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Codice Deontologico dell’OSS: facciamo chiarezza

È necessario chiarire innanzitutto cosa si intenda quando si utilizzano espressioni come Carta Etica e Codice Deontologico, perché non è soltanto una questione di parole, ma di natura, funzione ed efficacia del documento.

Il Codice Deontologico, quando è espressione di una professione organizzata in Ordine professionale, costituisce un insieme di principi, doveri e regole di comportamento che disciplinano l’esercizio della professione e che gli iscritti sono tenuti a rispettare. È adottato dagli organismi professionali competenti e la sua violazione può assumere rilevanza anche sul piano disciplinare.

È, ad esempio, il modello delle professioni sanitarie ordinistiche, come quella infermieristica: esistono un percorso formativo universitario e abilitante, un Albo, un Ordine professionale, organismi rappresentativi istituzionalmente riconosciuti e un sistema disciplinare attraverso il quale viene garantito il rispetto delle norme deontologiche.

Questa non è, allo stato attuale, la condizione giuridica dell’Operatore Socio Sanitario.

L’OSS non appartiene a un Ordine professionale, non dispone di un Albo professionale nazionale e il relativo titolo non deriva da una laurea sanitaria abilitante. La formazione dell’OSS trova il proprio quadro negli Accordi tra Stato e Regioni ed è realizzata nell’ambito dei sistemi regionali di formazione secondo la disciplina vigente.

Di conseguenza, oggi non esiste un organismo ordinistico degli OSS al quale l’ordinamento abbia attribuito il potere di adottare un Codice Deontologico ufficiale, generale e vincolante per tutti gli Operatori Socio Sanitari italiani, accompagnato da un autonomo sistema disciplinare professionale.

È anche per colmare questo vuoto di identità, visibilità e rappresentanza che gli Stati Generali OSS stanno lavorando alla costruzione del Registro Nazionale degli Operatori Socio Sanitari. Un progetto che non pretende di sostituirsi a un Albo o a un Ordine professionale, né di attribuirsi funzioni che oggi la legge non riconosce, ma che vuole offrire alla categoria uno strumento attraverso il quale conoscersi, contarsi, riconoscersi e acquisire maggiore forza rappresentativa nei confronti delle Istituzioni.

Il Registro rappresenta quindi un passaggio di un percorso più ampio: rendere finalmente visibile una categoria composta da centinaia di migliaia di lavoratori e costruire le condizioni perché gli OSS possano essere riconosciuti come una comunità professionale con una propria identità, una propria voce e principi etici condivisi.

Prima ancora di attribuire a un documento la denominazione di “Codice Deontologico dell’OSS”, occorre chiarire un’altra questione fondamentale: chi è il soggetto che afferma di parlare a nome degli Operatori Socio Sanitari e quale rappresentanza può effettivamente documentare?

Ed è proprio sul tema della rappresentanza che occorre fare un’ulteriore distinzione.

MIGEP, Stati Generali OSS e SHC OSS operano da anni nella rappresentanza e nella tutela degli Operatori Socio Sanitari, attraverso strutture organizzate, presenza sul territorio e un’interlocuzione continuativa con le Istituzioni, portando le istanze della categoria nei tavoli di confronto e nel dibattito nazionale sul futuro della professione.

Quando un soggetto presenta una proposta con l’ambizione di rivolgersi all’intera categoria, è quindi legittimo chiedere quale sia la sua natura giuridica e statutaria, quali organismi lo rappresentino, quale rappresentatività possa documentare, chi abbia elaborato e approvato il documento e attraverso quale mandato possa parlare a nome degli Operatori Socio Sanitari italiani.

La questione non è impedire a qualcuno di avanzare idee o proposte. Ogni contributo può essere utile al confronto. Ma proporre un documento è una cosa; rappresentarlo come espressione dell’intera categoria è un’altra.

Questo non significa che gli OSS non possano o non debbano avere principi etici e deontologici.

Al contrario, proprio l’importanza assunta dall’OSS nell’assistenza rende indispensabile sviluppare una forte cultura della responsabilità, della dignità della persona, della competenza, della riservatezza, del rispetto dei limiti professionali e della collaborazione con le altre figure.

Ed è precisamente in questo spazio che assume valore una Carta Etica.

La Carta Etica individua principi, valori, responsabilità e comportamenti nei quali gli Operatori Socio Sanitari possono riconoscersi e ai quali possono ispirare il proprio agire professionale. Può diventare uno strumento culturale, formativo e identitario per l’intera categoria, senza pretendere di possedere quella forza normativa e disciplinare propria del Codice Deontologico adottato dall’organismo competente di una professione ordinistica.

La scelta compiuta dal MIGEP

È proprio partendo da questa consapevolezza che la Federazione MIGEP ha sviluppato, fin dal 2001, una riflessione sui principi etici e deontologici dell’Operatore Socio Sanitario, successivamente confluita e sviluppata nella Carta Etica dell’OSS.

La scelta della denominazione “Carta Etica” non diminuisce il valore del documento. Al contrario, ne chiarisce correttamente la funzione rispetto all’attuale collocazione giuridica dell’OSS.

La Carta affronta temi propri dell’etica e della responsabilità professionale: dignità e centralità della persona assistita, doveri dell’operatore, competenza, aggiornamento, riservatezza, correttezza dei comportamenti, rapporti con i colleghi e con le altre professioni, consapevolezza dei propri limiti e responsabilità nell’agire assistenziale.

La Carta Etica dell’OSS elaborata dal MIGEP fu inoltre oggetto di un percorso di confronto e venne deliberata ad Arezzo nell’ambito di un evento scientifico del Forum Risk Management, portando la riflessione sull’etica dell’OSS all’interno di un contesto nazionale dedicato alla qualità, alla sicurezza e all’organizzazione dell’assistenza.

Successivamente è stata portata all’attenzione del Ministero della Salute, diffusa negli anni e utilizzata anche come riferimento nella formazione degli Operatori Socio Sanitari da enti e strutture formative.

Un esempio significativo è rappresentato dall’ASL di Teramo, che nel proprio Regolamento per la formazione dell’Operatore Socio Sanitario ha inserito espressamente tra i riferimenti bibliografici la “Carta Etica dell’OSS – MIGEP”.

La Carta MIGEP ha quindi conosciuto negli anni una diffusione che è andata oltre la dimensione strettamente associativa, diventando uno strumento culturale e formativo messo a disposizione della categoria.

Questo significa riconoscere un dato storico difficilmente cancellabile: la riflessione etica e deontologica dell’OSS esiste da oltre vent’anni e ha già prodotto documenti, esperienze e riferimenti utilizzati anche al di fuori dell’organizzazione che li ha elaborati.

Per questa ragione, presentare oggi una nuova proposta come “il primo Codice Deontologico dell’OSS” rischia di offrire una rappresentazione incompleta della storia e del percorso compiuto dalla categoria.

Non è una gara a chi arriva primo

MIGEP non intende trasformare questa vicenda in una competizione tra associazioni, organizzazioni o gruppi.

Non ci interessa rivendicare una medaglia. La crescita dell’OSS appartiene a tutta la categoria.

Proprio per questo riteniamo necessario non cancellare ciò che è stato costruito negli anni e, contemporaneamente, non attribuire a una singola iniziativa un valore rappresentativo generale che essa, da sola, non può avere.

La proposta pubblicata può rappresentare un contributo al dibattito. Leggiamola, discutiamola e confrontiamola con quanto già esiste.

Ma chiamiamola per quello che è: una proposta di Codice Deontologico sottoposta al confronto della categoria.

Una categoria che ha bisogno di chiarezza

Gli Operatori Socio Sanitari stanno attraversando una delle fasi più delicate della loro storia professionale.

La revisione del profilo, l’evoluzione delle competenze, l’introduzione dell’Assistente Infermiere, le responsabilità crescenti nell’assistenza e la necessità di un maggiore riconoscimento giuridico e professionale impongono chiarezza.

Dobbiamo distinguere ciò che deriva dalla legge da ciò che deriva dai contratti; ciò che rappresenta un atto istituzionale da ciò che costituisce una proposta; ciò che vincola l’intera categoria da ciò che nasce dalla libera iniziativa di un’associazione, di un’organizzazione o di un gruppo.

Questa chiarezza non limita il dibattito. Lo rende più serio.

Costruiamo insieme il futuro dell’etica professionale dell’OSS

Come Federazione MIGEP e Stati Generali OSS riteniamo che il vero obiettivo non debba essere stabilire chi possa appropriarsi della parola “deontologia”, ma costruire un percorso serio, trasparente e realmente partecipato sull’identità etica e professionale dell’Operatore Socio Sanitario.

Mettiamo a confronto ciò che è stato costruito negli ultimi venticinque anni: la Carta Etica MIGEP, le nuove proposte, l’esperienza degli OSS, la formazione e il contributo delle organizzazioni che rappresentano la categoria.

Se davvero si vuole arrivare in futuro a un Codice Deontologico condiviso degli Operatori Socio Sanitari, questo non può nascere dalla semplice pubblicazione di un documento né dalla decisione unilaterale di un singolo soggetto.

Deve essere il risultato di un percorso nel quale la categoria possa riconoscersi.

Il MIGEP continuerà a mettere a disposizione il patrimonio costruito negli anni, a partire dal percorso iniziato nel 2001 e dalla propria Carta Etica dell’OSS.

Non chiediamo ad altri di riconoscere la storia del MIGEP. Sono i documenti a raccontarla.

Chiediamo soltanto che, quando si parla agli OSS di etica, deontologia e futuro professionale, si distingua con chiarezza tra ciò che è una proposta, ciò che è un patrimonio già costruito e ciò che possiede un effettivo riconoscimento istituzionale.

Su questi temi MIGEP è disponibile al confronto con tutti, ma non alla cancellazione della storia.

Non per rivendicare una primogenitura, ma perché costruire il futuro dell’OSS significa anche rispettarne la storia.

E quella storia non comincia oggi.

Federazione Migep  – Stati Generali Oss, Sorrentino Gennaro

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Francesco Greco

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