Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Giulia Proto, ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex operatore socio-sanitario (oss) accusato di interferenze illecite nella vita privata e detenzione di materiale pornografico che ritrae anche soggetti minori.
Secondo la tesi accusatoria, formulata dal pubblico ministero Alessandro Prontera, l’operatore, che lavorava in una struttura di servizi per le dipendenze patologiche facente capo all’Asl Lecce, sarebbe andato oltre i propri compiti di vigilanza, immortalando nei bagni alcune pazienti che dovevano sottoporsi all’esame tossicologico mediante rilascio di un campione di urina.
Tutto era iniziato il 25 agosto dello scorso anno, quando una guardia giurata aveva notato l’oss, 67 anni, residente a Cavallino, sostare per diversi minuti davanti allo schermo collegato alle telecamere di controllo, presumibilmente per filmare quanto accadeva nei bagni. Le indagini, svolte dalla Procura di Lecce con l’ausilio dei carabinieri del Nas, erano partite da una denuncia del personale medico e infermieristico.
Il sequestro del materiale informatico e del cellulare dell’uomo, unito agli accertamenti di un consulente nominato dal pm, avrebbero poi fugato ogni dubbio. Nei dispositivi, infatti, sarebbero stati trovati almeno 97 scatti fotografici effettuati col telefino e un video che immortalava ignare pazienti. Del materiale recuperato farebbe parte anche un filmato che gli inquirenti ritengono “esplicitamente legato a un atteggiamento sessuale” da parte di una ragazza minorenne.
L’ex oss, andato in pensione pochi giorni dopo la denuncia, si è difeso sostenendo di avere problemi di vista e di aver effettuato solo scatti estemporanei per visionare meglio la corretta consegna de campione di urina. La prima udienza avrà luogo il 15 febbraio del 2027 davanti al giudice Fabrizio Malagnino. In aula sarà presente anche l’Asl Lecce, che si è costituita parte civile nel processo.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
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