Il rinvio del concorso oss previsto per il 2025 in Campania, motivato da presunti rischi di compravendita dei posti e scambi clientelari, è una notizia che ci colpisce profondamente. Non solo per il danno diretto arrecato a migliaia di operatori socio-sanitari che attendono da anni una stabilizzazione e che per il concorsone hanno preso giorni di ferie, prenotati alberghi e spesi soldi per il viaggio, ma per ciò che questo rinvio rappresenta: l’ennesimo segnale di una sanità pubblica che fatica a garantire trasparenza, equità e una programmazione seria.
In un momento storico in cui il sistema sanitario nazionale è in profonda crisi, logorato da carenze strutturali, sottofinanziamento cronico e una drammatica mancanza di personale, i concorsi pubblici non sono un lusso, ma una necessità vitale. Rappresentano l’unico strumento democratico per garantire il ricambio generazionale, la dignità del lavoro e la qualità dell’assistenza. Bloccarli, rinviarli o renderli terreno di sospetti e ambiguità significa aggravare una situazione già insostenibile.
Non possiamo permettere che la confusione normativa e organizzativa si amplifichi ulteriormente. Oltre ad introdurre nuove figure come l’assistente infermiere, è urgente risolvere le criticità che affliggono la figura dell’operatore socio-sanitario. L’oss è il pilastro invisibile dell’assistenza quotidiana, eppure continua a essere marginalizzato, sottovalutato e spesso sfruttato.
Cosa accadrà quando, oltre agli oss, entreranno in servizio gli assistenti infermieri? Senza una chiara definizione dei ruoli, delle competenze e delle tutele, rischiamo di generare conflitti, ambiguità e un ulteriore indebolimento della filiera assistenziale. È per questo che chiediamo con forza che ogni vuoto normativo venga colmato, che ogni figura venga regolamentata con chiarezza, e che la valorizzazione dell’oss diventi una priorità politica e istituzionale.
Importante in tal senso è stata la conferenza stampa tenutasi ieri, 25 settembre, in Senato, promosso dalla senatrice Guidolin, che ha posto l’attenzione sulla copertura assicurativa degli oss e degli assistenti infermieri. È un passo importante, ma non basta. Serve una riforma organica, serve una visione strategica, serve il coraggio di riconoscere che senza oss non c’è assistenza, non c’è cura, non c’è sanità.
Gli Stati Generali Oss, insieme a Migep e SHC OSS, continueranno a vigilare, a proporre, a mobilitarsi. Non ci fermeremo finché la figura dell’oss non sarà pienamente riconosciuta, tutelata e valorizzata. Il rinvio del concorso Campania 2025 non deve essere la fine di un percorso, ma l’inizio di una battaglia ancora più determinata per la dignità del nostro lavoro e per il futuro della sanità pubblica.
Redazione OssNews24
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