AssociazioniOSS NewsSindacati

Migep – Stati Generali Oss – SHC: “Richiesta di incontro istituzionale urgente sul futuro di oss e professioni storiche dell’assistenza”

Di seguito una lettera aperta che Angelo Minghetti (Federazione Migep), Gennaro Sorrentino (Stati Generali Oss) e Gianluca Farruggio (SHC OSS) hanno scritto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, al sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, al ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e a tutte le forze politiche.

Federazione Nazionale MIGEP – Stati Generali OSS e il Sindacato SHC OSS, da oltre vent’anni impegnati nella rappresentanza degli Operatori Socio Sanitari e nella promozione delle politiche per l’assistenza, ritengono non più rinviabile l’apertura di un confronto istituzionale dedicato al futuro degli OSS e, più in generale, delle professioni storiche dell’assistenza, quali le Puericultrici e gli Infermieri Generici, il cui patrimonio professionale rischia oggi di essere definitivamente disperso. Il futuro dell’assistenza non può essere costruito senza il contributo di tutte le professioni che ne garantiscono quotidianamente il funzionamento.

Non intendiamo rappresentare soltanto una categoria professionale. Vogliamo contribuire alla costruzione di una nuova cultura dell’assistenza, nella quale tutte le professioni della cura siano riconosciute come parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale e coinvolte nella definizione delle future politiche sanitarie.

Il Servizio Sanitario Nazionale sta attraversando una delle fasi più delicate della propria storia. La carenza di personale, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, la crescente domanda di assistenza, l’attuazione del PNRR e del DM 77, unitamente alle profonde trasformazioni della sanità territoriale, impongono una riflessione seria sul modello assistenziale che il Paese intende costruire per il futuro.  In questo contesto gli Operatori Socio Sanitari rappresentano una componente indispensabile del sistema assistenziale, ma continuano a essere privi di un adeguato riconoscimento normativo, professionale ed economico.

Le parole utilizzate dalla politica non sono mai neutre: orientano le riforme, determinano le priorità e influenzano il riconoscimento delle professioni. Quando una professione scompare dal linguaggio istituzionale, finisce inevitabilmente per scomparire anche dalle priorità legislative, dalla programmazione e dagli investimenti. È ciò che rischia di accadere agli oltre 350.000 Operatori Socio Sanitari che ogni giorno garantiscono continuità assistenziale, prossimità e supporto ai cittadini. Ignorarne il ruolo significa non riconoscere una delle principali risorse su cui si fonda il Servizio Sanitario Nazionale.

Sono presenti negli ospedali, nelle RSA, nell’assistenza domiciliare, nei servizi territoriali e in tutte quelle realtà dove la presa in carico della persona richiede continuità assistenziale, prossimità e umanizzazione delle cure.  Continuare a convocare gli OSS ai tavoli istituzionali senza che il confronto produca successivi atti concreti significa mortificare il ruolo della categoria, relegandola a una presenza formale anziché riconoscerla quale interlocutore indispensabile per la costruzione delle future politiche sanitarie. 

La politica ha il dovere di rappresentare tutte le professioni che contribuiscono alla tutela del diritto alla salute e non soltanto alcune di esse. Per questo chiediamo che venga promosso un confronto istituzionale permanente che coinvolga gli Operatori Socio Sanitari, le Puericultrici, gli Infermieri Generici e tutte quelle professioni dell’assistenza che, pur avendo scritto pagine importanti della sanità italiana, sono state progressivamente escluse dal dibattito politico e dalla programmazione sanitaria.  Aprire tavoli dedicati esclusivamente a una singola professione significa affrontare soltanto una parte delle criticità del Servizio Sanitario Nazionale.

Le sfide che attendono il nostro sistema richiedono invece una visione multidisciplinare, nella quale ogni figura professionale venga valorizzata secondo il proprio ruolo, le proprie competenze e la propria esperienza.  Tra le priorità riteniamo indispensabile recuperare e valorizzare la figura della Puericultrice, professionista che potrebbe rappresentare una risposta concreta alle esigenze delle madri, dei neonati e delle famiglie nel delicato periodo del post partum. Lo stesso patrimonio di competenze appartiene agli Infermieri Generici, figura che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’assistenza sanitaria italiana e il cui percorso professionale rappresenta ancora oggi un patrimonio di esperienza e di riflessione per l’evoluzione del sistema assistenziale.

In un Paese caratterizzato da un costante calo della natalità e da una crescente difficoltà delle famiglie ad affrontare i primi mesi dopo la nascita di un figlio, il recupero di questa figura significherebbe rafforzare l’assistenza territoriale, sostenere la genitorialità, migliorare la prevenzione e garantire una rete di prossimità oggi fortemente carente. È necessario definire, prima dell’attuazione definitiva del DM 77, il ruolo, il fabbisogno, le competenze e gli standard organizzativi degli Operatori Socio Sanitari nelle Case della Comunità, evitando che il nuovo modello territoriale venga costruito senza una delle principali figure dell’assistenza.

Una riforma organizzativa priva di una corrispondente programmazione del personale rischia di trasformarsi in un progetto incompleto, incapace di rispondere ai reali bisogni assistenziali della popolazione.

È inoltre necessario affrontare con determinazione alcune questioni ormai non più rinviabili:

  • rafforzare la tutela giuridica degli Operatori Socio Sanitari nell’ambito della Legge n. 3/2018;
  • riconoscere il carattere usurante della professione;
  • istituire il Registro Nazionale degli Operatori Socio Sanitari;
  • riformare il sistema formativo attraverso percorsi pubblici, uniformi e adeguati all’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale;
  • definire con chiarezza il ruolo dell’OSS nella sanità territoriale;
  • costruire reali percorsi di valorizzazione professionale. 
  • promuovere il recupero, la valorizzazione e la trasmissione del patrimonio professionale e dell’esperienza delle professioni storiche dell’assistenza, affinché possano contribuire ai processi di riforma e all’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale
  • promuovere una revisione dell’attuale percorso di introduzione della figura dell’Assistente Infermiere, valutandone gli effetti sull’organizzazione dell’assistenza, sulla distribuzione delle competenze e sull’equilibrio tra le professioni sanitarie e sociosanitarie

Particolare attenzione merita anche l’introduzione della figura dell’Assistente Infermiere. Pur trattandosi di una figura di interesse sanitario, riteniamo che la sua introduzione, in assenza di un chiaro quadro normativo e organizzativo, possa determinare rilevanti criticità sotto il profilo delle competenze, delle responsabilità professionali e dell’organizzazione dell’assistenza. 

L’assistenza al cittadino non si costruisce sostituendo una figura con un’altra, ma valorizzando il lavoro delle équipe multidisciplinari, nelle quali ogni professione opera nel rispetto del proprio profilo professionale e delle proprie competenze. Ogni innovazione organizzativa deve rafforzare il sistema assistenziale e non creare ulteriori zone di incertezza professionale o sovrapposizioni di competenze.

A tutto ciò si aggiunge una situazione contrattuale non più sostenibile.  I lavoratori della sanità privata attendono il rinnovo del contratto collettivo nazionale da oltre otto anni, mentre nelle Residenze Sanitarie Assistenziali il blocco contrattuale si protrae da quattordici anni.  Migliaia di Operatori Socio Sanitari e di altre figure storiche dell’assistenza continuano a garantire servizi essenziali senza un adeguato riconoscimento economico e professionale. 

È una situazione che mortifica la dignità del lavoro e rischia di compromettere ulteriormente la capacità del sistema di attrarre e mantenere personale qualificato. Non è più accettabile che migliaia di lavoratori continuino a garantire servizi essenziali senza il riconoscimento economico e contrattuale che spetta loro. La dignità del lavoro non può essere subordinata ai tempi della politica o delle trattative. Governo e Parlamento hanno il dovere di intervenire con urgenza.

Da troppo tempo gli Operatori Socio Sanitari vengono ascoltati in occasione di convegni, audizioni e tavoli di confronto senza che tali momenti si traducano in provvedimenti concreti.  L’ascolto è importante, ma non basta. 

Il confronto istituzionale acquista valore soltanto quando produce risultati, riforme e risposte capaci di migliorare realmente il sistema assistenziale.  Per queste ragioni chiediamo l’apertura di un tavolo istituzionale permanente e un incontro urgente con le nostre organizzazioni, affinché sia finalmente possibile costruire, insieme alle istituzioni, una riforma complessiva dell’assistenza che riconosca il ruolo degli Operatori Socio Sanitari e delle professioni storiche dell’assistenza. 

La Federazione Nazionale MIGEP – Stati Generali OSS e il Sindacato SHC OSS non chiedono semplicemente un incontro. Chiedono l’apertura di una nuova stagione di riforme nella quale gli Operatori Socio Sanitari e le professioni storiche dell’assistenza siano finalmente riconosciuti come interlocutori permanenti delle istituzioni.

Non chiediamo privilegi, ma il riconoscimento di un principio fondamentale: nessuna riforma del Servizio Sanitario Nazionale potrà dirsi realmente compiuta se continuerà a essere progettata senza il contributo di chi ogni giorno garantisce assistenza, prossimità e dignità ai cittadini.

La nostra richiesta non è rivolta soltanto al Governo, ma a tutte le forze parlamentari, affinché il futuro dell’assistenza diventi una priorità condivisa, capace di superare le appartenenze politiche e di mettere realmente al centro i cittadini e tutte le professioni che ogni giorno ne garantiscono la cura.

La sanità del futuro non potrà essere costruita attraverso il riconoscimento di una sola professione, ma mediante un progetto condiviso che valorizzi tutte le competenze assistenziali, nel rispetto dei rispettivi ruoli e delle reciproche responsabilità. Siamo pronti a mettere a disposizione delle istituzioni la nostra esperienza, le nostre competenze e le nostre proposte, nella convinzione che il futuro della sanità italiana possa essere costruito solo attraverso un confronto aperto, stabile e partecipato tra tutte le professioni che ne costituiscono l’ossatura assistenziale.

Confidiamo che la presente richiesta possa trovare concreta attenzione e tradursi nell’avvio di un percorso di confronto istituzionale, affinché le istanze rappresentate non rimangano prive di seguito ma possano contribuire alla costruzione delle future politiche dell’assistenza, si porgiamo distinti saluti.

Redazione OssNews24

#OSSnwes24 - OSS - operatore socio sanitario

Clicca MI PIACE sulla nostra pagina:
https://www.facebook.com/OSSnews24


"Seguici sul canale OSSnews24":



Redazione OSSnews24

Operatore Socio Sanitario

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *