Concorso oss 2026: cura di mani, piedi e unghie. Procedura e rischi
Dall’igiene quotidiana al piede diabetico: osservazione, taglio delle unghie, limiti dell’OSS ed errori da evitare nelle prove concorsuali
La cura delle mani, dei piedi e delle unghie può comparire nei quiz, nei casi assistenziali e nella prova orale o pratica di un concorso OSS 2026.
Non si tratta soltanto di garantire pulizia e ordine. Mani e piedi possono mostrare precocemente alterazioni della cute, problemi circolatori, infezioni, lesioni, dolore, gonfiore o difficoltà motorie. Per questo l’Operatore Socio-Sanitario deve saper integrare igiene, osservazione, sicurezza, autonomia e corretta segnalazione.
Il profilo nazionale dell’OSS è stato aggiornato dall’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, modificato il 18 dicembre 2024 e recepito con il DPCM 25 marzo 2025. L’OSS opera per soddisfare i bisogni primari della persona e favorirne benessere e autonomia, nel rispetto delle proprie competenze e dell’organizzazione assistenziale.
Perché mani e piedi richiedono particolare attenzione
Le mani consentono alla persona di alimentarsi, vestirsi, lavarsi, comunicare e compiere numerose attività quotidiane.
I piedi, invece, sono fondamentali per equilibrio, postura, mobilità e deambulazione. Dolore, unghie alterate, lesioni o calzature inadeguate possono ridurre l’autonomia e contribuire al rischio di caduta.
La cura quotidiana permette inoltre di osservare tagli, screpolature, gonfiore, arrossamenti, vesciche, callosità e cambiamenti delle unghie. Nelle persone con diabete, l’osservazione regolare dei piedi è particolarmente importante perché neuropatia e ridotta circolazione possono favorire ulcere e altre complicanze.
Il ruolo dell’OSS
Secondo il piano assistenziale e le procedure della struttura, l’OSS può contribuire a:
- igiene e asciugatura di mani e piedi;
- mantenimento del comfort;
- supporto alla persona parzialmente dipendente;
- osservazione di cute e unghie;
- applicazione dei prodotti igienici o protettivi previsti;
- gestione ordinata del materiale;
- segnalazione delle alterazioni rilevate.
L’OSS non deve invece diagnosticare infezioni, micosi, problemi circolatori o neuropatie, né decidere autonomamente trattamenti, medicazioni o interventi su unghie patologiche. L’attività deve essere adattata alle condizioni della persona e alle attribuzioni ricevute, non eseguita automaticamente nello stesso modo per tutti.
Prima di iniziare: cosa deve verificare l’OSS
Prima della procedura bisogna controllare il piano assistenziale e conoscere eventuali condizioni che richiedono precauzioni specifiche:
- diabete;
- problemi circolatori;
- riduzione della sensibilità;
- terapia anticoagulante;
- edema;
- lesioni o ulcere;
- infezioni;
- unghie incarnite;
- unghie molto ispessite o deformate;
- recente intervento;
- dolore;
- medicazioni;
- paralisi o limitazioni motorie.
L’OSS identifica e informa la persona, garantisce privacy, prepara il materiale, favorisce la collaborazione ed effettua l’igiene delle mani nei momenti previsti.
Il materiale
Il materiale varia secondo le procedure e le condizioni dell’assistito. Può comprendere:
- acqua a temperatura sicura;
- detergente delicato;
- asciugamani;
- bacinella;
- materiale monouso previsto;
- crema idratante autorizzata;
- lima;
- tagliaunghie o forbicine, soltanto quando l’attività è prevista e sicura;
- guanti, quando indicati;
- contenitori per materiale utilizzato e rifiuti.
Gli strumenti devono essere personali, monouso oppure correttamente trattati secondo le procedure della struttura. Non devono essere condivisi tra persone senza l’appropriata gestione igienica.
Igiene delle mani della persona assistita
Le mani vengono deterse con particolare attenzione a:
- palmo e dorso;
- spazi tra le dita;
- polpastrelli;
- area intorno alle unghie;
- pieghe cutanee.
Dopo il lavaggio devono essere asciugate accuratamente, soprattutto tra le dita. Durante la procedura l’OSS osserva colore, temperatura, mobilità, dolore, gonfiore e condizioni delle unghie.
Cosa osservare nelle mani
Devono essere riferiti cambiamenti come:
- arrossamento;
- gonfiore;
- dolore;
- ferite;
- sanguinamento;
- secrezioni;
- cute molto secca o fissurata;
- colorazione insolita;
- unghie ispessite, deformate o distaccate;
- infiammazione intorno all’unghia;
- improvvisa difficoltà a muovere le dita.
Le infezioni delle unghie o della cute circostante possono manifestarsi con dolore, gonfiore o ispessimento dell’unghia. L’OSS descrive ciò che vede senza attribuire autonomamente una diagnosi.
Unghie delle mani e autonomia residua
Quando la persona è in grado di provvedere autonomamente, l’OSS deve predisporre il materiale e fornire soltanto l’aiuto necessario.
Una persona potrebbe riuscire a lavare le mani ma avere difficoltà ad aprire il tagliaunghie, vedere bene o utilizzare una sola mano. L’obiettivo è sostenere l’attività senza sostituirsi inutilmente.
Nel paziente confuso, agitato o scarsamente collaborante non bisogna insistere utilizzando strumenti taglienti. La procedura deve essere rinviata o riorganizzata in sicurezza con il coinvolgimento dell’équipe.
Le unghie dell’operatore
La cura delle unghie riguarda anche chi assiste. Le unghie naturali degli operatori dovrebbero essere corte e non superare il polpastrello. Le unghie artificiali possono trattenere microrganismi anche dopo l’igiene delle mani e sono particolarmente sconsigliate nel contatto con pazienti ad alto rischio; ogni struttura deve comunque applicare le proprie politiche di prevenzione delle infezioni.
Unghie eccessivamente lunghe possono inoltre:
- danneggiare i guanti;
- graffiare la persona;
- rendere meno efficace la pulizia;
- trattenere materiale sotto il margine ungueale.
L’igiene delle mani resta necessaria anche quando si indossano i guanti.
Igiene dei piedi: procedura generale
La procedura concreta deve rispettare il protocollo della struttura, ma può essere organizzata secondo questo schema.
1. Informare e posizionare la persona – La persona viene sistemata in una posizione stabile, comoda e sicura. Se è seduta, bisogna prevenire scivolamenti e cadute.
2. Controllare la temperatura dell’acqua – L’acqua deve essere tiepida e sicura. In una persona con ridotta sensibilità non bisogna affidarsi esclusivamente alla sua percezione, perché potrebbe non riconoscere una temperatura eccessiva.
3. Lavare delicatamente – Si detergono dorso, pianta, tallone, dita e spazi interdigitali senza sfregare energicamente.
4. Risciacquare – Il detergente viene rimosso accuratamente secondo la procedura prevista.
5. Asciugare con attenzione – Particolare attenzione deve essere riservata agli spazi tra le dita, dove l’umidità persistente può favorire macerazione e alterazioni cutanee.
6. Osservare – L’OSS controlla cute, unghie, talloni, zone di pressione e spazi interdigitali.
Indicazioni ufficiali sulla cura del piede raccomandano lavaggio quotidiano con acqua tiepida, accurata asciugatura e controllo regolare di tagli, arrossamenti, gonfiore, vesciche, calli e cambiamenti della cute o delle unghie.
Cosa osservare nei piedi
Durante l’igiene l’OSS può rilevare:
- tagli o abrasioni;
- arrossamenti;
- vesciche;
- fissurazioni;
- gonfiore;
- macerazione tra le dita;
- cute fredda o con colorazione insolita;
- callosità;
- lesioni;
- sanguinamento;
- secrezioni;
- cattivo odore persistente;
- unghie deformate, ispessite o scolorite;
- dolore;
- riduzione della sensibilità riferita;
- difficoltà a calzare scarpe abituali.
Questi cambiamenti devono essere riferiti, soprattutto quando compaiono improvvisamente o interessano una persona diabetica o con problemi vascolari.
Idratazione della cute
Una crema idratante prevista dal piano assistenziale può contribuire a contrastare la secchezza della pelle.
Non dovrebbe però essere applicata automaticamente:
- su lesioni;
- su cute infetta;
- su aree macerate;
- tra le dita dei piedi;
- sopra medicazioni o dispositivi;
- in presenza di controindicazioni indicate dall’équipe.
L’OSS utilizza soltanto prodotti approvati dalla struttura o previsti per quella persona.
Taglio delle unghie delle mani
Quando l’attività è prevista dal piano assistenziale e non sono presenti condizioni di rischio, le unghie vengono generalmente tagliate senza eccedere e rifinite evitando margini taglienti.
La procedura deve essere interrotta in presenza di:
- dolore;
- sanguinamento;
- forte resistenza dell’unghia;
- deformità;
- infiammazione;
- scarsa collaborazione;
- rischio di lesione della cute.
Non bisogna incidere cuticole, scavare ai lati dell’unghia o utilizzare strumenti appuntiti per rimuovere materiale in profondità.
Taglio delle unghie dei piedi
Per le unghie dei piedi il principio generale è il taglio diritto, evitando di scavare profondamente negli angoli. I margini taglienti possono essere rifiniti delicatamente con una lima. Tagliare troppo corte le unghie o arrotondare profondamente i lati può favorire lesioni e unghie incarnite. Ma attenzione: questo non significa che l’OSS debba sempre procedere.
Il taglio deve essere evitato o sottoposto a preventiva valutazione quando sono presenti:
- diabete con piede a rischio;
- ridotta sensibilità;
- insufficienza circolatoria;
- terapia anticoagulante;
- precedenti ulcere;
- unghie incarnite;
- unghie molto spesse o deformate;
- infezioni;
- ferite;
- ischemia;
- dolore intenso;
- impossibilità di vedere chiaramente la zona;
- paziente non collaborante.
In queste situazioni l’OSS segnala il bisogno e segue le indicazioni del professionista responsabile o del podologo.
Il piede diabetico: perché è così importante
Il piede diabetico rappresenta una delle complicanze più gravi del diabete. Alterazioni della sensibilità e della circolazione possono far sì che piccoli traumi, vesciche o tagli vengano avvertiti tardi e abbiano maggiori difficoltà di guarigione. L’ISS considera la sindrome del piede diabetico un problema assistenziale rilevante che richiede un approccio multidisciplinare e multiprofessionale.
Per questo, in una persona diabetica, l’OSS deve prestare particolare attenzione a:
- ispezione quotidiana prevista dal piano assistenziale;
- temperatura dell’acqua;
- accurata asciugatura;
- prevenzione dei traumi;
- calzature e calze;
- segnalazione immediata delle alterazioni.
Cosa non fare nel paziente diabetico
Nel piede diabetico bisogna evitare iniziative autonome potenzialmente traumatiche.
L’OSS non deve:
- tagliare calli o duroni con lame;
- perforare vesciche;
- applicare prodotti cheratolitici non prescritti;
- utilizzare acqua molto calda;
- posizionare borse dell’acqua calda sui piedi;
- intervenire su unghie incarnite;
- rimuovere tessuto da ferite o ulcere;
- applicare medicazioni o sostanze non previste;
- ignorare una piccola lesione perché non provoca dolore.
Le raccomandazioni per le persone con diabete indicano di non rimuovere autonomamente calli o duroni e di segnalare rapidamente tagli, vesciche, arrossamenti, gonfiore o piaghe.
Diabete e assenza di dolore
Una domanda insidiosa potrebbe essere: “Una piccola ferita al piede non provoca dolore: può essere considerata poco importante?”
La risposta è no, soprattutto in una persona diabetica. La neuropatia può ridurre la sensibilità e impedire alla persona di percepire correttamente dolore, calore o trauma. L’assenza di dolore non esclude quindi una lesione significativa.
Calzature e calze
Dopo l’igiene bisogna controllare che calze e scarpe siano:
- pulite;
- asciutte;
- della misura adeguata;
- prive di pieghe o corpi estranei;
- non eccessivamente strette;
- compatibili con eventuali ausili o indicazioni.
Le persone con diabete dovrebbero evitare di camminare scalze e utilizzare calzature adatte, controllando la comparsa di vesciche o traumi. L’OSS non prescrive calzature terapeutiche, ma può osservare problemi evidenti e riferirli.
Calli e duroni
Calli e duroni non devono essere tagliati con forbici, lame o altri strumenti improvvisati. In particolare, una callosità del piede diabetico può nascondere una lesione sottostante e deve essere valutata dal professionista competente.
L’OSS può segnalare:
- callo nuovo;
- aumento delle dimensioni;
- dolore;
- arrossamento circostante;
- tracce di sangue;
- secrezione;
- cambiamento del colore.
Unghie ispessite o sospetta micosi
Un’unghia ispessita, friabile, deformata o scolorita non deve essere affrontata come una normale unghia sana. Tagliarla può richiedere strumenti e competenze specifiche e può provocare una lesione. L’OSS deve osservare e riferire, senza diagnosticare una micosi e senza applicare autonomamente farmaci o prodotti antimicotici.
Caso pratico da prova orale
Domanda: “Deve eseguire la cura dei piedi e delle unghie di un paziente anziano diabetico. Come procede?”
Una risposta efficace potrebbe essere: “Prima verifico il piano assistenziale, la valutazione del rischio del piede e le indicazioni ricevute. Informo la persona, garantisco privacy, preparo il materiale ed effettuo l’igiene delle mani. Posiziono il paziente in sicurezza e controllo la temperatura dell’acqua, considerando che potrebbe avere una sensibilità ridotta.”
Poi: “Lavo delicatamente i piedi, risciacquo e asciugo con particolare attenzione gli spazi interdigitali. Osservo cute, talloni, unghie, colorazione, temperatura, eventuali vesciche, arrossamenti, callosità o lesioni.”
Infine: “Non taglio calli, non apro vesciche e non intervengo autonomamente su unghie incarnite, ispessite o patologiche. Prima di procedere all’eventuale taglio delle unghie verifico che l’attività sia prevista e sicura; in presenza di rischio, alterazioni o dubbi riferisco al professionista responsabile o richiedo la valutazione podologica.”
Questa risposta dimostra che il candidato riconosce la differenza tra igiene ordinaria e assistenza a una persona a rischio.
Gli errori più frequenti
1. Usare acqua eccessivamente calda – Particolarmente pericoloso in caso di ridotta sensibilità.
2. Lasciare umidi gli spazi tra le dita – Può favorire macerazione.
3. Tagliare le unghie troppo corte – Aumenta il rischio di lesioni.
4. Scavare negli angoli dell’unghia – Può favorire trauma e unghia incarnita.
5. Tagliare calli e duroni – Non è una normale attività igienica.
6. Perforare una vescica – Espone a infezioni e complicanze.
7. Procedere su un’unghia ispessita senza valutazione – Può provocare ferite.
8. Ignorare una lesione perché non fa male – Nel diabete l’assenza di dolore non esclude il rischio.
9. Applicare prodotti tra le dita senza indicazioni – Può favorire umidità o irritazione.
10. Far camminare scalza una persona fragile – Aumenta il rischio di trauma.
11. Utilizzare strumenti condivisi non correttamente trattati – Può favorire contaminazioni.
12. Tagliare cuticole o pellicine profondamente – Può creare porte d’ingresso per microrganismi.
13. Trascurare scarpe e calze – Fanno parte della prevenzione dei traumi.
14. Diagnosticare autonomamente una micosi – L’OSS osserva e riferisce.
15. Non documentare o comunicare le alterazioni – La segnalazione è parte essenziale dell’assistenza.
15 domande rapide da concorso OSS
1. Le mani e i piedi devono essere asciugati accuratamente?
Sì.
2. Bisogna asciugare anche gli spazi tra le dita?
Sì.
3. Le unghie dei piedi vengono generalmente tagliate dritte?
Sì, evitando di scavare negli angoli.
4. Le unghie devono essere tagliate molto corte?
No.
5. L’OSS può tagliare autonomamente un callo?
No.
6. Può perforare una vescica?
No.
7. Nel paziente diabetico l’assenza di dolore esclude una lesione?
No.
8. Il piede diabetico deve essere osservato regolarmente?
Sì.
9. Una piccola ferita nel diabetico deve essere riferita?
Sì.
10. È opportuno utilizzare acqua molto calda?
No.
11. Un’unghia ispessita può richiedere una valutazione specifica?
Sì.
12. L’OSS può diagnosticare una micosi?
No.
13. Le calzature devono essere controllate?
Sì.
14. Bisogna favorire l’autonomia residua?
Sì.
15. In presenza di dubbio l’OSS deve procedere comunque?
No: deve sospendere in sicurezza e chiedere indicazioni.
Schema da memorizzare
MANI: lavare → asciugare → osservare → curare le unghie se previsto → riferire
PIEDI: controllare → acqua sicura → lavare → asciugare tra le dita → osservare → proteggere
UNGHIE: valutare il rischio → taglio diritto quando consentito → non troppo corte → limare → mai forzare
PIEDE DIABETICO: osservare ogni giorno → prevenire traumi → non intervenire su lesioni e calli → riferire subito
Formula da concorso
P.I.E.D.E.
P – Proteggere
I – Ispezionare
E – Evitare traumi
D – Detergere e asciugare
E – Escalare, cioè riferire le alterazioni
Concorso OSS 2026: la sicurezza viene prima dell’estetica
La cura di mani, piedi e unghie non ha soltanto una finalità estetica. Il candidato deve dimostrare di saper riconoscere quando una normale procedura igienica può trasformarsi in un rischio, soprattutto nel paziente diabetico, vasculopatico, anticoagulato o con ridotta sensibilità.
Il principio conclusivo è: l’OSS esegue ciò che è previsto e sicuro, osserva ciò che cambia e riferisce ciò che richiede una valutazione professionale.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
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