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Migep, SHC e Stati Generali guidano la riforma delle professioni sanitarie: nuove prospettive per gli Operatori Socio Sanitari

Presentazione a Roma del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva: un passo decisivo per una sanità moderna e inclusiva.

ORAZIO SCHILLACI, MINISTRO DELLA SALUTE, ANGELO MINGHETTI, MIGEP

Roma, 10 aprile 2025 – Sala del Mappamondo, Camera dei Deputati.

Si è svolta ieri, presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, la presentazione ufficiale del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul riordino delle professioni sanitarie, condotta dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera. 

Un appuntamento istituzionale di grande rilevanza, che ha rappresentato un’occasione concreta, per riflettere sul futuro dell’intero sistema sanitario nazionale e per dare voce alle esigenze di tutte le professioni che quotidianamente vi operano.

L’indagine e il risultato di circa 4 mesi di lavoro, durante i quali  sono stati ascoltati ben 53 stakeholder, tra cui Ordini delle professioni mediche e sanitarie, sindacati e associazioni rappresentative delle professioni mediche, sanitarie e sociosanitarie, oltre al Direttore Generale delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane del Ministero della Salute, Rappresentanti di Agenas e della Conferenza delle Regioni.

Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri: la Deputata Marta Schifone, promotrice dell’indagine conoscitiva; il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Sottosegretario Marcello Gemmato, laDeputata Elena Carnevali, Ilenia Malavasi e Guida Sportiello. I lavori sono stati presieduti dall’On. Capellacci.

Hanno partecipato tutte le 53 organizzazioni, tra i soggetti protagonisti presenti, anche la Federazione MIGEP, che nel proprio intervento, ha chiesto maggior attrattività per la figura dell’oss, presentando una puntuale analisi della professione mettendo in evidenza le esigenze, le criticità e le proposte degli Operatori Socio Sanitari (OSS), una figura troppo spesso marginalizzata nelle dinamiche politiche e istituzionali, nonostante il ruolo centrale che ricopre al fianco dell’infermiere e nel tessuto dell’assistenza quotidiana. È stata ribadita con determinazione la necessità di avviare una riforma ordinistica o, quantomeno, un processo regolamentato di riconoscimento che separi chiaramente il profilo dell’OSS da quello infermieristico, attribuendogli dignitàprofessionale, autonomia operativa, riconoscimento economico e formazione adeguata.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci nel corso dell’evento di presentazione dell’indagine ha dichiarato: “Ringrazio tutti i soggetti che sono stati coinvolti in questo ampio e importante lavoro che restituisce una accurata fotografia e mette in luce le diverse esigenze riguardanti le professioni sanitarie. Sono questioni complesse e problematiche, che in parte abbiamo ereditato, ma che stiamo affrontando con decisione perché da subito abbiamo ritenuto prioritario valorizzare il capitale umano del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che ricordo resta un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.

Però dobbiamo anche rispondere in maniera efficace ai nuovi bisogni di salute della popolazione. Dobbiamo essere al passo con i tempi per una sanità più moderna, quella che io definisco la sanità del terzo Millennio” Ha poi annunciato: “Con questo obiettivo – grazie anche a questa indagine, frutto del lavoro della Commissione, e all’ascolto delle diverse categorie – abbiamo predisposto un provvedimento normativo di riforma organica per il riordino delle professioni sanitarie che siamo pronti a portare a stretto giro al Consiglio dei Ministri.”

Il messaggio che arriva dalla Commissione è forte e chiaro.

Un documento che rappresenta una visione di medio-lungo periodo. Pur riconoscendo formalmente le criticità che affliggono molte professioni sanitarie, inclusa quella degli OSS, resta ancora distante da una piena valorizzazione normativa e funzionale. L’assenza di riferimenti espliciti alla figura dell’OSS durante la presentazione, nonostante le problematiche siano riportate nel testo, è un segnale che non può passare inosservato. Serve coerenza politica e un impegno chiaro per includere pienamente gli OSS nell’area socio-sanitaria, riconoscendone l’identità e la dignità professionale.

Nel documento si legge chiaramente che “siamo di fronte a una vera e propria emergenza”. Tra le criticità più evidenti, spiccano la drammatica carenza di personale, non solo in termini quantitativi ma anche nella sua distribuzione geografica e qualificazione professionale.

Si parla apertamente di “desertificazione sanitaria”. Una sfida che richiede un sistema assistenziale moderno e centrato sulla valorizzazione del capitolare umano. Un documento molto complesso e importante, si recepisce una la linea politica che vuole affrontare un sistema assistenziale complesso, e che deve rispondere in maniera efficace ai nuovi bisogni di salute della popolazione.

La giornata del 10 aprile ha rappresentato un passaggio storico: l’inserimento della Federazione MIGEP nel documento finale e la sua convocazione come soggetto istituzionalmente legittimato a rappresentare la categoria OSS segnano un primo importante traguardo. Ma la strada da percorrere è ancora lunga.

A complicare ulteriormente il quadro è l’assenza di una pianificazione organica degli stessi professionisti oss che ha generato frammentazione e confusione identitaria. Questo ha spinto molti oss a smarrire la direzione, alimentando un circolo vizioso di disaffezione e instabilità professionale. Negare l’importanza dell’indagine conoscitiva sul riordino delle professioni sanitarie e del suo contenuto equivale a negare l’urgenza di una riforma per l’oss.

Come uscire quindi dall’impasse?

Serve un nuovo approccio sistemico. La priorità ora è l’istituzione di un Registro Nazionale dell’Operatore Socio Sanitario, come indicato nello documento parlamentare, affinchè la Federazione MIGEP possa diventare la voce ufficiale della categoria. Solo attraverso un’azione politica concreta sarà possibile trasformare le aperture istituzionali in riforme reali e durature.

La partecipazione alla presentazione del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul riordino delle professioni sanitarie, ha rappresentato per SHC e per la Federazione MIGEP – Stati Generali OSS un momento di grande rilevanza istituzionale.

Essere presenti in questa importante tappa del percorso di ascolto e ridefinizione delle professioni sanitarie significa portare la voce degli Operatori Socio Sanitari che attende da anni il pieno riconoscimento normativo, senza dimenticare la necessità di affrontare anche il tema della depenalizzazione della professione oss.

È ormai evidente l’impatto crescente della sanità digitale, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie sanitarie avanzate, nei percorsi di cura che nell’organizzazione dei servizi. Anche in questo contesto, la figura dell’oss deve essere parte integrante e attiva.

La professione OSS ha finalmente avuto l’opportunità di essere ascoltata e riconosciuta come componente essenziale nel sistema sanitario nazionale. È un momento della svolta che non deve andare sprecato e segna un cambio di passo, un’occasione da non disperdere. 

Spetta ora a tutti noi – istituzioni, rappresentanze e operatori – continuare a lottare con determinazione per costruire un futuro dignitoso, giusto e valorizzato per tutti gli Operatori Socio Sanitari.

Come sindacato di categoria SHC OSS e come struttura federativaMIGEP- Stati Generali OSS, continueremo a rappresentare con serietà, rispetto e responsabilità le istanze fondamentali: riconoscimento, inquadramento, valorizzazione delle competenze e inclusione nei processi di riforma del sistema salute.

Il nostro impegno è costante: per una sanità che non lasci indietro nessuno.

Federazione Migep – SHC – Stati Generali Oss

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Francesco Greco

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