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Concorso oss 2026: eliminazione urinaria e intestinale, anatomia e fisiologia

Apparato urinario e intestino, minzione, defecazione, urine e feci, incontinenza, stipsi, padella e pappagallo: guida per le prove OSS.

L’eliminazione urinaria e intestinale rappresenta uno dei bisogni fondamentali della persona e costituisce un argomento ricorrente nei concorsi OSS 2026. Per affrontarlo correttamente non basta conoscere l’utilizzo di padella, pappagallo o presidi per l’incontinenza: è necessario comprendere almeno i principi essenziali di anatomia e fisiologia dell’apparato urinario e dell’apparato digerente.

Sapere dove viene prodotta l’urina, come raggiunge la vescica, perché compare lo stimolo a urinare oppure come il colon trasforma il contenuto intestinale in feci permette infatti all’Operatore Socio-Sanitario di osservare meglio la persona e riconoscere cambiamenti che devono essere riferiti.

Il concetto da ricordare per la prova è: ELIMINARE = produrre, trasportare, accumulare ed espellere

Apparato urinario: quali organi lo compongono?

L’apparato urinario comprende: due reni → due ureteri → vescica → uretra.

I reni producono l’urina; gli ureteri la trasportano alla vescica; la vescica la raccoglie temporaneamente; l’uretra permette l’eliminazione verso l’esterno. Il NIDDK descrive proprio questi quattro elementi come le componenti fondamentali delle vie urinarie. 

Schema da memorizzare: RENE → URETERE → VESCICA → URETRA → ESTERNO

Una domanda apparentemente banale come “Dove viene prodotta l’urina?” può quindi diventare un facile punto al concorso.

La risposta è: “Nei reni, non nella vescica. La vescica la conserva soltanto temporaneamente”.

I reni: anatomia essenziale

I reni sono due organi situati posteriormente nell’addome, ai lati della colonna vertebrale, in posizione retroperitoneale. Hanno una caratteristica forma simile a un fagiolo.

Il loro compito non è semplicemente “produrre pipì”. Partecipano al mantenimento dell’equilibrio dell’organismo attraverso funzioni fondamentali quali:

  • eliminazione di prodotti di scarto;
  • regolazione dell’acqua corporea;
  • regolazione di diversi elettroliti;
  • partecipazione all’equilibrio acido-base;
  • regolazione della pressione attraverso sistemi ormonali;
  • produzione di sostanze coinvolte nella formazione dei globuli rossi e nel metabolismo della vitamina D.

Per il concorso OSS, tuttavia, il punto essenziale è comprendere come nasce l’urina.

Il nefrone: l’unità funzionale del rene

All’interno dei reni si trovano numerosissime strutture microscopiche chiamate nefroni. Il nefrone rappresenta l’unità funzionale del rene.

In forma semplificata comprende:

  • glomerulo;
  • capsula di Bowman;
  • tubulo prossimale;
  • ansa di Henle;
  • tubulo distale;
  • sistema dei dotti collettori.

Non sempre un concorso OSS richiede tutti questi nomi, ma per comprendere il processo di formazione dell’urina è molto utile conoscere almeno: glomerulo + tubulo renale.

Come si forma l’urina?

La formazione dell’urina può essere sintetizzata attraverso tre grandi processi.

1. Filtrazione – Nel glomerulo una parte del plasma sanguigno viene filtrata. Si forma così un liquido che contiene acqua e numerose sostanze di piccole dimensioni.

2. Riassorbimento – Il corpo non può perdere indiscriminatamente tutto ciò che è stato filtrato. Lungo i tubuli renali vengono quindi recuperate molte sostanze utili e gran parte dell’acqua.

3. Secrezione – Altre sostanze possono essere trasferite dai capillari verso il tubulo per essere eliminate. Al termine di questi processi si forma l’urina definitiva.

Formula da ricordare: FILTRAZIONE → RIASSORBIMENTO → SECREZIONE → URINA

È un ottimo schema per una domanda di anatomia e fisiologia.

Quanta urina producono i reni?

La quantità varia considerevolmente in relazione a:

  • liquidi assunti;
  • perdite attraverso sudore e respirazione;
  • temperatura;
  • farmaci;
  • condizioni renali;
  • condizioni cardiovascolari;
  • malattie;
  • età.

Come ordine di grandezza, il NIDDK indica che nell’adulto i reni producono normalmente circa 1-2 quarti statunitensi di urina al giorno, quindi all’incirca 1-2 litri, ma si tratta di un valore indicativo e non di una quantità obbligatoria per ogni persona. Per l’OSS è più importante osservare le variazioni rispetto alla situazione abituale e, quando previsto, misurare correttamente la diuresi.

Gli ureteri: non sono l’uretra

Un errore molto comune nei quiz consiste nel confondere uretere e uretra.

Ureteri – Sono due condotti che portano l’urina dai reni alla vescica.

Uretra – È il condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno.

Gli ureteri possiedono pareti muscolari e favoriscono la progressione dell’urina verso la vescica attraverso contrazioni coordinate, dette peristaltiche. 

Trucco mnemonico

URETERI = reni → vescica
URETRA = vescica → esterno

La vescica: un serbatoio muscolare

La vescica urinaria è un organo cavo e muscolare localizzato nella pelvi. La sua funzione principale è raccogliere temporaneamente l’urina proveniente dagli ureteri. Quando si riempie, la sua parete si distende.

Un muscolo particolarmente importante è il detrusore, che costituisce gran parte della parete muscolare della vescica e interviene durante la minzione. Il NIDDK descrive la vescica come un organo muscolare espandibile che funziona da serbatoio dell’urina. 

Come nasce lo stimolo a urinare?

Con il progressivo riempimento della vescica, la parete viene distesa. I recettori presenti nella parete inviano segnali al sistema nervoso. Si genera così la sensazione di stimolo minzionale.

Quando le condizioni sono appropriate:

  • il detrusore si contrae;
  • la resistenza degli sfinteri diminuisce;
  • l’urina viene espulsa attraverso l’uretra.

Questo processo prende il nome di minzione, oppure micturizione.

Gli sfinteri urinari

Per trattenere l’urina è necessaria la collaborazione tra vescica, sistema nervoso e sfinteri.

In termini semplificati distinguiamo:

Sfintere interno – Funziona prevalentemente in maniera involontaria.

Sfintere esterno – Permette un maggiore controllo volontario della minzione.

Il NIDDK descrive infatti un sistema sfinteriale interno ed esterno che contribuisce alla continenza urinaria. Questo spiega perché alterazioni neurologiche, muscolari o cognitive possono compromettere la continenza anche quando i reni funzionano correttamente.

Anatomia dell’uretra: donna e uomo

L’uretra femminile è notevolmente più corta rispetto a quella maschile. Nell’uomo, invece, attraversa anche prostata e pene e svolge una doppia funzione, urinaria e riproduttiva.

Per l’OSS questa differenza anatomica è utile soprattutto per comprendere perché caratteristiche anatomiche differenti possono influenzare assistenza, igiene e alcuni problemi urologici.

Che cosa deve osservare l’OSS nelle urine?

L’OSS non interpreta le urine come un esame di laboratorio, ma può raccogliere informazioni assistenziali molto importanti.

Può osservare:

  • quantità;
  • colore;
  • trasparenza;
  • odore;
  • frequenza delle minzioni;
  • presenza evidente di sangue;
  • difficoltà riferita a urinare;
  • dolore o bruciore riferiti;
  • perdite involontarie;
  • improvvisa riduzione o aumento della diuresi.

Una modificazione significativa va riferita.

Il vocabolario urinario da conoscere al concorso

Alcuni termini compaiono molto frequentemente nei quiz.

Diuresi – Quantità di urina prodotta ed eliminata in un determinato periodo.

Poliuria – Produzione/eliminazione di una quantità di urina insolitamente elevata.

Oliguria – Produzione di urina significativamente ridotta.

Anuria – Produzione di urina assente o estremamente ridotta.

Pollachiuria – Aumento della frequenza delle minzioni, spesso con quantità ridotte.

Nicturia – Necessità di urinare ripetutamente durante la notte.

Disuria – Minzione difficoltosa o dolorosa.

Ematuria – Presenza di sangue nelle urine.

Ritenzione urinaria – Incapacità di svuotare adeguatamente la vescica.

Incontinenza urinaria – Perdita involontaria di urina.

Domanda-trabocchetto: Poliuria e pollachiuria sono la stessa cosa?
No.

Poliuria = aumenta la quantità.

Pollachiuria = aumenta la frequenza.

Incontinenza urinaria: non significa semplicemente “porta il pannolone”

L’incontinenza è la perdita involontaria di urina.

Può presentarsi con caratteristiche differenti, per esempio:

  • da sforzo;
  • da urgenza;
  • mista;
  • da sovrariempimento;
  • funzionale.

L’OSS non deve stabilire autonomamente il tipo di incontinenza, ma comprendere che una perdita urinaria può avere cause molto diverse. Un anziano che non raggiunge il bagno in tempo perché cammina lentamente, per esempio, non presenta necessariamente lo stesso problema di una persona che avverte improvvisamente un bisogno incontrollabile di urinare.

Favorire la continenza prima di utilizzare un presidio

Quando le condizioni lo permettono, l’assistenza dovrebbe favorire:

  • accesso al bagno;
  • comoda;
  • pappagallo;
  • accompagnamento;
  • abbigliamento facilmente rimovibile;
  • mobilizzazione;
  • rispetto delle abitudini della persona.

Utilizzare automaticamente un presidio assorbente perché il paziente richiede più tempo può contribuire a ridurne autonomia e dignità.

Padella e pappagallo: il principio assistenziale

La padella viene utilizzata quando la persona non può raggiungere il WC e deve evacuare o, in determinate situazioni, urinare a letto.

Il pappagallo è destinato principalmente alla raccolta dell’urina nella persona che può utilizzarlo secondo le indicazioni assistenziali.

L’OSS deve garantire: privacy → posizione sicura → accessibilità del presidio → igiene → osservazione → corretta gestione del materiale.

Se la persona può usare il bagno o la comoda in sicurezza, queste soluzioni possono risultare più fisiologiche rispetto all’eliminazione a letto.

Dall’apparato urinario all’intestino: come si formano le feci?

Per comprendere l’eliminazione intestinale bisogna partire dall’apparato digerente.

Il tubo digerente comprende: bocca → faringe → esofago → stomaco → intestino tenue → intestino crasso → retto → ano.

L’apparato digerente comprende inoltre organi accessori come fegato, pancreas e colecisti. Il NIDDK descrive il tratto gastrointestinale come una successione di organi cavi dalla bocca all’ano. 

Intestino tenue: duodeno, digiuno e ileo

L’intestino tenue comprende:

  • duodeno;
  • digiuno;
  • ileo.

È una sede fondamentale della digestione e dell’assorbimento dei nutrienti. Le sostanze ottenute dalla digestione attraversano la parete intestinale e vengono assorbite nel sangue o nella linfa. Il tenue assorbe quindi gran parte dei nutrienti e anche una notevole quantità di acqua. 

Per il concorso: TENUE = soprattutto digestione e assorbimento dei nutrienti.

Intestino crasso: anatomia

L’intestino crasso comprende:

  • cieco;
  • colon ascendente;
  • colon trasverso;
  • colon discendente;
  • colon sigmoideo;
  • retto.

Segue infine il canale anale. Il NIDDK conferma questa organizzazione anatomica del tratto gastrointestinale inferiore. 

Schema da ricordare: ASCENDENTE → TRASVERSO → DISCENDENTE → SIGMA → RETTO → ANO

È una sequenza tipica da domanda scritta.

Qual è la funzione principale del colon?

Il materiale che raggiunge l’intestino crasso contiene ancora una quantità importante di acqua. Nel colon avviene ulteriore assorbimento di acqua e il contenuto intestinale diventa progressivamente più consistente fino alla formazione delle feci. 

Nel colon vive inoltre una vasta popolazione di microrganismi, il microbiota intestinale, coinvolta nella trasformazione di sostanze residue e nella produzione di alcuni composti utili.

Per il concorso: COLON = recupero di acqua + formazione e trasporto delle feci.

La peristalsi

Il contenuto del tubo digerente non si sposta soltanto per gravità. La muscolatura delle pareti intestinali genera movimenti coordinati chiamati: PERISTALSI che contribuiscono alla progressione del contenuto.

Il NIDDK descrive la peristalsi come un meccanismo fondamentale con cui il contenuto viene spinto lungo il tratto gastrointestinale. Una riduzione della mobilità generale della persona può associarsi anche a un rallentamento della normale funzione intestinale, contribuendo in alcune persone alla stipsi.

Il retto: il serbatoio finale

Il retto rappresenta la parte terminale dell’intestino crasso. Le feci vi arrivano progressivamente e vengono accumulate temporaneamente.

Quando il retto si distende, vengono attivati recettori che contribuiscono alla comparsa dello stimolo a defecare. Il retto conserva quindi le feci fino alla loro espulsione attraverso l’ano. 

Come avviene la defecazione?

La defecazione coinvolge:

  • distensione del retto;
  • attività riflessa;muscolatura del colon e del retto;
  • sfintere anale interno;
  • sfintere anale esterno;
  • muscoli del pavimento pelvico;
  • pressione addominale.

Lo sfintere interno opera prevalentemente in maniera involontaria, mentre quello esterno permette un certo controllo volontario. Per questo una persona può, entro certi limiti, rimandare volontariamente l’evacuazione.

Perché la posizione sul WC facilita l’evacuazione?

Una corretta posizione favorisce l’azione della muscolatura addominale e del pavimento pelvico. Quando possibile, quindi, favorire il trasferimento al WC o alla comoda può essere più fisiologico rispetto all’utilizzo della padella a letto.

Nella persona che deve utilizzare la padella, invece, è importante creare una posizione compatibile con le condizioni cliniche e con la possibilità di esercitare una spinta efficace, nel rispetto del piano assistenziale.

Come sono formate le feci?

Le feci sono costituite principalmente da:

  • acqua;
  • residui non digeriti;
  • batteri;
  • cellule provenienti dalla mucosa intestinale;
  • sostanze eliminate attraverso l’intestino.

La loro consistenza dipende fortemente dalla quantità di acqua presente e dal tempo di permanenza nel colon.

Se il transito è troppo lento – Viene assorbita più acqua e le feci possono diventare più dure e secche.

Se il transito è molto rapido – Rimane più acqua e le feci tendono a essere più liquide.

Questo principio fisiologico aiuta a comprendere la differenza tra stipsi e diarrea.

La stipsi: non significa soltanto “non andare di corpo ogni giorno”

La frequenza dell’evacuazione varia molto tra le persone. Non è quindi corretto affermare che chi non evacua ogni giorno sia automaticamente stitico.

La stipsi può comprendere:

  • meno di tre evacuazioni alla settimana;
  • feci dure, secche o grumose;
  • evacuazione difficoltosa o dolorosa;
  • sensazione di svuotamento incompleto. 

La normale frequenza individuale resta un elemento importante.

La stipsi può essere favorita da molte condizioni:

  • ridotta mobilità;
  • scarso apporto di liquidi;
  • dieta povera di fibre;
  • alcuni farmaci;
  • modificazioni delle abitudini;
  • mancato rispetto dello stimolo;
  • patologie intestinali;
  • condizioni neurologiche;
  • età e fragilità.

L’OSS non stabilisce la causa, ma può raccogliere informazioni molto utili.

Il fecaloma

Quando feci molto dure rimangono a lungo nel retto o nel colon distale può formarsi un fecaloma, cioè una massa fecale compatta difficilmente eliminabile spontaneamente. Un aspetto importante da conoscere è che talvolta possono verificarsi piccole perdite di feci liquide che passano attorno alla massa dura.

Quindi: perdite liquide non escludono sempre una situazione di stipsi importante.

Il NIDDK segnala che la stipsi può contribuire anche a episodi di incontinenza fecale attraverso questo meccanismo.  L’OSS deve segnalare la situazione, non tentare autonomamente manovre evacuative.

Diarrea

La diarrea comporta evacuazioni di feci molli o liquide, spesso più frequenti rispetto all’abituale.

Per l’OSS diventano importanti:

  • numero delle evacuazioni;
  • consistenza;
  • quantità approssimativa;
  • colore;
  • eventuale sangue;
  • dolore riferito;
  • condizioni della cute perianale;
  • stato generale.

Perdite frequenti possono aumentare il rischio di disidratazione e irritazione cutanea, soprattutto nella persona anziana e fragile.

La scala di Bristol

Uno strumento molto conosciuto per descrivere la consistenza delle feci è la Bristol Stool Form Scale, che distingue sette tipi.

In termini semplificati:

TipoAspetto
1Palline dure separate
2A forma di salsiccia ma grumosa
3Salsiccia con crepe superficiali
4Morbida, liscia e ben formata
5Pezzi morbidi ben definiti
6Frammenti soffici/pastosi
7Liquida

Come indicazione generale:

1-2 → tendenza alla stipsi

3-4 → forme generalmente considerate più fisiologiche

6-7 → feci progressivamente più molli o liquide

L’OSS può utilizzarla quando prevista dal sistema di documentazione della struttura.

Che cosa osservare nelle feci?

L’OSS può osservare e riferire:

  • frequenza;
  • quantità;
  • consistenza;
  • colore;
  • odore particolarmente insolito;
  • presenza evidente di sangue;
  • muco;
  • dolore durante l’evacuazione;
  • difficoltà a evacuare;
  • modificazioni rispetto all’abituale.

Non deve diagnosticare la causa.

Il colore delle feci

Il colore fisiologico è generalmente nelle tonalità del marrone, risultato dei processi digestivi e del metabolismo dei pigmenti biliari. Alcuni cambiamenti possono essere significativi.

Feci nere e catramose – Possono indicare sangue digerito proveniente dalle parti superiori dell’apparato gastrointestinale, anche se alcune sostanze o farmaci possono modificare il colore.

Sangue rosso evidente – Può provenire dalle porzioni inferiori dell’intestino o dalla regione anorettale, ma necessita comunque di valutazione.

Feci molto chiare o acoliche – Possono essere correlate a ridotta presenza di pigmenti biliari.

L’OSS non interpreta autonomamente la causa, ma segnala alterazioni nuove o importanti.

Melena ed ematochezia: due termini utili al concorso

Melena – Emissione di feci tipicamente nere, lucide/catramose per presenza di sangue digerito.

Ematochezia – Emissione di sangue rosso attraverso l’ano, isolato o associato alle feci.

Sono termini clinici utili da riconoscere, ma la loro diagnosi non spetta all’OSS.

Incontinenza fecale

L’incontinenza fecale è la perdita involontaria di feci liquide o solide. Può dipendere da numerose condizioni, comprese alterazioni degli sfinteri, problemi neurologici, diarrea e stipsi grave. 

Il comportamento assistenziale deve salvaguardare: dignità + igiene + integrità cutanea + privacy.

Non bisogna mai ridicolizzare o colpevolizzare la persona.

Incontinenza e cute

Urine e feci mantengono la cute a contatto con umidità e sostanze irritanti.

L’incontinenza può quindi favorire:

  • macerazione;
  • irritazione;
  • dermatite associata all’incontinenza;
  • disagio;
  • peggioramento della vulnerabilità cutanea.

L’OSS deve effettuare l’igiene tempestivamente secondo le procedure, asciugare delicatamente e utilizzare eventuali prodotti barriera previsti. Questo aspetto si collega direttamente alla precedente guida NurseTimes sulle lesioni da pressione.

Il bisogno di eliminare deve essere rispettato

Un errore assistenziale frequente è dire: “Aspetti, devo prima terminare il giro”.

Quando possibile, lo stimolo all’eliminazione non dovrebbe essere ignorato. Rimandare ripetutamente può provocare disagio, incontinenza accidentale e perdita delle normali abitudini intestinali o urinarie.

Particolare attenzione richiedono le persone che:

  • non riescono a chiamare;
  • hanno demenza;
  • comunicano con difficoltà;
  • necessitano di aiuto per alzarsi;
  • utilizzano ausili.

Caso pratico: paziente che non urina

Domanda: “Durante il turno nota che un paziente normalmente continente non urina da molte ore e riferisce tensione sovrapubica. Come si comporta?”.

Una risposta appropriata: “Non formulo una diagnosi né aumento arbitrariamente i liquidi. Rilevo le informazioni disponibili, verifico quanto previsto dal piano assistenziale e riferisco tempestivamente all’infermiere il cambiamento e il disturbo riferito”.

La ritenzione urinaria necessita infatti di valutazione sanitaria.

Caso pratico: urine rosse

Un paziente chiama l’OSS e mostra urine apparentemente rosse.

La risposta non è: “È sicuramente un’infezione.”
Né: “È sicuramente sangue”.

L’OSS deve osservare e riferire tempestivamente l’alterazione, indicando eventualmente quantità e circostanze.

Caso pratico: paziente stitico da alcuni giorni

La persona riferisce di non evacuare da più giorni, presenta feci abitualmente dure e lamenta difficoltà.

L’OSS può:

  • raccogliere le informazioni;
  • favorire mobilizzazione e accesso al bagno quando previsti;
  • assicurare dieta e liquidi prescritti;
  • garantire privacy e tempo;
  • riferire il problema.

Non deve somministrare autonomamente lassativi o eseguire manovre rettali.

Caso pratico: diarrea improvvisa

Un anziano presenta ripetute evacuazioni liquide.

L’OSS: osserva → assiste nell’igiene → protegge la cute → registra quando previsto → riferisce tempestivamente.

È importante comunicare anche eventuali:

  • sangue;
  • dolore importante;
  • vomito;
  • febbre riferita o rilevata secondo competenze;
  • peggioramento dello stato generale.

Caso pratico da prova orale

Domanda:“Descriva il percorso dell’urina e quello delle feci.”

Una risposta efficace e sintetica potrebbe essere: “L’urina viene prodotta nei reni, passa attraverso gli ureteri e viene raccolta nella vescica, dalla quale viene eliminata all’esterno attraverso l’uretra.”

Poi: “Il materiale alimentare percorre il tubo digerente. Dopo digestione e assorbimento prevalentemente nell’intestino tenue, i residui raggiungono il colon, dove viene riassorbita ulteriore acqua e si formano progressivamente le feci. Queste vengono trasportate al retto e infine eliminate attraverso l’ano.”

Questa risposta dimostra di aver compreso realmente la fisiologia, invece di aver memorizzato soltanto le procedure assistenziali.

15 errori da evitare al concorso OSS
  1. Dire che l’urina viene prodotta nella vescica.
  2. Confondere uretere e uretra.
  3. Confondere poliuria con pollachiuria.
  4. Ignorare una drastica riduzione della diuresi.
  5. Diagnosticare un’infezione urinaria dal solo odore.
  6. Utilizzare il pannolone automaticamente al posto del WC.
  7. Non garantire privacy durante l’eliminazione.
  8. Considerare fisiologico rimandare continuamente lo stimolo.
  9. Dire che una persona è stitica solo perché non evacua ogni giorno.
  10. Confondere intestino tenue e colon.
  11. Ignorare sangue evidente nelle feci.
  12. Considerare ogni diarrea soltanto un problema igienico.
  13. Dimenticare di proteggere la cute nell’incontinenza.
  14. Somministrare autonomamente lassativi.
  15. Eseguire procedure rettali non previste.
15 domande rapide da concorso OSS

1. Dove viene prodotta l’urina?
Nei reni.

2. Quali strutture portano l’urina dai reni alla vescica?
Gli ureteri.

3. Qual è la funzione principale della vescica?
Raccogliere temporaneamente l’urina.

4. Attraverso quale struttura l’urina esce dalla vescica?
L’uretra.

5. Qual è l’unità funzionale del rene?
Il nefrone.

6. Quali sono i tre processi fondamentali della formazione dell’urina?
Filtrazione, riassorbimento e secrezione.

7. Poliuria e pollachiuria sono sinonimi?
No.

8. Quali sono le tre porzioni dell’intestino tenue?
Duodeno, digiuno e ileo.

9. Dove avviene gran parte dell’assorbimento dei nutrienti?
Nell’intestino tenue. 

10. Quale funzione importante svolge il colon?
Riassorbe acqua e contribuisce alla formazione delle feci. 

11. Dove vengono temporaneamente raccolte le feci prima dell’evacuazione?
Nel retto.

12. Che cosa significa peristalsi?
Movimenti coordinati della muscolatura del tubo digerente che favoriscono la progressione del contenuto.

13. La stipsi significa necessariamente non evacuare ogni giorno?
No. 

14. L’incontinenza fecale è una perdita involontaria di feci?
Sì. 

15. L’OSS deve diagnosticare la causa di sangue nelle urine o nelle feci?
No: deve osservare e riferire tempestivamente.

Schema anatomico da memorizzare

APPARATO URINARIO

RENI – Producono l’urina.
URETERI – La trasportano.
VESCICA – La raccoglie.
URETRA – La porta all’esterno.

APPARATO DIGERENTE

BOCCA → ESOFAGO → STOMACO – Digestione iniziale.
INTESTINO TENUE – Duodeno → digiuno → ileo
Digestione e assorbimento.
INTESTINO CRASSO – Cieco → colon ascendente → trasverso → discendente → sigma
Recupero di acqua e formazione delle feci.
RETTO – Accumulo.
ANO – Eliminazione.

Formula da concorso: E.L.I.M.I.N.A.

E – Esigenza fisiologica
Rispettare lo stimolo e le abitudini della persona.

L – Liquidi e alimentazione
Osservare quanto previsto nel piano assistenziale.

I – Intestino e apparato urinario
Conoscerne anatomia e funzioni.

M – Mobilità
Favorire il movimento e l’accesso al bagno quando possibile.

I – Incontinenza
Garantire igiene, privacy e protezione della cute.

N – Notare le alterazioni
Urine, feci, dolore, frequenza e quantità.

A – Avvisare
Riferire tempestivamente i cambiamenti significativi.

Il punto che può fare la differenza alla prova orale

Una risposta superficiale a una domanda sull’eliminazione potrebbe essere: “Do la padella al paziente e poi faccio l’igiene.”

Una risposta professionale dimostra invece che il candidato comprende il bisogno fisiologico alla base della procedura.

Il rene filtra il sangue e forma l’urina, gli ureteri la trasportano, la vescica la conserva e la minzione ne permette l’eliminazione. Nell’apparato digerente, invece, il tenue assorbe gran parte dei nutrienti, il colon recupera ulteriore acqua e forma progressivamente le feci, il retto le raccoglie e la defecazione ne consente l’espulsione. 

Per l’OSS questa conoscenza anatomica e fisiologica ha un significato pratico: permette di capire che cosa osservare, che cosa può rappresentare una variazione e quando è necessario riferire all’équipe.

Redazione OssNews24

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