Lettera del Presidente Giurdanella (Opi Bologna) per la Giornata internazionale dell’infermiere

In occasione della Giornata internazionale dedicata agli infermieri, celebrata oggi mercoledì 12 maggio, il Presidente dell’Ordine degli infermieri di Bologna e del Coordinamento degli Ordini dell’Emilia Romagna – Pietro Giurdanella – ha voluto scrivere una lettera di ringraziamento che guarda al futuro, facendo tesoro di quanto messo in luce durante quest’anno di pandemia, per promuovere la riorganizzazione di una sanità sempre più prossima al bisogno di ogni singolo paziente.

”Come Presidente dell’Ordine degli infermieri di Bologna e del coordinamento degli OPI della regione  Emilia Romagna, avendo l’onere e l’onore di rappresentare oltre 35000 infermieri, desidero celebrare  questa giornata internazionale ringraziando ciascuno di loro per aver incarnato – ancor più durante la  pandemia – il senso di sacrificio, dedizione e vicinanza alla sofferenza umana che da sempre  contraddistingue l’infermiere, ma che durante quest’anno è diventato ancora più evidente a tutta la società.  

Sono tanti e diversi i contesti di cura in cui ciascun infermiere ha fatto la propria parte all’interno di un  Sistema sanitario che per la prima volta ha manifestato chiaramente le sue vere carenze. Ma se a  qualcosa serve la crisi è per ricostruire e rinascere, facendo tesoro degli errori commessi e del buono  che insieme siamo stati capaci di seminare.  

Mai come in quest’anno la gratitudine della cittadinanza e il lavoro di squadra tra infermieri e tutti gli  operatori sanitari sono state le colonne portanti dell’intero sistema sanitario. Ed è di questo che  dobbiamo fare tesoro, senza dimenticare che un cambiamento lo dobbiamo a coloro che hanno pagato  con la loro stessa vita la cura degli altri. Non dimenticheremo mai Sergio Bonazzi a cui il Policlinico  Sant’Orsola ha voluto dedicare la Covid Intensive care. A non dimenticarlo non saranno solo i suoi  famigliari o i suoi colleghi, ma soprattutto i suoi pazienti. È infatti unica, speciale e duratura la  relazione instaurata con coloro che si prendono cura della nostra malattia, della nostra fragilità o  debolezza: tutti prima o poi siamo chiamati a farne esperienza nel corso della vita. Ed è proprio nella  debolezza e nella fragilità che trova la sua radice quell’indissolubile legame vitale che unisce esseri  umani capaci di curare, guarire, ma anche assistere durante il fine vita: stringendo una mano e versando lacrime per il proprio paziente nel momento in cui la morte prende il sopravvento. È una  condizione di impotenza che chiama e rinvigorisce l’umanità: quell’unione di mani che i professionisti  sanitari hanno saputo stringere per reggere l’impossibile, pur portandone i segni sul volto e i lividi  nell’anima. 

A fronte di tutto questo, però, quello che oggi celebriamo è la gratitudine dei nostri pazienti, dei nostri  concittadini. Tantissimi sono oggi, come lo sono stati in passato, i piccoli grandi gesti di cura nei nostri  confronti. Oggi, in particolare, voglio ringraziare l’Associazione Bimbo Tu che ha voluto rendere  omaggio agli infermieri in occasione della giornata a loro dedicata, mettendo al centro il tema del gesto  di cura. 

Altrettanto gradita la donazione delle tantissime Associazioni di pazienti nei reparti in cui operano.  Tra queste ricordiamo l’Associazione Piccoli Grandi Cuori che assieme ad un piccolo omaggio per gli  infermieri dei padiglioni 23 e 25 del Sant’Orsola ha rinnovato il servizio di supporto psicologico per  aiutarli a curare le ferite portate da oltre un anno di lotta al covid. 

Infine, desidero esprimere un grande ringraziamento alla Fondazione Sant’Orsola per il costante  supporto dato a tutto il personale sanitario durante questa emergenza pandemica, mettendo a  disposizione, tra le tante cose, un alloggio per i neoassunti o per coloro che preferivano non tornare a  casa per non rischiare di contagiare i propri famigliari. 

A tutti i nostri pazienti la promessa di esserci sempre e di impegnarci ogni giorno a fare la nostra  parte, insieme alle istituzioni, per riorganizzare una sanità territoriale capace di rispondere ai bisogni  di ogni soggetto fragile. 

Pietro Giurdanella, Presidente OPI Bologna

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