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Viterbo, oss condannato a 4 anni e 8 mesi per abusi sessuali su pazienti psichiatriche: pena quasi dimezzata rispetto alla richiesta

Un operatore socio-sanitario (oss) finito a processo con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di alcune pazienti ricoverate nel reparto psichiatrico di una struttura sanitaria di Viterbo è stato condannato a quattro anni e otto mesi di reclusione. La pena inflitta risulta praticamente dimezzata rispetto alla richiesta avanzata dalla Procura, che aveva chiesto una condanna a nove anni.

Quattro capi di imputazione di cui l’oss imputato era chiamato a rispondere. Per l’episodio ritenuto più grave è stato assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. Un secondo capo è stato riqualificato in violenza privata, mentre per gli altri due episodi il giudice ha riconosciuto la lieve entità dei fatti. Due delle quattro donne coinvolte nel procedimento si sono costituite parte civile. Per loro è stato disposto un risarcimento rispettivamente di 7.000 e 2.000 euro.

L’inchiesta aveva preso le mosse nel settembre 2018 dalla denuncia di una delle pazienti alla polizia. Successivamente altre tre donne avevano riferito episodi analoghi, circostanza che aveva portato all’approfondimento delle indagini e all’arresto dell’oss il 9 ottobre dello stesso anno.

Nel corso del processo si sono confrontate due ricostruzioni opposte. La Procura ha sostenuto che gli episodi contestati fossero distinti, ma caratterizzati da modalità ricorrenti, avvenuti in contesti di particolare vulnerabilità delle pazienti e in diversi ambienti della struttura sanitaria.

Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe approfittato delle condizioni psicologiche e cliniche delle presunte vittime, ponendo in essere comportamenti a sfondo sessuale non consensuali. In alcuni casi, inoltre, pur ricoprendo il ruolo di oss, si sarebbe presentato come infermiere.

Nel contestare l’impianto accusatorio, la difesa ha invece sostenuto che le dichiarazioni delle pazienti fossero state influenzate reciprocamente per definire una ricostruzione dei fatti parziale. Durante l’arringa finale, protrattasi per due udienze, il legale dell’oss ha parlato di un presunto “contagio dichiarativo” tra le persone offese. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Redazione OssNews24

Fonte: Nurse Times

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