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Assistente infermiere, Stati Generali Oss: “Il Piano strategico non può essere accettato”

Riceviamo e pubblichiamo una nota degli Stati Generali Oss.

Abbiamo letto con estrema attenzione il Piano strategico sull’assistente infermiere promosso da Regioni, Agenas, FNOPI e ministero della Salute in attuazione del DPCM 28 febbraio 2025. E non possiamo fare altro che sottolineare con forza un filo conduttore che attraversa ogni pagina del documento: l’assistente infermiere viene concepito come una semplice appendice della professione infermieristica, una sorta di prolungamento operativo dell’infermiere, privo di una propria identità e di un proprio spazio professionale reale.

Per quanto lo si voglia rivestire di nuovi termini, l’assistente infermiere resta, in soldoni, un operatore tecnico di interesse sanitario, esattamente come l’oss secondo la legge 46 del 2006. Ma nel Piano strategico questa figura viene presentata come un soggetto interamente ad appannaggio della FNOPI, una “estensione strumentale” dell’infermiere.

Lo si comprende da un dato tanto semplice quanto rivelatore: tra gli enti amministrativi, ministeriali e ordinistici coinvolti nella definizione della formazione e nell’introduzione dell’assistente infermiere nei setting assistenziali, non compare neppure un organismo rappresentativo dell’oss. Nessuno. Come se l’assistente infermiere fosse, in fondo, un “infermiere che non ce l’ha fatta”, un infermiere mancato, un ripiego. Ma non è così. E non possiamo accettare che passi questa narrazione.

L’assistente infermiere, per come è definito nel suo inquadramento giuridico-professionale e nell’allegato tecnico (atto n. 176/CSR), è un oss con formazione complementare mascherato. Le attività descritte sono, nella sostanza, quelle dell’oss con formazione complementare. E se questa è la realtà, allora tra gli enti coinvolti devono esserci anche coloro che rappresentano chi quell’assistenza la svolge da decenni: gli Stati Generali Oss, il Migep, il sindacato SHC. Chi vive il lavoro dell’oss, chi conosce i bisogni degli oss, chi rappresenta gli Oss.

Nel documento si afferma che l’assistente infermiere dovrà essere inserito nella “filiera assistenziale infermieristica”. Ma cosa significa, nella pratica quotidiana? Significa forse che l’assistente infermiere dovrà essere sottoposto agli infermieri in misura ancora maggiore rispetto a quanto già avviene per l’Oss, da oltre vent’anni etichettato come “personale di supporto”? E soprattutto: come si può parlare di filiera infermieristica quando l’assistente infermiere, nei fatti, si colloca accanto – se non al posto – dell’oss nell’assistenza di base?

Per affrontare i prevedibili conflitti tra una professione infermieristica comprensibilmente stanca e sfiduciata e una nuova figura costruita in modo approssimativo, il Piano propone… un glossario. Un glossario minimo, affidato ancora una volta alla sola FNOPI, da diffondere entro il 30 dicembre 2025 (termine peraltro già superato). Un glossario per spiegare concetti come “gravità clinica”, “stabilità clinica”, “delega”, “indicazioni infermieristiche scritte e verbali”, “supervisione”. Concetti che nei reparti, spesso, non trovano applicazione neppure oggi.

Se la relazione tra infermiere e oss è da sempre un equilibrio complesso, fatto di collaborazione ma anche di tensioni, come si può pensare di far convivere due figure di cui una è la copia sbiadita dell’altra? Come si può immaginare che questo non generi ulteriore confusione, ulteriore conflitto, ulteriore disordine organizzativo?

C’è poi un nodo ancora più delicato: la responsabilità professionale. L’assistente infermiere, pur dovendo svolgere attività infermieristiche, non ha un profilo giuridico definito. È un operatore tecnico. in più non può essere assicurato secondo la Legge Gelli – Bianco. In caso di errore per imperizia o negligenza, chi risponderà? L’assistente infermiere? L’infermiere che lo ha supervisionato? Entrambi? E in quale misura? Il Piano strategico non lo chiarisce. E non chiarirlo significa esporre gli infermieri a rischi enormi, oltre che creare un precedente pericoloso per tutto il sistema sanitario.

Un altro punto critico riguarda la possibilità, concessa alla FNOPI, di chiedere una modifica della Legge Lorenzin 3/2018 per istituire elenchi speciali dedicati all’assistente infermiere. È singolare – e francamente inaccettabile – che non sia mai stata attivata l’area socio-sanitaria per figure come l’oss, che non sono professioni sanitarie, mentre oggi un ordine professionale può ottenere elenchi speciali per una figura che sanitaria non è, ma che può contribuire a rimpinguare le casse dell’ordine stesso. Una contraddizione evidente, che non può essere ignorata.

Infine, il tema dell’abbandono delle lauree sanitarie. Il documento analizza con precisione il fenomeno, ma la soluzione proposta è sconcertante: offrire agli studenti che abbandonano infermieristica la possibilità di diventare assistente infermiere utilizzando i CFU maturati. Una scorciatoia. Una “via di fuga”. Una toppa peggiore del buco.

Così facendo si svende la figura dell’Oss, completamente ignorata dal Piano Strategico, e si svende anche la figura dell’infermiere, che non viene rafforzata con interventi strutturali sulla formazione, sulle condizioni di lavoro, sulle retribuzioni, ma viene umiliata con l’idea che “male che vada” si possa diventare Assistente Infermiere. È questo che vuole la FNOPI? È questo che si vuole per la professione infermieristica?

Per tutte queste ragioni, gli Stati Generali Oss non possono non rigettare il Piano strategico sull’assistente infermiere e chiedono un confronto serio, trasparente e immediato con le istituzioni. Non accetteremo che si costruiscano nuove figure sulla pelle degli oss, senza gli oss, ignorando gli oss. Non accetteremo che si continui a parlare di noi senza di noi.

Il sistema sanitario ha bisogno di chiarezza, non di sovrapposizioni. Ha bisogno di valorizzare ciò che già esiste, non di creare copie sbiadite. Ha bisogno di rispetto per tutte le professioni, non di scorciatoie che generano confusione e conflitto. Gli oss ci sono. Gli oss parlano. E oggi gli oss dicono con forza: questo Piano non può essere accettato.

Redazione OssNews24

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