L’OSS nella gestione del processo assistenziale

L’OSS e i modelli assistenziali

Il sistema socio-sanitario italiano si è rinnovato introducendo nuovo metodologie di gestione del comparto assistenziale in base alle particolari esigenze degli assistiti e ha riscontrato notevoli cambiamenti attraverso l’attuazione pratica di nuovi sistemi di organizzazione.

L’attività assistenziale può essere suddivisa secondo quattro modelli operativi:

1) Si parla di assistenza di tipo funzionale nel momento in cui la divisione dei compiti tra gli operatori avviene in funzione del differente livello di competenza. Questo modello organizzativo è costituito da una solida struttura gerarchica, con conseguente risalto delle funzioni di coordinamento e della specializzazione dei compiti che vengono quasi divisi per settori.
Nel concreto consiste nell’assegnazione dei compiti agli operatori da parte del responsabile dell’assistenza (cosiddetto infermiere coordinatore). Tale modello riduce i costi di gestione e attua un maggiore controllo da parte del coordinatore, responsabile delle attività svolte, nonostante l’assistenza sia frammentata e gli operatori risultino poco coinvolti nel processo, mancando una visione globale dei bisogni della persona.

2) Si definisce assistenza per gruppi quella tipologia d’assistenza che viene erogata ad un gruppo ristretto di pazienti (al massimo quindici) gestito da un responsabile che è affiancato da un équipe non numerosa ma eterogenea e ben distribuita, composta da diverse figure professionali coordinate da un unico soggetto. In questo tipo di assistenza il livello di coinvolgimento degli operatori è maggiore poiché maggiore è la consapevolezza generale dei bisogni dell’assistito, ma il rischio consiste nella possibile confusione che può derivare dalla compresenza di persone di riferimento nel processo assistenziale che inevitabilmente incide anche dal punto di vista economico nella gestione del servizio.

3) L’assistenza per nursing primario in cui si garantisce ad un gruppo ridotto di pazienti (massimo sei) una continuità assistenziale affidata nella turnazione ad un unico referente coadiuvato al personale di supporto.

4) L’assistenza per case management, nella quale si fondono elementi delle altre tipologie operative e (anche questa è applicata per piccoli gruppi di pazienti e affidata ad un responsabile con personale di supporto)

L’OSS e il lavoro mutiprofessionale

L’operatore socio-sanitario svolge la sua prestazione lavorativa anche in contesti differenti da quello sanitario, in servizi di tipo socio-assistenziale e socio sanitario, residenziali o semiresidenziali, in ambiente ospedaliero e al domicilio dell’utente. In determinati contesti l’OSS fornisce la sua attività professionale in sinergia con gli altri colleghi preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale come infermieri e ostetriche, terapisti della riabilitazione, assistenti sociali dietologi e educatori professionali secondo il criterio del lavoro multi professionale.

L’elemento cardine del lavoro multi professionale è rappresentato dal fatto che l’OSS opera come precisato precedentemente anche dalla contrattazione collettiva del comparto:”su precisa indicazione degli operatori preposti all’assistenza sanitaria e sociale ed in collaborazione con essi.

Questa precisazione è molto più evidente per l’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria per il quale lo stesso Accordo del 16 gennaio 2003, che ne definisce le competenze , precisa che egli nel prestare la propria attività professionale coadiuva l’infermiere e l’ostetrica ed opera conformemente alle loro direttive o sotto la loro supervisione nel rispetto di alcune regole base che sono:

  • Il giusto compito, sulla base delle condizioni dell’assistito e delle capacità professionali dell’operatore delegato;
  • La giusta circostanza, in modo da rendere congrua l’assistenza resa in relazione alle concomitanze oggettive;
  • La giusta persona, nel senso della perfetta indicazione della persona assistita e dell’operatore preposto ad assisterla;
  • Le giuste istruzioni; per rendere efficiente la comunicazione interpersonale e la prestazione da rendere;
  • La giusta supervisione, nel senso che la responsabilità del risultato è sempre del delegante che deve adeguatamente valutare il lavoro che gli è stato affidato in precedenza e successivamente.

L’operatore socio-sanitario ricerca nell’infermiere il suo interlocutore principale, l’infermiere è l’unico responsabile dell’assistenza infermieristica (preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa; di natura tecnica, relazionale ed educativa) erogata ai cittadini e per poter adempire a questa sua responsabilità deve poter usufruire della collaborazione e del supporto di operatori che lo aiutino nell’esecuzione delle attività funzionali all’attività infermieristica. Egli contribuisce alla formazione e all’aggiornamento del personale di supporto ritenendo queste tappe fondamentali nella vita del lavoratore per garantire e offrire un servizio assistenziale di elevata qualità in concomitanza con il rinnovamento del procedure e metodologie di lavoro.

L’infermiere:

  • Partecipa all’individuazione dei bisogni di salute della persona;
  • Identifica i bisogni di assistenza infermieristica del paziente;
  • Pianifica l’intervento assistenziale;
  • Garantisce la corretta esecuzione delle prestazioni diagnostico-terapeutiche;
  • Agisce avvalendosi di personale di supporto, in strutture pubbliche e private.

L’OSS e il concetto di delega e/o attribuzione

Si è specificato che l’OSS e in particolare, l’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria è una figura le cui competenze professionali sono svolte con carattere di interdipendenza con altri operatori addetti all’assistenza sanitaria e sociale secondo la formula del lavoro multi professionale.

Si è ampiamente discusso sul reale grado di autonomia operativa dell’OSS e dell’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria, ovvero fin dove si estendano i confini delle responsabilità delle sue funzioni. In poche parole in base alle mansioni e competenze con riguardo alle attività che tale operatore sanitario svolge in affiancamento, in collaborazione e cooperazione con l’infermiere, in particolare, se debba parlarsi di una delega ovvero di una semplice attribuzione di compiti.

In termini giuridici la delega è l’atto attraverso il quale un soggetto sostituisce a sé un altro soggetto nell’esercizio di funzioni appartenenti alla propria competenza, mantenendo in capo a sé la responsabilità del risultato.

A norma di legge (D.P.R 739/1994 e L. 42/1999) l’infermiere è il responsabile dell’assistenza infermieristica, intesa come la risposta ai bisogni della persona non autosufficiente, finalizzata a promuovere il miglioramento della salute e del benessere: l’infermiere, in quanto unico responsabile del risultato assistenziale, non delega attività o responsabilità all’OSS e all’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria, ma può (ove necessario) attribuire attività in relazione all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza.

Questo significa che l’infermiere può far svolgere compiti di natura esecutiva a figure di supporto, mantenendo la responsabilità del processo decisionale.

L’OSS e L’OSS con formazione complementare assumono il ruolo di stretti collaboratori al processo di assistenza infermieristica nel quale eseguono precisi compiti e attività assistenziali che sono loro attribuiti dal responsabile dell’assistenza infermieristica ed ostetrica e dalla cui corretta esecuzione sono responsabili. Il profilo professionale dell’OSS testualmente dichiara che l’operatore:”Osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio dell’utente”.

I compiti da assegnare all’OSS all’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria devono essere coerenti con la normativa che disciplina gli interventi che possono attuare nelle loro aree di competenza e la formazione per essi prevista; ciò significa che all’operatore socio sanitario non è possibile attribuire:

  • La valutazione globale dell’assistenza infermieristica, intesa come identificazione dei bisogni alla cui soddisfazione l’operatore collabora;
  • La valutazione delle condizioni cliniche assistenziali e psicologiche della persona, e dei bisogni educativi;
  • La definizione del piano assistenziale;
  • La valutazione dei risultati del processo assistenziale.

Risulta necessario affinché l’OSS e l’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria siano realmente di supporto al processo di rilevazione e identificazione della soluzione dei bisogni di assistenza infermieristica nonché di valutazione della complessità clinica e assistenziale della persona, è la predisposizione di protocolli e/o piani di lavoro che aiutino a definire le attività che possono essere affidate all’operatore socio-sanitario in base alla complessità assistenziale dell’unità lavorativa in cui è inserito.

L’assistenza alla persona richiede, oltre alla specifica competenza tecnica che consente di eseguire in modo corretto tutte le procedure e manovre necessarie per aiutare la persona, la conoscenza del contesto lavorativo e dei ruoli professionali, dei metodi e delle procedure di lavoro e degli strumenti per realizzare gli obiettivi. Pertanto il processo di attribuzione delle attività da parte del responsabile del processo assistenziale risente delle variabili legate alla situazione organizzativa, alle condizioni della persona assistita ed infine all’operatore socio-sanitario.

In buona sostanza, l’OSS è responsabile direttamente per i singoli atti posti in essere attribuitigli, ma la responsabilità professionale resta in capo all’operatore professionale (individuale, in generale, nella figura dell’infermiere), unico responsabile dell’intero processo assistenziale.

L’OSS e la metodologia di intervento

Il processo assistenziale infermieristico (nursing), in quanto metodo scientifico di risoluzione dei problemi della persona, consiste in fasi distinte che mirano a risolvere i problemi della persona e a soddisfare i bisogni.

Giovanni Recchia

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2 thoughts on “L’OSS nella gestione del processo assistenziale

  • 06/03/2021 in 16:18
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    Già solo il titolo mi imbarazza…. se l’ oss si occupa di assistenza l’ infermere di che si occupa di pratiche domestico alberghiere???? Che ogni uno faccia ciò che e’ di sua competenza per non commettere un reato di abuso di professione…

    Risposta
    • 29/08/2021 in 16:50
      Permalink

      Appunto l oss si occupa dell assistenza del paziente… L infermiere ha altri compiti… Documentati prima di dire cose inesatte

      Risposta

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