SHC: “Oss vanno inclusi nell’assistenza territoriale e nella domiciliarità”
Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Antonio Squarcella, segretario generale del sindacato SHC.
L’annuncio del Governo di portare il Fondo sanitario nazionale a 143 miliardi entro il 2026, con un piano straordinario di assunzioni, più prevenzione, domiciliarità e un tetto farmaceutico rivisto, rappresenta certamente una prospettiva positiva per la sanità pubblica. Tuttavia il rischio concreto è che gran parte di queste risorse venga assorbita da costi già strutturali e rinnovi contrattuali, lasciando poco spazio a reali investimenti sul potenziamento del personale e dei servizi.
Il piano triennale, così come delineato, prevede 2.000 medici e 25.000 infermieri. Ma, se davvero vogliamo che queste misure siano risolutive, occorre avere il coraggio politico di includere stabilmente anche gli operatori socio-sanitari (oss), figure essenziali nei reparti ospedalieri, nell’assistenza territoriale e, soprattutto, nella domiciliarità. Parlare di prevenzione, presa in carico dei cronici e potenziamento dei servizi domiciliari, senza prevedere un rafforzamento organico degli oss, significa riproporre lo stesso schema che negli anni ha generato carenze strutturali e carichi insostenibili per i professionisti sanitari.
Il nostro pensiero risolutivo è chiaro, occorre inserire gli oss nel piano straordinario di assunzioni, perché senza il loro contributo la prevenzione e la domiciliarità rischiano di restare slogan. È necessario vincolare parte delle nuove risorse a indicatori di outcome trasparenti, così da misurare l’impatto reale su liste d’attesa, ricoveri evitabili e qualità dell’assistenza territoriale. Ed è fondamentale riconoscere il ruolo tecnico-assistenziale dell’oss, garantendo contratti adeguati e tutele specifiche, anche nel contesto della farmacia dei servizi e dell’assistenza domiciliare integrata.
Il sindacato SHC non si limiterà a osservare: pretenderemo che gli investimenti annunciati non diventino un semplice bilancio di spesa, ma la leva per ridare dignità e sostenibilità alla sanità pubblica, a partire da chi la tiene in piedi ogni giorno. Solo così la manovra potrà davvero dirsi risolutiva.
Redazione Nurse Times
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