Egregio Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
abbiamo appreso con attenzione e profondo rispetto il Suo intervento in occasione del centenario della Giornata internazionale dell’infermiere, accogliendo con sincera condivisione il Suo messaggio sulla dignità della cura rivolto a tutti coloro che ogni giorno operano nella sanità italiana.
Le Sue parole hanno richiamato il valore umano, professionale e sociale di chi ogni giorno opera nella sanità italiana con spirito di servizio, responsabilità e dedizione verso le persone più fragili. Un richiamo ai principi della dignità umana, della solidarietà e della coesione sociale che sentiamo profondamente vicino anche al lavoro quotidiano degli operatori socio-sanitari (oss).
Ci sono infatti presenze che non fanno rumore, ma senza le quali il Paese si fermerebbe. Sono le presenze silenziose degli oss: donne e uomini che ogni giorno operano nelle corsie, nei reparti, nelle case di cura, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali e nelle strutture per la salute mentale con discrezione, umanità e senso del dovere.
Non hanno in mano la penna del protagonismo, ma l’arte dell’assistenza. Noi non siamo quasi mai sotto i riflettori. Non apriamo i telegiornali, non cerchiamo visibilità, non occupiamo le prime pagine. Eppure siamo lì, accanto alle persone fragili, agli anziani, ai malati, a chi soffre, a chi perde autonomia, a chi ha bisogno, sempre con abnegazione e professionalità. La nostra forza è nel gesto quotidiano. Nella pazienza. Nella capacità di esserci anche nei momenti più difficili.
Durante gli anni della pandemia l’Italia ha scoperto il valore del personale socio-sanitario. Tuttavia, quel sacrificio non sempre è stato adeguatamente riconosciuto, ricordato o valorizzato nelle commemorazioni pubbliche. Ma quella dedizione non è mai terminata. Gli oss continuano ancora oggi, spesso nel silenzio generale, a sostenere una parte fondamentale della sanità italiana e della dignità delle persone.
Come Migep – Stati Generali Oss e sindcato SHC OSS, sentiamo il dovere di ricordare che dietro ogni cura esiste sempre una relazione umana e che molto spesso quella relazione passa proprio attraverso la presenza dell’operatore socio-sanitario. Essere oss significa entrare nella vita delle persone con rispetto. Significa esserci nei momenti più delicati della sofferenza, della fragilità e della perdita di autonomia. Significa custodire dignità, ascoltare silenzi e offrire umanità attraverso i gesti più semplici e concreti dell’assistenza.
Presidente, il Suo costante richiamo ai valori costituzionali della solidarietà e della centralità della persona rappresenta anche il senso più profondo del nostro lavoro quotidiano. Noi oss continueremo a esserci.
Per questo motivo sarebbe per noi motivo di grande orgoglio se il prossimo 29 maggio, in occasione della Giornata nazionale dell’operatore socio-sanitario, Lei potesse rivolgere un pensiero anche ai circa 350mila oss italiani, che con dedizione, umiltà e senso del dovere rappresentano una colonna silenziosa ma indispensabile del nostro sistema di assistenza e cura, affinché il loro impegno possa trovare un sempre maggiore riconoscimento istituzionale, umano e professionale.
Redazione OssNews24
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