Pesaro, disabile morì dopo aver divorato un ciambellone in Rsa: assolte coordinatrice infermieristica e oss
I fatti risalgono a quattro anni fa, quando un 55enne disabile era entrato di nascosto nella cucina della Rsa Tomasello di Pesaro, che lo ospitava, e aveva ingurgitato cibo in maniera compulsiva. Un’abuffata dalle conseguenze tragiche, poiché l’uomo morì pochi giorni dopo per un’infezione polmonare.
Ora, è arrivata la sentenza di assoluzione per la coordinatrice infermieristica e per un’operatrice socio-sanitaria (oss) della Rsa, chiamate a rispondere di omicidio colposo. L’accusa contestava loro la mancata vigilanza sull’ospite deceduto. Questi, sebbene affetto da oligofrenia cerebropatica grave, era riuscito a raggiungere il refettorio con la sedia a rotelle, approfittando di una porta lasciata aperta.
Le direttive della Rsa prevedono che tutte le porte vadano sempre chiuse a chiave, a tutela dell’incolumità dei pazienti. Le indagini non hanno chiarito chi fosse responsabile della disattenzione. Fatto sta che il 55enne aveva trovato un ciambellone e lo aveva divorato, per poi crollare a causa di una polmonite ab ingestis. Trovato agonizzante e cianotico da un educatore, fu trasferito all’ospedale San Salvatore, dove morì pochi giorni dopo per l’infezione.
Le indagini hanno portato al rinvio a giudizio delle due sanitarie, ma le difese hanno dimostrato che la coordinatrice aveva impartito, anche per iscritto, le istruzioni al personale per la cura degli ospiti e che la loro condizione clinica era ampiamente segnalata. Nessuna omissione o mancato controllo da parte delle imputate, quindi. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a nove mesi per entrambe. Il giudice le ha invece assolte perché il fatto non sussiste.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
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