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“Ccnl Sanità 2025-2027: si parla di tutti, ma gli oss dove sono?”

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Angelo Minghetti (SHC OSS).

Le recenti discussioni sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro della Sanità 2025-2027 riportano al centro del dibattito temi fondamentali per il futuro del sistema sanitario: valorizzazione professionale, incarichi, progressioni economiche, nuove competenze e nuovi modelli organizzativi, nuovi profili professionali.

Analizzando il confronto sul rinnovo del Ccnl Sanità 2025-2027 emerge con chiarezza come l’impianto contrattuale continui a svilupparsi principalmente attorno alle professioni sanitarie laureate, ai nuovi incarichi professionali, ai percorsi di valorizzazione e all’evoluzione delle competenze. In questo scenario gli operatori socio-sanitari (oss) continuano a non occupare una posizione centrale nel dibattito politico e contrattuale, pur essendo una componente essenziale dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria.

Non emerge una reale centralità dell’oss, né una visione strutturata sul futuro della professione, sul suo sviluppo, sulla sua valorizzazione e sul ruolo che essa dovrà svolgere nella sanità dei prossimi anni. Si tratta di scelte che influenzeranno profondamente il lavoro di migliaia di professionisti e l’organizzazione dell’assistenza nei prossimi anni.

Eppure, ancora una volta, emerge una realtà che non può essere ignorata. La professione oss rimane ai margini di un confronto che avrà conseguenze dirette sul proprio futuro professionale, economico e contrattuale. Da anni gli oss denunciano la mancanza di riconoscimento, la carenza di percorsi di crescita professionale, l’assenza di una reale valorizzazione delle competenze e la scarsa attenzione riservata alla categoria nei processi decisionali. Ma accanto a queste rivendicazioni esiste una riflessione politica che non può più essere rinviata.

La rappresentanza non nasce per caso. La rappresentanza si costruisce attraverso la partecipazione, la condivisione degli obiettivi e la capacità di una categoria di sostenere chi ne difende gli interessi. Negli ultimi anni il mondo oss ha spesso sostenuto di non avere una rappresentanza specifica e di non trovare spazio nei principali tavoli di confronto.

Eppure una realtà sindacale di categoria esiste. SHC OSS è nata dagli stessi operatori socio-sanitari con l’obiettivo di rappresentare la categoria, difenderne i diritti, promuoverne il riconoscimento professionale e portarne le istanze nei luoghi dove si costruiscono le politiche del lavoro e della sanità. È il tentativo più concreto sviluppato dalla stessa categoria per costruire una rappresentanza autonoma degli oss.

Tuttavia, il sostegno ricevuto dalla categoria non è stato sufficiente a trasformare questa esperienza in una forza rappresentativa proporzionata al numero e all’importanza degli oss nel sistema sanitario. È qui che emerge una contraddizione che merita una seria riflessione. Molti oss dichiarano di non riconoscersi pienamente nelle organizzazioni sindacali alle quali affidano la propria rappresentanza.

Molti oss denunciano l’assenza della categoria nei tavoli contrattuali e sostengono che le loro problematiche non trovino adeguato spazio nelle piattaforme sindacali. Ma allo stesso tempo una parte significativa della categoria continua ad affidare la propria rappresentanza a organizzazioni che, legittimamente, rappresentano una pluralità di professioni o che hanno come riferimento prioritario altre categorie.

Quando nei tavoli contrattuali si parla principalmente delle esigenze di quelle professioni, non dovrebbe sorprendere che le istanze degli oss restino spesso in secondo piano. Non si tratta di attribuire responsabilità ad altri. Si tratta di comprendere come funziona la rappresentanza.

Ogni professione che oggi dispone di forza contrattuale, riconoscimento istituzionale e capacità di incidere nelle decisioni ha costruito nel tempo consenso, partecipazione e sostegno attorno alle proprie organizzazioni rappresentative. Nessuna categoria ha conquistato spazio rimanendo spettatrice. Nessuna categoria ha ottenuto risultati delegando ad altri la costruzione del proprio futuro.

Anche in occasione di questo rinnovo contrattuale gli oss si trovano di fronte alla stessa realtà. Si discute del futuro della sanità, degli incarichi, delle competenze, dell’organizzazione del lavoro e della valorizzazione professionale. E ancora una volta la voce della categoria fatica a trovare lo spazio che meriterebbe. Non perché manchino le ragioni. Non perché manchino i problemi da affrontare. Ma perché continua a mancare quella forza collettiva che consente a una professione di trasformare le proprie rivendicazioni in rappresentanza effettiva.

Per questo il tema non è soltanto chiedere perché gli oss non siano al centro del confronto. Il tema è comprendere perché la categoria continui a non investire fino in fondo sulla propria rappresentanza professionale. Perché la categoria continua a cercare altrove risposte che da anni non arrivano. Perché la categoria continua a lamentare l’assenza di attenzione senza interrogarsi sul proprio ruolo nel rafforzare una voce autonoma e dedicata esclusivamente agli oss.

Forse anche questa trattativa rappresenta un’occasione mancata. Forse è l’ennesima dimostrazione di una categoria che continua a chiedere spazio senza scegliere fino in fondo di costruirlo. Forse il problema è che la categoria non ha ancora deciso se vuole continuare a essere rappresentata da altri oppure diventare finalmente protagonista della propria rappresentanza.

L’assenza degli oss dal centro del dibattito contrattuale non è soltanto il risultato delle scelte compiute dalle organizzazioni presenti ai tavoli. È anche la conseguenza della difficoltà della categoria nel costruire e rafforzare una rappresentanza proporzionata al proprio peso numerico e professionale. Forse il problema non è soltanto che nessuno parla degli oss. Forse il problema è che gli oss non hanno ancora deciso come e da chi vogliono essere rappresentati.

Perché fino a quando questa domanda resterà senza risposta, continueremo ad assistere allo stesso scenario. Si parlerà di incarichi. Si parlerà di valorizzazione professionale. Si parlerà del futuro della sanità. Si parlerà di tutti. E degli oss continuerà a parlare quasi nessuno. La domanda, ancora una volta, rimane aperta: gli oss dove sono?

Redazione OssNews24

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