Sardegna, oss idonei: “Graduatoria ARES rallentata da cantieri e reclutamento parallelo”
Riceviamo e pubblichiamo una nota redatta da un gruppo di idonei della graduatoria del concorso unificato ARES “57 OSS” 2022.
Gentile Redazione,
siamo parte degli idonei della graduatoria del concorso unificato ARES “57 OSS” 2022 e Vi scriviamo per sottoporre alla Vostra attenzione una vicenda che in Sardegna sta assumendo per centinaia di operatori socio-sanitari i contorni di un paradosso amministrativo e umano.
La graduatoria, attiva da giugno 2024, avrebbe dovuto rappresentare uno strumento chiaro, pubblico e ordinato per rispondere al fabbisogno di personale oss nelle aziende del sistema sanitario regionale. A distanza di tempo, però, il suo utilizzo continua ad apparire lento, disomogeneo e non uniforme sul territorio, mentre in parallelo si fa ricorso ad altre forme di reclutamento, comprese agenzie interinali, avvisi e soluzioni temporanee.
A rendere ancora più grave la situazione vi è poi il tema dei cantieri occupazionali, che non rappresentano un elemento marginale, ma un fattore destinato a incidere concretamente e a lungo sul reclutamento del personale oss. Atti, delibere e comunicazioni pubbliche mostrano infatti che questi strumenti sono stati attivati nelle aziende sanitarie e si inseriscono in una programmazione che, per alcune misure regionali, arriva fino al 2027, con ulteriori annualità e tranche di attivazione.
In termini pratici, ciò significa che per gli idonei della graduatoria ARES “57 OSS” 2022 si profila il rischio di un rallentamento ancora più marcato dello scorrimento, perché una parte rilevante del fabbisogno continua a essere intercettata o comunque condizionata da percorsi paralleli. Il pericolo concreto è che, mentre questi strumenti proseguono nel tempo, la graduatoria pubblica venga utilizzata in modo sempre più lento e discontinuo, fino ad avvicinarsi alla scadenza e senza essere stata pienamente valorizzata.
Questo quadro genera inevitabilmente smarrimento, frustrazione e senso di incertezza tra gli idonei ancora in attesa, molti dei quali hanno investito tempo, risorse, studio e aspettative in un percorso concorsuale che avrebbe dovuto garantire criteri di trasparenza e una prospettiva di assunzione più lineare.
Le criticità appaiono particolarmente avvertite nelle aziende che non risultano ancora a buon punto nello scorrimento o che continuano a vivere maggiori difficoltà assunzionali. Restano invece casi diversi, in cui la graduatoria sta comunque scorrendo, seppur con ritmi differenti, a conferma di un andamento non omogeneo sul territorio regionale.
A ciò si aggiunge una realtà concreta che molti operatori conoscono bene: reparti in difficoltà, carenze di personale, assenze prolungate, necessità organizzative urgenti e un fabbisogno assistenziale che continua a essere presente. In questo contesto, vedere una graduatoria attiva procedere con estrema lentezza, mentre si consolidano canali paralleli di reclutamento, alimenta interrogativi legittimi non solo sul piano occupazionale, ma anche su quello amministrativo e gestionale.
Non si tratta soltanto della posizione di chi è in attesa di una chiamata. Il punto centrale riguarda il senso stesso dello strumento concorsuale pubblico: se una graduatoria esiste, è valida ed è il risultato di una selezione ufficiale, perché il suo utilizzo non avviene in modo più coerente, uniforme e prioritario rispetto ad altre modalità di reclutamento?
La nostra non è una polemica fine a sé stessa. È piuttosto il tentativo di portare all’attenzione pubblica una situazione che merita di essere raccontata, perché parla insieme di lavoro, sanità pubblica, programmazione del personale, efficienza amministrativa e rispetto delle aspettative legittime di centinaia di professionisti.
Riteniamo che questa vicenda possa avere interesse giornalistico non solo come fatto regionale, ma anche come esempio più ampio di ciò che accade quando graduatorie pubbliche formalmente attive non riescono a tradursi, in tempi ragionevoli e con criteri omogenei, in risposte concrete per chi lavora e per i servizi sanitari.
Redazione OssNews24
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