministero della Salute, le Regioni, la Fnopi e gli altri soggetti istituzionali e professionali coinvolti, con la partecipazione della Federazione Migep e del sindacato SHC OSS, quali realtà promotrici di questa richiesta e direttamente impegnate nel confronto sull’introduzione dell’assistente infermiere e sul futuro dell’oss.
Occorre verificare il reale fabbisogno dell’assistente infermiere, la presenza infermieristica nei diversi setting, i rapporti numerici, le modalità effettive di attribuzione e supervisione, le responsabilità, la formazione, le tutele, i criteri e gli indicatori utilizzati nei territori.
Fnopi, per il ruolo avuto nella costruzione e nella promozione di questo percorso, ha oggi la responsabilità politica di contribuire a individuare e affrontare le criticità che potrebbero compromettere l’equilibrio del sistema assistenziale. E se dalla verifica dovesse emergere che l’attuale modello non è adeguato alla realtà dei servizi, dovrà essere corretto prima che le sue criticità diventino strutturali e ricadano sui professionisti e, soprattutto, sui cittadini assistiti.
Non chiediamo di fermare l’evoluzione dell’assistenza. Chiediamo che nessuno pretenda di governarla da solo. Dopo il Tar, la questione non è stabilire chi abbia vinto. La vera domanda è un’altra: se il modello sostenuto produrrà effetti diversi da quelli annunciati, chi avrà la responsabilità e il coraggio di intervenire per cambiarlo?
È anche per queste ragioni che Migep – Stati Generali Oss e SHC OSS hanno chiesto un incontro con Fnopi. Non per riaprire contrapposizioni tra oss e infermieri, ma per affrontare direttamente le questioni che l’introduzione dell’Assistente Infermiere pone ad entrambe le realtà professionali e che non possono essere risolte attraverso dichiarazioni di principio.
Vogliamo comprendere quale posizione assumerà Fnopi davanti alle criticità evidenziate, quali garanzie ritenga necessarie per evitare sovrapposizioni, sostituzioni improprie e responsabilità non accompagnate da una reale possibilità di supervisione e, soprattutto, se sia disponibile a rivedere il modello qualora la sua applicazione concreta producesse effetti diversi da quelli annunciati.
Il confronto che chiediamo parte da un principio semplice: La tutela dell’oss e dell’assistente infermiere non può essere costruita contro l’infermiere, così come la tutela dell’infermiere non può tradursi nella subordinazione dell’oss e dell’assistente infermiere. Ogni figura deve essere riconosciuta nella propria identità, nelle proprie competenze e nelle proprie responsabilità, all’interno di un modello assistenziale fondato sulla collaborazione e non sulla sostituzione o sulla subordinazione professionale.
Per questo riteniamo necessario incontrarsi e confrontarsi prima che siano le criticità dei servizi a imporre risposte che oggi possono ancora essere costruite insieme. Fnopi ha sostenuto questo percorso. Ora chiediamo che accetti il confronto anche sulle sue possibili conseguenze.
Redazione OssNews24
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