Tra gli argomenti più delicati nella preparazione di un concorso pubblico per operatori socio-sanitari (OSS) rientrano i diritti della persona assistita, il consenso alle cure, la salute mentale, le cure palliative e la responsabilità sanitaria.
Sono temi che non riguardano soltanto la teoria normativa. L’operatore socio-sanitario entra quotidianamente in contatto con persone fragili, anziane, non autosufficienti o temporaneamente incapaci di provvedere autonomamente alle proprie necessità.
Conoscere i principi che tutelano dignità, autodeterminazione, riservatezza e sicurezza della persona è quindi fondamentale. Anche in questa area è necessario correggere alcune imprecisioni presenti nell’elenco iniziale delle 57 norme.
La Legge 22 dicembre 2017, n. 219 disciplina il consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento. È una delle norme più importanti sui diritti del paziente.
Il principio fondamentale è molto chiaro: nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona interessata, salvo i casi espressamente previsti dalla legge. La norma tutela espressamente vita, salute, dignità e autodeterminazione.
Cosa significa consenso informato?
Il paziente deve ricevere informazioni adeguate sulle proprie condizioni e sui trattamenti proposti affinché possa prendere una decisione consapevole.
La persona può quindi:
Qual è il ruolo dell’OSS?
L’OSS non acquisisce autonomamente il consenso informato medico e non deve sostituirsi al professionista responsabile dell’informazione clinica. Deve però rispettare la volontà della persona e riferire all’équipe eventuali dubbi, rifiuti o richieste manifestate dall’assistito.
Esempio pratico
Una persona rifiuta una procedura assistenziale. L’OSS non deve reagire con frasi come: “Deve farlo perché è stato prescritto”. Deve invece evitare comportamenti coercitivi, cercare di comprendere la situazione e riferire al professionista competente.
Cosa sono le DAT?
DAT significa Disposizioni Anticipate di Trattamento. Consentono a una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere di esprimere anticipatamente le proprie volontà rispetto a determinati trattamenti sanitari, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi.
Domanda da concorso: Quale legge disciplina consenso informato e DAT?
Risposta: Legge 219/2017.
La Legge 15 marzo 2010, n. 38 tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. È una norma particolarmente importante perché riconosce che prendersi cura di una persona non significa soltanto tentare di guarire la malattia.
Quando una patologia non è guaribile, rimangono comunque obiettivi fondamentali: ridurre la sofferenza, controllare i sintomi, garantire dignità, sostenere la persona e accompagnare la famiglia.
Cure palliative e terapia del dolore sono la stessa cosa?
Non esattamente. Le cure palliative costituiscono un insieme di interventi rivolti alla persona affetta da una malattia caratterizzata da evoluzione sfavorevole, quando le terapie finalizzate alla guarigione non sono più appropriate o sufficienti secondo le condizioni previste. La terapia del dolore è invece finalizzata all’individuazione e al trattamento delle forme di dolore. La Legge 38/2010 prevede reti dedicate alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Il ruolo dell’OSS
L’OSS può contribuire in modo significativo al comfort della persona attraverso: igiene, postura, cura dell’ambiente, osservazione, relazione, ascolto e tempestiva segnalazione dei bisogni. Non prescrive terapie antidolorifiche e non modifica autonomamente le terapie.
La Legge 13 maggio 1978, n. 180, conosciuta come Legge Basaglia, rappresenta uno dei momenti più importanti nella storia dell’assistenza psichiatrica italiana. La norma afferma innanzitutto che gli accertamenti e i trattamenti sanitari sono di regola volontari e disciplina i casi nei quali possono essere adottati trattamenti obbligatori, sempre nel rispetto della dignità della persona e dei suoi diritti. (Normattiva) Con la successiva Legge 833/1978 la disciplina della salute mentale e del TSO è stata inserita nell’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
Da ricordare
L. 180/1978 = Legge Basaglia = superamento del modello manicomiale e nuova impostazione dell’assistenza psichiatrica.
Il TSO: cosa deve sapere l’OSS
TSO significa Trattamento Sanitario Obbligatorio.
Nel caso del TSO psichiatrico in condizioni di degenza ospedaliera, la disciplina oggi va letta soprattutto attraverso gli articoli 33, 34 e 35 della Legge 833/1978. Non basta che una persona presenti semplicemente un disturbo psichico.
Sono previste specifiche condizioni e garanzie procedurali. Il provvedimento coinvolge medici, sindaco quale autorità sanitaria locale e giudice tutelare secondo il procedimento previsto dalla legge.
Una novità importantissima dal 2025
La Corte costituzionale, con sentenza n. 76 del 30 maggio 2025, ha rafforzato le garanzie della persona sottoposta a TSO.
La Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 35 della Legge 833/1978 nella parte in cui non prevedeva:
Si tratta di un aggiornamento particolarmente importante per chi affronta un concorso OSS nel 2026.
Cosa non deve fare l’OSS
L’OSS non decide un TSO. Non formula diagnosi psichiatriche. Non decide autonomamente misure coercitive o restrittive. Opera nel rispetto del piano assistenziale, delle procedure e delle indicazioni dei professionisti competenti, mantenendo sempre la dignità della persona al centro dell’assistenza.
Questo riferimento non deve essere memorizzato come normativa di riferimento della salute mentale.
Per un concorso OSS è molto più corretto concentrarsi su:
Nel 2026 va inoltre conosciuta la già citata sentenza della Corte costituzionale n. 76/2025.
La Legge 22 maggio 1978, n. 194 contiene le norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza. La legge riconosce il valore sociale della maternità, tutela la procreazione cosciente e responsabile e disciplina le condizioni e le procedure per l’interruzione volontaria della gravidanza. Nei primi 90 giorni la legge individua specifiche condizioni e procedure per l’accesso all’IVG.
Per l’OSS assumono particolare importanza soprattutto: riservatezza, dignità, non giudizio e rispetto della persona.
Riservatezza
La stessa Legge 194 prevede una specifica tutela rispetto alla divulgazione dell’identità e delle informazioni relative alla persona che ricorre alle procedure previste dalla norma. L’OSS deve quindi mantenere il massimo riserbo.
Un’altra correzione importante.
Nell’elenco era indicato: “D.Lgs. 158/2012 – L. 189/2012 Decreto Balduzzi”.
La dicitura corretta è: Decreto-Legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189.
Quindi: DL, non D.Lgs.
Il Decreto Balduzzi intervenne su numerosi settori sanitari: assistenza territoriale, professioni sanitarie, responsabilità, governo clinico, farmaci, malattie croniche e rare e altri aspetti dell’organizzazione sanitaria. Per i concorsi OSS è utile soprattutto come tappa dell’evoluzione della normativa sulla sicurezza e responsabilità sanitaria.
La Legge 8 marzo 2017, n. 24, conosciuta come Legge Gelli-Bianco, riguarda la sicurezza delle cure e della persona assistita e la responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. Uno dei suoi principi fondamentali è che la sicurezza delle cure costituisce parte integrante del diritto alla salute.
Perché interessa l’OSS?
L’OSS non è una professione sanitaria, ma partecipa al processo assistenziale. Anche il suo comportamento può contribuire alla sicurezza oppure determinare situazioni di rischio.
Pensiamo a:
La prevenzione del rischio clinico è quindi responsabilità dell’intera organizzazione.
Da ricordare
L. 24/2017 = sicurezza delle cure + responsabilità sanitaria + gestione del rischio.
La Legge 25 febbraio 1992, n. 210 prevede forme di indennizzo per soggetti che abbiano riportato determinate menomazioni permanenti in relazione a vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni o somministrazione di emoderivati, alle condizioni previste dalla legge.
Attenzione a una distinzione giuridica importante: indennizzo non significa automaticamente risarcimento del danno. L’indennizzo previsto dalla legge ha una propria disciplina e presupposti specifici.
Per un concorso OSS è sufficiente ricordare soprattutto: L. 210/1992 → indennizzo per determinate conseguenze derivanti da vaccinazioni, trasfusioni ed emoderivati.
Responsabilità dell’OSS: cosa significa davvero
Un errore frequente è pensare: “L’OSS lavora su indicazione degli altri, quindi non ha responsabilità”. È falso. Ogni operatore risponde delle proprie azioni e omissioni secondo le norme applicabili.
L’OSS deve quindi:
Un esempio da prova orale
Durante l’igiene l’OSS rileva che il paziente presenta improvvisamente difficoltà respiratoria. Cosa deve fare?
La risposta corretta non è: “Fa una diagnosi”. E nemmeno: “Aspetta di vedere se passa”.
L’OSS deve interrompere o mettere in sicurezza l’attività secondo necessità, assistere la persona nell’ambito delle proprie competenze e allertare tempestivamente l’infermiere o il professionista responsabile, secondo le procedure della struttura.
Consenso, dignità e riservatezza: tre parole fondamentali
Il candidato dovrebbe memorizzare tre principi.
CONSENSO – La persona non è un oggetto dell’assistenza. Possiede il diritto di partecipare alle decisioni che la riguardano.
DIGNITÀ – Anche una persona totalmente dipendente deve essere assistita rispettandone pudore, identità, valori e volontà.
RISERVATEZZA – Le informazioni conosciute durante l’attività lavorativa non possono diventare argomento di conversazioni inappropriate con colleghi, amici o familiari.
1. Quale legge disciplina consenso informato e DAT?
Legge 219/2017.
2. Cosa significa DAT?
Disposizioni Anticipate di Trattamento.
3. Il paziente può revocare il consenso?
Sì, secondo quanto previsto dalla Legge 219/2017.
4. Quale legge tutela l’accesso alle cure palliative?
Legge 38/2010.
5. Qual è la cosiddetta Legge Basaglia?
Legge 180/1978.
6. TSO significa?
Trattamento Sanitario Obbligatorio.
7. Chi decide autonomamente il TSO: l’OSS?
No.
8. Quale sentenza ha rafforzato nel 2025 le garanzie della persona sottoposta a TSO?
Sentenza Corte costituzionale n. 76/2025.
9. Quale legge disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza?
Legge 194/1978.
10. Il Decreto Balduzzi è un decreto legislativo?
No. È il D.L. 158/2012, convertito dalla L. 189/2012.
11. Qual è la Legge Gelli-Bianco?
Legge 24/2017.
12. Quale legge disciplina l’indennizzo collegato a determinate conseguenze di vaccinazioni e trasfusioni?
Legge 210/1992.
Lo schema da memorizzare
Queste norme hanno un filo conduttore preciso: la persona assistita resta titolare dei propri diritti anche quando è malata, fragile, non autosufficiente o sottoposta a particolari trattamenti sanitari.Per questo motivo il candidato OSS dovrebbe evitare uno studio puramente mnemonico.
Il modo migliore per prepararsi alla prova è collegare ogni norma a una situazione assistenziale concreta. Consenso, riservatezza, rispetto della volontà, dignità, sicurezza e capacità di riconoscere i limiti del proprio ruolo costituiscono infatti principi che possono essere verificati sia attraverso un quiz sia attraverso un caso pratico durante la prova orale.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
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