Sono 137 gli operatori socio-sanitari (oss) che l’Asl Cagliari aveva contrattualizzato a tempo determinato a cavallo tra il 2020 e il 2021, durante la fase critica dell’emergenza Covid, attingendo da una graduatoria per titoli dell’ospedale Brotzu. Personale precario, che ha chiesto di essere stabilizzato proprio in virtù dell’importante apporto fornito in tempo di pandemia.
I loro contratti, trimestrali e semestrali, sono stati prolungati in deroga fino al 30 settembre scorso. Alla scadenza, però, solo per 80 di questi 137 oss è scattata la stabilizzazione. Gli altri 57, a parità di punteggio e priorità di assunzione (per aver maturato almeno 18 mesi di servizio nel corso degli ultimi otto anni e almeno sei mesi durante l’emergenza Covid), si vedono invece negata la prospettiva di un futuro lavorativo stabile.
“Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale di rinnovo – riferisce all’Unione Sarda la 51enne Daniela Meloni, da gennaio 2021 oss in servizio al reparto di Medicina dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari -. Dino a oggi sappiamo per vie traverse che saremo prorogati per altri tre mesi. Nessun rispetto per le nostre 57 famiglie. Ci sentiamo usati e ora gettati nella spazzatura, come stracci vecchi”.
Prosegue l’oss: “Per tre anni complicatissimi non ci siamo tirati indietro. Abbiamo risposto alle chiamate reiterate di Ats per le nuove ondate Covid fino a dicembre 2022, raggiungendo così i 18 mesi di anzianità di servizio, che ci hanno permesso di chiedere la stabilizzazione, continuando poi con le successive proroghe di tre mesi in tre mesi. Adesso tutto questo, per la normativa vigente, è ininfluente. E non contano nulla neppure l’etica e la dignità del lavoro e dei lavoratori. Mi chiedo a cosa servano la politica e le strategie aziendali della nostra Asl 8. Chiediamo di continuare a lavorare e che ci vengano riconosciuti l’impegno e l’abnegazione dimostrati durante questi anni di pandemia”.
A esprimere la rabbia degli oss esclusi dalla stabilizzazione, sempre su L’Unione Sarda, è anche Francesca Locci, 46enne operatrice socio-sanitaria del reparto di Cardiologia del Santissima Trinità: “Se già sapevano a monte di poterne stabilizzare solo 80, perché hanno fatto una graduatoria di 137, per illuderci? Vorremmo sapere che fine faremo. E quanto vale la nostra dignità, come persone prima ancora che come professionisti. Perché questa discriminazione sta ledendo in primis la nostra dignità, e a seguire la nostra salute, menzionata nell’articolo 32 della Costituzione italiana”.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
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