Onorevole Ministro,
in questi giorni è cresciuto un forte dibattito sulla nuova figura dell’Assistente Infermiere. Ci preoccupa profondamente che un Ordine professionale che ha ottenuto soltanto il 5% di consenso nelle ultime elezioni decida oggi di parlare e agire a nome di oltre 480.000 infermieri e 300.000 operatori socio-sanitari (OSS), ignorando il dissenso espresso da oltre 17.000 firme contrarie e rifiutando di aprire un confronto ampio e trasparente sulla questione dell’Assistente Infermiere.
Tale atteggiamento, ormai chiaramente evidente, conferma il carattere autoritario e antidemocratico assunto dalla FNOPI, che sembra voler imporre unilateralmente una riforma strutturale del sistema assistenziale e delle professioni sanitarie.
Le Regioni, spinte dalla FNOPI e dagli OPI, stanno già attuando i programmi formativi per la nuova figura dell’Assistente Infermiere; le regioni contestualmente stanno sospendendo la formazione degli OSS in applicazione del DPCM del 28 febbraio, al fine di introdurre il nuovo percorso formativo. Tale scelta, oltre a disattendere lo spirito del sistema assistenziale delineato negli ultimi decenni, contraddice i principi di qualità, competenza e sicurezza che devono ispirare ogni percorso formativo nel Servizio Sanitario Nazionale.
Il 7 novembre, durante il convegno tenutosi a Roma, è emersa una riflessione particolarmente preoccupante tra i professionisti del mondo della sanità. La giornata ha visto la partecipazione della Federazione Europea degli Infermieri (EFN), di un’ampia coalizione di esponenti infermieristici del mondo accademico, di istituzioni di rilievo, della CNAI, della nostra Federazione di categoria OSS e delle Organizzazioni Sindacali, compresa quella degli OSS SHC. È emerso in modo unanime che questa impostazione rischia di produrre gravi disuguaglianze.
Con l’applicazione della nuova norma, molti OSS vedranno disconosciute le competenze acquisite secondo il precedente Accordo Stato-Regioni; altri riceveranno nuove competenze disomogenee, determinando una frammentazione dello stesso profilo e dell’intero sistema assistenziale, compromettendo la sicurezza del paziente.
La figura dell’Assistente Infermiere, così come delineata, appare come un ritorno a una logica di subordinazione e semplificazione, con una formazione di basso livello, priva di adeguata valutazione etica, deontologica e intellettiva. Ciò non solo impoverisce la professione dell’AI, ma mette a rischio la qualità dell’assistenza, trasformando il sistema in un meccanismo in cui si “regala” un titolo, anziché costruire competenze solide, consapevoli e responsabili.
Questo sistema formativo svaluta anche la formazione dei nuovi infermieri e della stessa figura infermieristica. Non è accettabile che, in uno Stato democratico e in un sistema sanitario pubblico, si possa sentire dire che “basta che un Ordine indichi la direzione e non possiamo fare altro che adeguarci”. Questo modo di procedere nega il principio di partecipazione e di pluralismo professionale su cui si fonda il Servizio Sanitario Nazionale, e apre la strada a un modello corporativo e autoreferenziale, dove la rappresentanza di pochi si sostituisce alla volontà di molti. Va inoltre sottolineato che la FNOPI non rappresenta i 300.000 operatori socio-sanitari.
Con la legge 42/1999, l’allora Collegio IPASVI (oggi FNOPI) ha di fatto emarginato migliaia di lavoratori, come gli infermieri generici e le puericultrici, espellendoli progressivamente dal sistema sanitario.
Oggi, lo stesso Ordine pone un veto su ciò che potrebbe essere la naturale evoluzione e l’espressione professionale dell’Operatore Socio-Sanitario, tentando di monopolizzare non solo la formazione dell’OSS e dell’AI, ma anche l’intero sistema assistenziale.
Questa deriva centralizzatrice rappresenta un pericolo reale per il cittadino, perché indebolisce la qualità e la sicurezza dei percorsi di cura e mina alle fondamenta il principio di equilibrio e pluralità professionale su cui si regge il sistema sanitario pubblico.
Onorevole Ministro,
le chiediamo un atto di responsabilità e di coraggio politico. Non si può ripetere l’errore del 1999, quando, alla richiesta di riqualificare gli infermieri generici e le puericultrici, l’allora Ministro Veronesi rispose: “L’IPASVI ha detto no, e io mi attengo.” Non possiamo accettare che, venticinque anni dopo, la storia si ripeta con la FNOPI.
Lei, Ministro, ha il dovere di ascoltare tutte le professioni, anche in considerazione del ricorso attualmente in atto, nell’attesa che venga fatta piena chiarezza.
Non è un gesto contro qualcuno, ma un atto di equilibrio e democrazia, per rimettere al centro il confronto e la qualità. Lei ha il dovere istituzionale di ascoltare e ricevere le professioni che oggi chiedono chiarimenti e di rivedere l’assetto formativo in modo equo e trasparente, compresa la figura dell’OSS, della Puericultrice.
Oggi si rischia di ripetere lo stesso errore, sostituendo al confronto democratico la mera delega di potere alla FNOPI. Le chiediamo dunque di non ripetere quella scelta sbagliata, ma di restituire voce e dignità a tutte le professioni che ogni giorno garantiscono, con fatica e competenza, la tenuta del nostro sistema di cura.
Chiediamo a Lei, Ministro, di intervenire con urgenza, disponendo la sospensione dei percorsi formativi per l’Assistente Infermiere e avviando immediatamente un tavolo tecnico nazionale di confronto con la partecipazione di tutti gli attori, comprese anche le nostre istituzioni, per costruire risposte serie e sostenibili nel rivedere l’intero impianto formativo, che rifletta le necessità dei cittadini e preveda una formazione di livello adeguato attraverso innovativi istituti sociosanitari. Non possiamo accettare che il sistema formativo venga trasformato in un meccanismo dove si regala un titolo invece di costruire sapere e responsabilità.
Migliorare le condizioni di lavoro degli OSS e investire nella valorizzazione delle competenze: tutto questo deve avvenire attraverso un confronto trasparente, partecipato e basato sul merito, nel rispetto dei valori etici, deontologici e professionali che devono guidare la sanità pubblica, poiché è necessario investire sulla qualità formativa e sulla responsabilità professionale.
Quello che si chiede è una riforma fondata su formazione di qualità, sicurezza, responsabilità e merito.
Una riforma che riconosca il valore degli OSS, degli infermieri, dei tecnici e di tutte le figure che sostengono il diritto alla salute. Una riforma che dia dignità a tutte quelle professioni emarginate, come l’infermiere generico e la puericultrice.
Una riforma che restituisca dignità, equilibrio e fiducia a un sistema che appartiene a tutti i cittadini, non a un Ordine o a una corporazione.
Confidando nella Sua sensibilità istituzionale e nella Sua capacità di intervenire con tempestività, rinnoviamo la richiesta di disporre la sospensione dei percorsi formativi per l’Assistente Infermiere, al fine di consentire un confronto trasparente e una revisione equilibrata dell’intero impianto formativo attraverso un tavolo tecnico.
Redazione OssNews24
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