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Migep scrive a Schillaci: “Richiesta urgente di confronto istituzionale su formazione OSS-OSA e percorsi dell’assistente infermiere”

Di seguito la lettera inviata al ministro della Salute, Orazio Schillaci, da Angelo Minghetti (Federazione Migep) e Gennaro Sorrentino (Stati Generali Oss).

Egregio Ministro,
la denuncia pubblicata da Fanpage.it il 5 maggio 2026 apre una questione estremamente grave che non può essere liquidata come un semplice episodio isolato o come una mera irregolarità amministrativa. Se i fatti riportati  dovessero trovare conferma, (test falsificati, risposte suggerite, esami copiati, rilascio di attestati OSS anche in presenza di gravissime carenze formative e scarsa preparazione dei candidati, prove concluse in appena pochi minuti) ci troveremmo davanti a una crisi strutturale della formazione socio-sanitaria, con conseguenze pesantissime sulla sicurezza dei cittadini, sulla qualità dell’assistenza e sulla credibilità stessa della figura dell’Operatore Socio Sanitario.

La gravità della vicenda emerge ancora di più dal fatto che la denuncia proviene da un membro di commissione che, nell’arco di due anni, avrebbe raccolto registrazioni audio e documentazione relative a presunte irregolarità all’interno di enti di formazione. Si tratta di elementi che, se accertati dagli organi competenti, imporrebbero una profonda riflessione politica e istituzionale su un sistema formativo che la Federazione MIGEP denuncia da tempo come fragile, disomogeneo e privo di controlli realmente efficaci.

L’OSS e l’OSA rappresentano una figura fondamentale del sistema assistenziale e svolge quotidianamente un ruolo delicato accanto alle persone fragili, agli anziani, ai disabili e ai pazienti non autosufficienti. È una professione che richiede preparazione, responsabilità, equilibrio umano e competenze reali. Per questo motivo desta forte preoccupazione apprendere che possano esistere percorsi formativi caratterizzati da controlli insufficienti, esami privi di reale valutazione e rilascio di attestati a soggetti non adeguatamente preparati.

Quando la formazione viene svuotata del suo valore, trasformandosi in un semplice rilascio di titoli, si produce un danno enorme non solo ai cittadini assistiti, ma anche a migliaia di OSS e OSA che hanno conseguito la qualifica con sacrificio, studio e tirocini reali. Ogni scandalo che coinvolge il sistema formativo alimenta delegittimazione, sfiducia e svalutazione professionale verso un’intera categoria che ogni giorno garantisce assistenza nei reparti ospedalieri, nelle RSA e nei servizi territoriali.

Corsi a pagamento e percorsi finanziati con fondi pubblici, compresi quelli del PNRR, che dovrebbero garantire qualità formativa, competenze reali e tutela della salute pubblica, rischiano invece di alimentare un vero e proprio mercato dei titoli, privo delle necessarie garanzie professionali. Ci troviamo di fronte a un sistema che mortifica l’intera professione e che mette concretamente a rischio la sicurezza dei cittadini fragili, affidati a personale senza un’adeguata preparazione assistenziale e professionale.

Le recenti denunce confermano purtroppo l’esistenza di un sistema formativo fragile, disomogeneo e carente di controlli realmente efficaci, sostenuto anche attraverso risorse pubbliche che dovrebbero invece assicurare qualità, trasparenza e sicurezza assistenziale. Ignorare queste criticità mentre si progettano nuove figure professionali e nuovi modelli organizzativi significherebbe costruire una riforma sanitaria su basi deboli, prive delle indispensabili garanzie qualitative, formative e professionali.

Questa situazione evidenzia anche un problema politico e istituzionale che il MIGEP denuncia da tempo. Negli ultimi anni il sistema della formazione socio-sanitaria, in molte realtà territoriali, è cresciuto senza adeguati controlli, mentre le Regioni hanno spesso mostrato incapacità o insufficiente vigilanza sulla qualità dei percorsi formativi e sull’effettiva preparazione dei corsisti. La logica emergenziale del fabbisogno di personale non può giustificare un abbassamento degli standard formativi, perché la sanità non può trasformarsi in un sistema di produzione di attestati privi di reale valore professionale.

Egregio Ministro, non riusciamo a comprendere questa persistente chiusura politica nei confronti degli OSS e il mancato coinvolgimento della Federazione delle professioni sanitarie e socio-sanitarie MIGEP in un confronto istituzionale che riteniamo necessario e urgente. Pur avendo più volte segnalato le criticità del sistema formativo e richiesto un dialogo costruttivo, continuiamo a registrare una totale assenza di ascolto rispetto a problematiche che coinvolgono migliaia di operatori e la sicurezza stessa del sistema assistenziale.

La politica non può chiamarsi fuori da queste responsabilità, così come non può sottrarsi il Ministero della Salute, perché la tutela della sicurezza del cittadino deve rappresentare una priorità assoluta. È estremamente grave apprendere che, in alcuni casi, i tirocini non verrebbero svolti regolarmente e che persino le circolari emanate per rafforzare i controlli sulle commissioni d’esame sarebbero state ignorate, mentre il sistema continuerebbe a funzionare senza reali cambiamenti e senza interventi strutturali capaci di garantire trasparenza, qualità e legalità nella formazione socio-sanitaria.

Le recenti denunce confermano purtroppo che esiste un problema serio nella formazione socio-sanitaria che richiede un immediato cambio di rotta, fondato su controlli rigorosi, percorsi realmente qualificanti, verifiche concrete sui tirocini, piena trasparenza sugli esami finali e sul trasferimento della formazione OSS all’interno degli istituti socio-sanitari, affinché venga garantito un sistema formativo pubblico, strutturato, uniforme e realmente orientato alla qualità dell’assistenza e alla preparazione professionale degli operatori.

La questione assume oggi una rilevanza ancora più delicata nel momento in cui il Governo intende avviare un nuovo Piano Sanitario Nazionale fondato sul rafforzamento dell’assistenza territoriale e sull’introduzione di nuovi modelli organizzativi e professionali. Non può esistere una riforma credibile della sanità italiana senza affrontare in maniera seria il tema della qualità della formazione socio-sanitaria e della preparazione reale degli operatori che dovranno garantire assistenza ai cittadini fragili.

La questione diventa ancora più preoccupante se collegata ai futuri percorsi destinati all’Assistente Infermiere. Se l’attuale sistema formativo OSS presenta criticità tanto gravi, appare inevitabile chiedersi cosa potrebbe accadere domani con figure professionali che avranno competenze ancora più sensibili e maggiori responsabilità assistenziali. Senza regole rigorose, controlli indipendenti e un reale coinvolgimento delle rappresentanze professionali, il rischio è quello di costruire nuovi percorsi fragili, esposti alle stesse distorsioni che oggi emergono nella formazione OSS e OSA.

Per queste ragioni chiediamo ancora una volta un incontro urgente con il Suo Ministero. Continuare a ignorare il confronto con il MIGEP significa non voler affrontare una realtà che rischia di compromettere profondamente la qualità dell’assistenza, la dignità delle professioni socio-sanitarie e la tutela dei cittadini più fragili. Con la salute delle persone non si può giocare.

Ignorare oggi questi segnali significherebbe assumersi la responsabilità politica e istituzionale di un sistema che rischia di compromettere il futuro dell’assistenza socio-sanitaria italiana e la sicurezza stessa dei cittadini che ogni giorno si affidano alle cure e ai servizi del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Con la salute delle persone non si può giocare.

Redazione OssNews24

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