Chi prepara un concorso pubblico per operatori socio-sanitari (OSS) deve conoscere non soltanto l’organizzazione degli ospedali e del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche il sistema dei servizi sociali e sociosanitari.
L’operatore socio-sanitario, infatti, può lavorare in ospedale, sul territorio, nell’assistenza domiciliare e nelle strutture residenziali e semiresidenziali. È quindi importante comprendere come sanità e assistenza sociale si integrano nella presa in carico della persona. Prima di entrare nel merito è però necessario correggere alcune imprecisioni presenti in molti elenchi di studio che circolano online.
La Legge 12 febbraio 1968, n. 132, conosciuta come Riforma Mariotti, rappresenta una tappa storica fondamentale dell’organizzazione ospedaliera italiana. Attenzione però: non è corretto definirla semplicemente una “riforma delle IPAB”.
La legge riguardava principalmente gli enti ospedalieri e l’assistenza ospedaliera. Prima dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, avvenuta dieci anni dopo con la Legge 833/1978, il sistema sanitario italiano era molto diverso da quello attuale. La Riforma Mariotti contribuì al processo di trasformazione degli ospedali, riconoscendo agli enti ospedalieri una specifica configurazione giuridica.
Cosa ricordare al concorso
L. 132/1968 = Riforma Mariotti = riforma ospedaliera. È soprattutto una norma di interesse storico.
Domanda possibile: Quale legge è conosciuta come Riforma Mariotti?
Risposta: Legge 132/1968.
Anche la Legge 386/1974 va collocata nel processo storico che porterà alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale. La legge riguarda l’estinzione dei debiti degli enti mutualistici nei confronti degli enti ospedalieri, il finanziamento della spesa ospedaliera e l’avvio del superamento del sistema mutualistico.
Non è quindi corretto sintetizzarla genericamente come “trasferimento delle funzioni degli enti assistenziali”. Per un candidato OSS questa legge ha un’importanza prevalentemente storico-evolutiva.
Il percorso da ricordare può essere sintetizzato così:
sistema mutualistico → riforme degli anni Sessanta e Settanta → Legge 833/1978 → nascita del SSN.
Cosa ricordare
Non è necessario imparare ogni dettaglio finanziario della legge. È molto più utile comprendere il suo ruolo nel progressivo superamento del precedente sistema mutualistico.
Questa è invece una delle norme più importanti dell’intera area. La Legge 8 novembre 2000, n. 328 è la “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. L’obiettivo è costruire un sistema coordinato capace di sostenere le persone e le famiglie nelle situazioni di bisogno e fragilità.
La legge valorizza l’integrazione tra diversi soggetti istituzionali e sociali e attribuisce un ruolo fondamentale agli enti territoriali. Per l’OSS è particolarmente importante perché molte persone assistite presentano contemporaneamente bisogni sanitari, assistenziali e sociali. Pensiamo, per esempio, a una persona anziana non autosufficiente che necessita di assistenza sanitaria, aiuto nell’igiene personale, sostegno familiare, assistenza domiciliare e interventi sociali.
Il sistema integrato
La risposta ai bisogni della persona non può essere frammentata. Sanità, Comuni, servizi sociali e altri soggetti devono concorrere, secondo le rispettive competenze, alla costruzione della risposta assistenziale.
Cosa ricordare al concorso
La Legge 328/2000 richiama concetti fondamentali quali:
Domanda da concorso: Qual è la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali?
Risposta: Legge 328/2000.
La norma riguarda le professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, oltre alla delega per l’istituzione dei relativi ordini professionali.
Cosa sono le RSA?
Le Residenze Sanitarie Assistenziali sono strutture destinate, secondo la disciplina sanitaria e regionale applicabile, all’assistenza di persone che necessitano di prestazioni sanitarie e assistenziali e che non possono essere adeguatamente assistite al proprio domicilio.
L’organizzazione concreta delle RSA dipende anche dalla normativa regionale. Per l’OSS è molto più importante conoscere il funzionamento generale di queste strutture che associare erroneamente la loro nascita alla Legge 43/2006.
Il ruolo dell’OSS in RSA
L’OSS può contribuire, nell’ambito delle proprie competenze e dell’organizzazione del servizio, a:
L’OSS non sostituisce le professioni sanitarie e deve operare nel rispetto delle competenze attribuitegli.
Il DPCM 14 febbraio 2001 è un riferimento molto importante per comprendere l’integrazione sociosanitaria. Il provvedimento contiene l’atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni sociosanitarie.
Il concetto fondamentale è semplice: alcuni bisogni della persona non possono essere affrontati separando rigidamente la componente sanitaria da quella sociale. Un anziano con demenza, una persona con grave disabilità o un paziente non autosufficiente possono avere contemporaneamente bisogno di cure sanitarie e sostegno assistenziale e sociale.
Tre concetti da conoscere
Nel sistema vengono distinte, in particolare:
Prestazioni sanitarie a rilevanza sociale – Sono attività finalizzate alla promozione della salute, prevenzione, individuazione, rimozione e contenimento degli esiti degenerativi o invalidanti di patologie.
Prestazioni sociali a rilevanza sanitaria – Sono attività del sistema sociale dirette a sostenere la persona in condizioni di bisogno che possono incidere sullo stato di salute.
Prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria – Sono caratterizzate da una particolare rilevanza terapeutica e intensità della componente sanitaria.
Questa distinzione può essere oggetto di domande nei concorsi.
Un esempio concreto: l’anziano non autosufficiente
Immaginiamo una persona di 85 anni con difficoltà motorie, diabete, decadimento cognitivo e impossibilità della famiglia a garantire assistenza continua. Il problema non è esclusivamente medico.
La persona può avere bisogno contemporaneamente di: assistenza infermieristica, controllo delle condizioni cliniche, aiuto nell’igiene, alimentazione, mobilizzazione, prevenzione delle complicanze dell’immobilità, sostegno sociale e supporto alla famiglia.
È proprio in situazioni come questa che emerge il significato dell’integrazione sociosanitaria. L’OSS rappresenta una figura importante nell’assistenza quotidiana perché opera vicino alla persona e collabora con gli altri componenti dell’équipe.
RSA, ADI e territorio: cosa deve sapere l’OSS
Nei concorsi può essere utile distinguere alcuni contesti assistenziali.
La RSA offre assistenza residenziale a persone che presentano bisogni sanitari e assistenziali secondo i requisiti e i modelli organizzativi previsti.
L’assistenza domiciliare porta invece interventi e prestazioni al domicilio della persona, evitando quando possibile il ricorso improprio all’ospedalizzazione o all’istituzionalizzazione.
I servizi semiresidenziali, come determinate tipologie di centri diurni, permettono alla persona di ricevere assistenza durante una parte della giornata mantenendo il proprio domicilio.
La parola chiave è “presa in carico”
Uno dei concetti che un candidato dovrebbe imparare bene è quello della presa in carico. Assistere una persona fragile non significa limitarsi alla singola prestazione.
Significa considerare globalmente i suoi bisogni e costruire, attraverso i professionisti e i servizi competenti, un percorso assistenziale appropriato. L’OSS partecipa a questo processo nell’ambito delle proprie attribuzioni, collaborando con l’équipe e riferendo le informazioni rilevanti osservate durante l’assistenza.
Per ricordare questa parte del programma possiamo associare ogni riferimento a una parola chiave:
Una domanda particolarmente insidiosa potrebbe essere: “La Legge 43/2006 ha istituito la figura dell’OSS o le RSA?” La risposta è no. La figura dell’operatore socio-sanitario trova il suo fondamentale riferimento nazionale nell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001.
La preparazione normativa per un concorso OSS non dovrebbe trasformarsi in un esercizio di memoria basato esclusivamente su numeri e anni. Il candidato dovrebbe comprendere soprattutto il filo logico dell’evoluzione dell’assistenza italiana.
Dalla riforma degli ospedali si è arrivati al Servizio Sanitario Nazionale; successivamente si sono sviluppati modelli sempre più orientati all’integrazione tra ospedale, territorio, servizi sanitari e servizi sociali. Ed è proprio in questo sistema che l’Operatore Socio-Sanitario svolge la propria attività accanto alle persone più fragili.
Redazione OssNews24
Fonte: Nurse Times
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