Stabilizzazione degli OSS: personale interinale dimenticato dai sindacati e dalla regione Liguria

Egregio Direttore di OssNews24,

In risposta alla questione della stabilizzazione degli operatori socio sanitari in Liguria i sindacati e la regione si sono dimenticati del personale OSS interinale reclutato per contrastare la Pandemia.

Operatori che hanno avuto contratti a singhiozzo per tutto il periodo Covid!

Sono un centinaio gli operatori socio sanitari utilizzati (e sfruttati) dalle ASL e messi in trincea durante il periodo Pandemico Covid.

L’emergenza sanitaria Covid 19 ha portato all’assunzione di un consistente contingente di personale a tempo determinato per rinforzare gli organici della Sanità, delle carceri, nelle Rsa e nelle reti di assistenza territoriale.

Ieri nella riunione con la II Commissione Salute e Sicurezza Sociale abbiamo evidenziato la criticità dell’accordo siglato con le organizzazioni sindacali presentando una nostra memoria in merito al tema.

Nell’accordo stilato con i sindacati, non viene trovata nessuna strada normativa e finanziaria per chi non rientra nelle categorie stabilizzabili o non ha maturato il periodo temporale necessario per legge. L’obiettivo che poniamo, trovare una strada normativa e finanziaria per garantire il più possibile la proroga dei contratti, con l’auspicio che a livello regionale vengano aperte altre finestre di assunzione per garantire il più possibile la proroga dei contratti e stabilizzarli. Abbiamo rilevato che la categoria oss è stata trattata come “Stracci Vecchi”, questi  operatori hanno dimostrato la loro professionalità mettendo a repentaglio la propria  salute e quella dei loro famigliari, o restando lontani dalle famiglie per proteggerle!.  Sono operatori che hanno i requisiti richiesti dal “Protocollo d’intesa” e, nonostante ciò vengono considerati lavoratori di classe B.

Nelle memorie abbiamo chiesto di non dimenticare l’impegno profuso di tutti i lavoratori in argomento, e di istituzionalizzare anche il ruolo degli Operatori Socio-Sanitari carcerari, che hanno svolto il lavoro con grandi capacità, senza limitazione oraria, mansionaria, assicurando un contributo qualitativo all’assetto delle prestazioni sanitarie dedicate agli ospiti delle strutture, incidendo positivamente all’interno delle aree sanitarie collaborando con le figure professionali degli infermieri a pari diritti degli altri operatori socio sanitari che operano in altri servizi, a riconoscendogli in questi due anni tutti i diritti di legge.

la TRINCEA é stata vissuta in prima linea senza se e senza ma! Anche da questi operatori. E non meritano questo trattamento.

Oltre a chiedere l’integrazione di questi operatori nel mondo lavorativo, la scrivente vorrebbe capire la motivazione che ha portato questi operatori a non avere gli stessi diritti degli altri 600 lavoratori.

Si chiede ai SINDACATI da che parte stanno? Bisogna porre rimedio a questa grave stortura inserendoli nel “PROTOCOLLO D’INTESA”. Il 28 giugno terremmo una manifestazione Roma per denunciare un degrado verso queste figure.

Federazione Migep Liguria  Sandra Daneri

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