La perdita di identità professionale: quando gli oss diventano tuttofare
Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Angelo Minghetti (Federazione Migep).
Leggiamo spesso che gli infermieri denunciano la loro perdita di identità, e ne parlano fino a riempire i social, sottolineando la necessità di un riconoscimento forte della loro professione nel sistema sanitario utilizzando l’oss solo per facciata. Ma nessuno pone allo stesso modo l’attenzione alla perdita di identità dell’operatore socio-sanitario. Neanche lo stesso operatore socio-sanitario si pone nel far riconoscere la loro importanza nel sistema assistenziale.
Tuttavia è importante riconoscere che la categoria sta affrontando una crisi di identità professionale, dovuta a fattori di mancanza di visibilità, facendo indebolire la rappresentanza degli stessi colleghi che cercano di costruire un sindacato di categoria SHC, una federazione attraverso gli Stati Generali Oss.
Questo fenomeno può essere definito come “perdita di identità professionale”. Gli oss, infatti, sono costretti a rinunciare alla loro identità professionale e diventare “tuttofare”, svolgendo compiti che non sono pertinenti alla loro professione. Seppur la riforma del sistema sanitario abbia portato un cambiamento sul ruolo dell’oss in cui devono adattarsi a nuove esigenze e a nuovi compiti, negli ultimi anni gli oss hanno subito una serie di cambiamenti che hanno portato a una perdita di identità professionale, senza che gli sia riconosciuto il loro ruolo e la loro importanza nel sistema sanitario.
L’oss, essendo silente e invisibile su ogni cosa, non ha attivato l’attenzione sui media e nella società, portando a una mancanza di conoscenza da parte dell’opinione pubblica e a non far parte di nessun tavolo tecnico regionale e nazionale per le future strategie nella svolta immediata, reale e retributiva per la professione oss. L’assenza di volontà da parte degli oss a essere protagonisti sui vari tavoli tecnici e decisionali li porta a essere sempre più dimenticati e trascurati. Spesso sono divisi e in conflitto tra loro, il che li indebolisce e li rende meno efficaci. La trascuratezza del proprio ruolo li porta a essere considerati “tuttofare”, senza una precisa identità professionale, portando a una perdita di autostima e di motivazione nel non sentirsi apprezzati per il loro lavoro.
In conclusione, la crisi di identità richiede una riflessione accurata e politica. È necessario che l’oss si unisca attraverso gli Stati Generali Oss, attraverso il sindacato di categoria SHC OSS, per creare una rappresentanza forte e unita affinché si possa promuovere la visibilità della professione e per rafforzare l’identità professionale. Ciò richiede una presa di coscienza e un impegno collettivo per cambiare la situazione attuale e per costruire un futuro migliore per la professione.
La riluttanza a non riconoscere la Federazione Migep – Stati Generali Oss e il sindacato SHC OSS o il registro professionale nazionale dell’oss come miglioramento dell’identità sono un sintomo di mancanza di strategia. E questa riluttanza nel negare gli strumenti fondamentali per migliorare la gestione e lo sviluppo degli oss porta a un rifiuto totale, nel confronto per trovare strategie politiche per lo sviluppo della professione.
In sintesi, il problema di fondo e la mancanza di credere e dare fiducia, rendendo la professione inerme e vulnerabili alle pressioni e alle influenze esterne. Riconoscere gli Stati Generali Oss (registro nazionale), il sindacato di categoria SHC OSS e la Federazione Migep sono passi fondamentali per superare questa situazione e costruire un futuro migliore per gli oss.
Vorremmo confrontarci con chi crede negli strumenti che fino ad oggi abbiamo evidenziato, per trovare aspetti che potrebbero migliorare la professione, poiché la perdita di identità degli oss è un fenomeno che riflette la crisi della loro essenza professionale. La loro identità è stata plasmata da una serie di fattori, tra cui la formazione, l’esperienza e le aspettative della società. Col tempo questi componenti sono stati erosi, lasciando gli oss senza una chiara comprensione di se stessi e del loro ruolo nella società. Questa perdita di identità è simile alla condizione descritta da Jean-Paul Sarte come “malafede” (mauvaise foi), perdendo la loro autenticità e la loro capacità di essere se stessi, adattandosi a un ruolo che non è più loro, perdendo la loro essenza professionale.
È necessario adottare un approccio fenomenologico, che consiste nel comprendere l’esperienza soggettiva degli oss e la loro percezione della realtà. La Federazione Migep – Stati Generali Oss – SHC OSS ha posto un progetto “Parla con noi” per comprendere come l’oss abbia perso la loro identità e come possono recuperarla. Ma ci rendiamo conto che tutto si ferma sul personalismo psicofisico e mentale. È necessario interrogarsi su come la categoria abbia influenzato la professione sulla perdita di identità e come sarà possibile creare lo sviluppo di questa professione. La riflessione porta a capire che è un problema complesso che richiede un approccio multidisciplinare dove le stesse strutture di potere li influenzano.
Molti oss descrivono con i loro articoli comportamenti di “ritiro” e di resistenza al cambiamento, rimanendo nel loro “angolo” e criticando ogni cosa, piuttosto che affrontare il problema e cercarlo di risolverlo. È importante notare che questo comportamento “la paura” del cambiamento e dell’incertezza, non è solo dannoso per l’intera professione, ma anche per i pazienti.
Questo rifiuto può essere un segno di una resistenza ancora più profonda al cambiamento e alla crescita, ma ci rendiamo conto che l’ascolto attivo non da nessun risultato concreto, quando la stessa categoria si rifugia in una sorta di “gabbia” isolandosi dai veri temi o strumenti per il cambiamento. Oppure sono guidate dalla paura, diventando più resistenti e meno aperte alle nuove idee.
A questo punto ci domandiamo: cosa significa perdere la propria identità? Crediamo che per l’oss significhi perdere il senso di scopo e il significato che deriva dal proprio lavoro. Significa non riconoscersi più nel proprio ruolo, e non sentirsi più utili e apprezzati. Significa essere confusi, disorientati, non valorizzati e senza direzione, il che li porta a depressione, ansia e burnout.
Gli oss possono recuperare la loro identità attraverso un processo di riflessione, esplorando attraverso gli stati generali oss – attraverso il sindacato SHC, i propri valori, i propri obiettivi, e comprendere come possono essere allineati con la professione, creando una rete di rappresentatività, e attraverso la federazione migep in collaborazione con l’ente Enif possono ottenere la formazione continua nello sviluppo professionale per acquisire professionalità, rimanendo aggiornati sulle tecnologie del settore.
In conclusione, la perdita di identità professionale degli OSS è un problema grave che richiede un cambiamento culturale e professionale. Gli oss devono essere considerati come professionisti altamente qualificati e specializzati, e non come “tuttofare”. Devono entrare nell’avanzamento tecnologico, ridurre il mansionismo, il demansionamento, riorganizzare la professione, ma soprattutto la categoria deve far parte dei tavoli tecnici, essere inseriti in una cabina di regia permanente per monitorare stipendi, livelli di burnout, percorsi formativi.
Per fare questo l’oss deve avere una chiara comprensione dei propri obiettivi, avere una strategia e nuovi strumenti. La Federazione Migep – Stati Generali Oss e il sindacato SHC OSS possono dare gli strumenti necessari per una rappresentanza, e far parte di questi tavoli tecnici e decisionali come rappresentanti oss, e promuovere la loro attività con successo senza più lasciare in mano ad altri il futuro dell’oss.
Redazione OssNews24
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