Egregi,
in qualità di rappresentanti degli Stati Generali Oss, della Federazione Migep e del sindacato professionale SHC OSS, intendiamo esprimere formale preoccupazione in merito alla decisione di inserire nelle strutture sanitarie e sociosanitarie provinciali la figura dell’assistente infermiere, prevedendo percorsi formativi di almeno 500 ore, nonché la possibilità per gli operatori socio-assistenziali di accedere alla medesima qualifica mediante corsi di almeno 30 ore.
La materia in oggetto si colloca in un quadro normativo e giuridico fortemente incerto e in fieri. A tal proposito occorre ricordare che non risulta ancora sciolto il nodo della copertura assicurativa (Legge Gelli-Bianco 24/2017) non ricomprendente né l’assistente infermiere, né l’oss, che il cronoprogramma stabilito nel piano strategico d’inserimento della nuova figura (approvato dalla Conferenza delle Regioni a novembre 2025) è tuttora in fase di svolgimento e che sono in atto due ricorsi, ai quali prendiamo parte in qualità di Migep, al Tar del Lazio e alla corte Europea di Bruxelles sulla nuova figura di cui si attendono i verdetti.
Pertanto la definizione delle competenze, delle responsabilità professionali, dei limiti operativi, dei percorsi formativi minimi standardizzati e il reperimento delle risorse finanziare appare, allo stato attuale, priva di un assetto uniforme e definitivamente strutturato. Tale situazione genera a nostro avviso incertezza giuridica, normativa e soprattutto formativa.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo formalmente l’interruzione dei corsi di assistente infermiere fino alla risoluzione dei ricorsi amministrativi summenzionati e l’apertura di un confronto istituzionale con le associazioni maggiormente rappresentative degli oss — tra cui gli Stati Generali Oss, la Federazione Migep e il sindacato professionale SHC OSS — affinché si possa finalmente intavolare un dialogo concreto e strutturato per la salvaguardia del sistema sanitario, della qualità assistenziale e della dignità professionale degli operatori.
Riteniamo che ogni riforma organizzativa, se non condivisa con le rappresentanze professionali, rischi di produrre conflitti applicativi, sovrapposizioni di competenze e ricadute negative sia sugli operatori sia sui cittadini. Restiamo pertanto disponibili ad un incontro istituzionale volto ad approfondire il tema sotto il profilo giuridico, organizzativo e formativo, nella convinzione che solo attraverso un confronto serio e partecipato sia possibile costruire un modello realmente sostenibile e rispettoso del sistema sanitario.
Redazione OssNews24
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