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Puglia, le proposte di Migep, Stati Generali Oss e SHC per migliorare la formazione degli operatori socio-sanitari

Di seguito il contributo inviato da Fondazione Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC ai dipartimenti competenti in materia di Formazione e Salute della Regione Puglia.

A seguito del confronto avviato nell’ambito del tavolo tecnico regionale, Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC intendono sottoporre all’attenzione della Regione Puglia alcune proposte operative, raccogliendo l’invito a contribuire all’individuazione di soluzioni concrete per il miglioramento del sistema formativo degli operatori socio-sanitari.

Riteniamo che il percorso istituzionale intrapreso rappresenti un’importante occasione per affrontare criticità che da tempo interessano la formazione OSS e che non possono essere risolte esclusivamente attraverso l’adeguamento delle convenzioni di tirocinio o la revisione degli adempimenti amministrativi.

L’applicazione del DPCM 25 marzo 2025 e la predisposizione del nuovo Regolamento regionale dovrebbero rappresentare l’opportunità per costruire un sistema formativo più rigoroso, trasparente e uniforme, nel quale la qualità della preparazione professionale costituisca il principale criterio di riferimento.

Nel corso del confronto abbiamo evidenziato la necessità di rafforzare i controlli sugli organismi formativi, verificare preventivamente i requisiti dei docenti, garantire l’effettivo svolgimento delle attività teoriche e pratiche e prevenire il ripetersi di irregolarità, comprese quelle relative ad attestati non autentici e a percorsi organizzati da soggetti privi delle necessarie autorizzazioni.

Tali criticità non devono determinare una generalizzata sfiducia verso il sistema formativo, ma richiedono risposte istituzionali capaci di tutelare gli organismi che operano correttamente, i corsisti che investono nella propria preparazione e le strutture che successivamente impiegano gli OSS.

La formazione non può essere valutata soltanto attraverso il numero dei corsi attivati o degli attestati rilasciati. Deve essere verificata la preparazione effettivamente acquisita, la qualità dell’insegnamento, la regolarità dei tirocini e la corrispondenza tra le competenze sviluppate e i bisogni assistenziali. È necessario passare da un sistema prevalentemente fondato sugli adempimenti formali a un modello basato sulla prevenzione delle irregolarità, sulla qualità dei percorsi e sulla verifica dei risultati.

Trasformazione del tavolo tecnico regionale in cabina di regia permanente

Alla luce delle criticità emerse e della disponibilità al confronto manifestata dalla Regione Puglia, proponiamo che l’attuale Tavolo tecnico venga trasformato, mediante un apposito provvedimento regionale, in una Cabina di Regia permanente per la qualità, il controllo e il miglioramento della formazione OSS.

Non chiediamo l’istituzione di un ulteriore organismo burocratico, ma la continuità di un percorso istituzionale già avviato, affinché le questioni affrontate non rimangano circoscritte alla fase transitoria o all’approvazione del nuovo Regolamento regionale.

La cabina di regia dovrebbe essere coordinata dai dipartimenti regionali competenti in materia di formazione e sanità, con il coinvolgimento delle aziende sanitarie, dei soggetti istituzionali interessati, degli organismi formativi autorizzati, delle istituzioni scolastiche competenti e delle rappresentanze degli operatori socio-sanitari, tra cui Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC.

Riteniamo fondamentale garantire la partecipazione diretta delle rappresentanze OSS, affinché le scelte relative alla preparazione professionale, ai tirocini e all’evoluzione della figura siano affrontate anche attraverso il contributo di chi conosce concretamente le attività assistenziali e le criticità dei luoghi di lavoro.

La cabina di regia dovrebbe svolgere funzioni consultive, propositive e di monitoraggio, senza sovrapporsi alle competenze amministrative, autorizzative e ispettive degli uffici regionali. Proponiamo incontri periodici, gruppi di approfondimento sulle principali criticità e una relazione semestrale sullo stato della formazione OSS, con indicazione degli interventi realizzati, delle problematiche ancora presenti e delle misure correttive da adottare.

La trasformazione del tavolo tecnico dovrebbe avvenire valorizzando le strutture e le competenze già disponibili, senza prevedere compensi o indennità di partecipazione e compatibilmente con le risorse organizzative esistenti. La cabina di regia dovrà diventare il luogo permanente nel quale prevenire le criticità, individuare soluzioni e accompagnare l’evoluzione della formazione OSS nella Regione Puglia.

Proposte operative

1. Controlli rigorosi sugli organismi formativi e sulle autorizzazioni – Proponiamo un rafforzamento delle verifiche preventive sugli organismi che intendono organizzare corsi OSS, distinguendo chiaramente l’accreditamento generale dell’ente dalla specifica autorizzazione del percorso formativo.

Prima dell’avvio di ogni corso dovranno essere verificati l’idoneità delle sedi, la disponibilità delle attrezzature e dei laboratori, la conformità del programma didattico, i requisiti del personale docente e la regolarità delle convenzioni di tirocinio.

Chiediamo che la Regione renda disponibile un elenco pubblico e costantemente aggiornato dei corsi effettivamente autorizzati, indicando l’organismo responsabile, la sede, il provvedimento autorizzativo e un codice identificativo regionale. Questo permetterebbe ai cittadini di verificare, prima dell’iscrizione e del pagamento delle quote, se il percorso formativo sia regolarmente autorizzato.

Proponiamo inoltre controlli durante lo svolgimento dei corsi, verifiche documentali e ispezioni presso le sedi formative, secondo le competenze e le procedure previste dalla normativa vigente. Le irregolarità accertate dovranno comportare l’applicazione delle misure amministrative previste dall’ordinamento, comprese, nei casi consentiti, la sospensione o la revoca dell’autorizzazione.

2. Requisiti professionali dei docenti e qualità dell’insegnamento – La qualità della formazione deve partire dalla preparazione di chi insegna. Proponiamo che la Regione definisca criteri uniformi e verificabili per l’individuazione dei docenti, in relazione alle discipline affidate e nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa nazionale.

Gli organismi formativi dovranno presentare preventivamente i titoli di studio, le qualifiche, i curricula professionali e le esperienze dei docenti incaricati. Dovrà essere verificata la corrispondenza tra la preparazione posseduta e le materie insegnate, evitando l’affidamento di attività didattiche a personale privo di adeguate competenze.

Riteniamo inoltre necessario controllare l’effettivo svolgimento delle lezioni, la qualità delle attività pratiche e l’adeguatezza delle metodologie didattiche. Proponiamo che gli OSS con esperienza documentata possano essere valorizzati nelle attività di insegnamento pratico attinenti al proprio profilo, nei limiti consentiti dalle disposizioni applicabili.

3. Coinvolgimento degli istituti scolastici a indirizzo sociosanitario – Proponiamo che la Regione Puglia valuti il coinvolgimento degli istituti scolastici statali a indirizzo sociosanitario nell’organizzazione dei percorsi formativi OSS. Queste istituzioni possono rappresentare una risorsa per la disponibilità di ambienti didattici, laboratori, docenti qualificati e competenze formative già presenti sul territorio.

Il coinvolgimento potrebbe avvenire attraverso specifici accordi istituzionali e nel rispetto delle procedure di autorizzazione previste, senza attribuire automaticamente agli istituti scolastici la facoltà di rilasciare la qualifica OSS. Riteniamo che la cabina di regia debba approfondire questa possibilità, valutando come utilizzare strutture pubbliche già disponibili e favorire una maggiore integrazione tra istruzione, formazione professionale e bisogni del sistema sociosanitario.

4. Istituzione del Registro regionale obbligatorio degli operatori socio-sanitari – Proponiamo l’istituzione di un Registro regionale obbligatorio degli operatori socio-sanitari, gestito dalla Regione Puglia, finalizzato alla ricognizione degli OSS qualificati e alla verifica dell’autenticità dei titoli professionali. La proposta intende sviluppare quanto previsto dall’articolo 3, comma 5, dell’Accordo recepito dal DPCM 25 marzo 2025, relativo alla pubblicazione regionale degli elenchi degli attestati rilasciati.

Riteniamo necessario che il sistema non si limiti ai nuovi attestati, ma consenta di ricostruire progressivamente anche le qualifiche conseguite negli anni precedenti e quelle ottenute presso altre Regioni da lavoratori che operano in Puglia. Il Registro dovrebbe contenere i dati identificativi strettamente necessari, gli estremi del titolo conseguito, l’ente che lo ha rilasciato e le informazioni utili a verificarne l’autenticità.

Proponiamo che le aziende sanitarie, le strutture private, le RSA, le cooperative sociali e gli altri datori di lavoro legittimati possano accedere a un sistema regionale di verifica, attraverso procedure sicure e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. L’inserimento nel Registro dovrebbe essere gratuito per gli OSS e avvenire attraverso modalità semplificate, valorizzando i dati già in possesso delle amministrazioni.

L’obbligatorietà della registrazione dovrà essere definita attraverso gli strumenti normativi competenti, senza trasformare il Registro in un albo professionale o introdurre, in assenza di una specifica base normativa, nuovi requisiti per poter esercitare l’attività. Il Registro dovrà rappresentare uno strumento di garanzia per i cittadini, per le aziende e per gli OSS regolarmente qualificati, contribuendo a contrastare il fenomeno degli attestati falsi o irregolari.

5. Valorizzazione del titolo professionale di operatore socio-sanitario – Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC ritengono necessario avviare una riflessione istituzionale sulla denominazione del titolo rilasciato al termine del percorso formativo degli operatori socio-sanitari.

L’attuale denominazione di attestato di qualifica identifica correttamente il titolo previsto dall’ordinamento vigente, ma non esprime pienamente, sul piano del riconoscimento professionale, la complessità della preparazione teorica, pratica e assistenziale richiesta per operare nei diversi contesti sanitari e sociosanitari.

Riteniamo pertanto opportuno promuovere, presso le istituzioni nazionali competenti e nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, una proposta di evoluzione della denominazione verso il “titolo professionale di operatore socio-sanitario (OSS)”.

La proposta nasce dall’esigenza di attribuire maggiore riconoscibilità istituzionale al percorso formativo, valorizzando l’impegno richiesto ai corsisti, le conoscenze acquisite, le attività pratiche, il tirocinio e il superamento dell’esame finale.

Non intendiamo introdurre un diploma scolastico, creare una nuova figura professionale o modificare automaticamente il valore giuridico del titolo, ma promuovere una denominazione maggiormente rappresentativa dell’identità professionale dell’OSS.

Chiediamo pertanto che la Regione Puglia, attraverso la cabina di regia permanente, valuti questa proposta e si faccia promotrice di un confronto nelle sedi istituzionali competenti, affinché anche la denominazione del titolo possa accompagnare il processo di evoluzione e valorizzazione degli OSS.

6. Qualità dei tirocini e controllo delle strutture ospitanti – Proponiamo che tutte le convenzioni di tirocinio prevedano un progetto formativo individuale, obiettivi di apprendimento definiti e modalità uniformi di registrazione e valutazione delle attività. Le strutture ospitanti dovranno garantire condizioni organizzative adeguate, la presenza delle figure incaricate dell’affiancamento e il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza.

Particolare attenzione dovrà essere riservata all’effettivo svolgimento delle 450 ore di tirocinio previste dal percorso, comprese almeno 150 ore in contesto sanitario. Le ore di tirocinio non dovranno essere considerate un semplice adempimento numerico, ma un’esperienza formativa concreta e verificabile. Chiediamo inoltre che venga espressamente escluso l’utilizzo dei tirocinanti per sostituire personale in servizio o compensare carenze di organico.

7. Riconoscimento degli OSS esperti come guide di tirocinio – Riteniamo necessario valorizzare l’esperienza degli OSS che, quotidianamente, contribuiscono all’inserimento e alla preparazione pratica dei futuri operatori. Proponiamo che la Regione individui criteri omogenei per il riconoscimento degli OSS esperti quali guide di tirocinio, sulla base dell’esperienza documentata, delle competenze professionali e dell’idoneità all’affiancamento.

Tale funzione dovrà essere distinta da quella del tutor, nel rispetto dei requisiti previsti dal DPCM 25 marzo 2025. La preparazione delle guide potrà essere sostenuta attraverso specifiche attività formative, utilizzando prioritariamente le risorse già disponibili presso aziende sanitarie e organismi formativi. Riteniamo inoltre necessario che l’attività di affiancamento venga organizzata in modo da non determinare ulteriori sovraccarichi lavorativi per gli OSS coinvolti.

8. Tirocinio dei lavoratori già occupati – Chiediamo che siano chiarite in modo uniforme le modalità di svolgimento del tirocinio per i corsisti già occupati, affinché venga garantita una reale separazione tra attività lavorativa e attività formativa. La possibilità di effettuare parte del tirocinio presso la struttura di appartenenza non dovrà tradursi nel riconoscimento automatico delle normali ore di lavoro come ore formative.

Proponiamo registrazioni distinte, orari documentati e controlli sull’effettivo svolgimento delle attività previste dal progetto formativo. Dovranno inoltre essere rispettate le disposizioni in materia di sicurezza e riposi, evitando che il percorso formativo determini condizioni di eccessivo affaticamento.

9. Formazione continua e valorizzazione dell’esperienza professionale – Proponiamo che la Regione promuova criteri uniformi per la formazione continua degli OSS, favorendo il coinvolgimento delle aziende sanitarie, delle strutture sociosanitarie e degli organismi formativi autorizzati. L’aggiornamento dovrà riguardare l’evoluzione dei bisogni assistenziali, la sicurezza, la prevenzione dei rischi, la relazione con la persona assistita e le competenze proprie del profilo professionale.

Riteniamo inoltre necessario valorizzare l’esperienza maturata dagli OSS attraverso percorsi di aggiornamento coerenti con le attività effettivamente svolte. La cabina di regia potrà contribuire a individuare priorità formative comuni, evitando duplicazioni e favorendo l’utilizzo delle opportunità già disponibili.

10. Sostegno all’accesso alla formazione – Proponiamo di valutare strumenti di sostegno per i corsisti che incontrano difficoltà economiche nell’accesso alla formazione OSS. Potranno essere promossi accordi con organismi formativi, fondazioni e altri soggetti interessati per prevedere borse di studio, riduzioni delle quote di iscrizione o agevolazioni economiche.

Le misure dovranno essere sostenute attraverso risorse esterne o finanziamenti già disponibili, senza introdurre nuovi obblighi di spesa per la Regione. L’obiettivo è favorire l’accesso alla formazione senza ridurre gli standard qualitativi richiesti.

11. Tempi certi per il nuovo Regolamento regionale e monitoraggio delle criticità – Riteniamo necessario conoscere i tempi previsti per l’adozione del nuovo Regolamento regionale, evitando che la fase transitoria diventi una condizione permanente. Proponiamo che la Regione definisca un cronoprogramma delle attività necessarie all’adeguamento della disciplina regionale al DPCM 25 marzo 2025.

La cabina di regia permanente dovrà accompagnare tale percorso, individuando le criticità applicative e formulando proposte correttive sulla base delle verifiche effettuate dagli uffici competenti. Gli interventi dovranno essere distinti tra quelli immediatamente realizzabili mediante gli strumenti amministrativi esistenti e quelli che richiedono modifiche regolamentari o iniziative presso le istituzioni nazionali.

Conclusioni

Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC ritengono che il percorso avviato con la Regione Puglia possa rappresentare un’importante occasione per migliorare concretamente la formazione degli operatori socio-sanitari. Le proposte presentate nascono dalla necessità di affrontare criticità reali, rafforzare la vigilanza sugli organismi formativi, garantire la preparazione dei docenti, valorizzare gli OSS esperti, assicurare tirocini effettivi e introdurre strumenti affidabili di verifica dei titoli professionali.

Non chiediamo di aumentare indiscriminatamente gli adempimenti amministrativi, ma di rendere più efficace il sistema attraverso controlli preventivi, responsabilità chiaramente individuate e procedure trasparenti. La proposta del Registro regionale obbligatorio assume particolare importanza perché permetterebbe di collegare il percorso formativo al controllo dell’autenticità del titolo, offrendo alle strutture assistenziali maggiori garanzie nella verifica delle qualifiche.

Allo stesso tempo, riteniamo che la qualità della formazione debba essere accompagnata da un percorso di valorizzazione dell’identità professionale dell’OSS, senza creare improprie equiparazioni con altri titoli o professioni. Per queste ragioni chiediamo che l’attuale Tavolo tecnico regionale venga trasformato in una Cabina di Regia permanente, capace di coordinare le proposte, monitorare le criticità e accompagnare l’attuazione del nuovo Regolamento regionale.

La Regione Puglia può contribuire alla costruzione di un modello nel quale la formazione OSS non sia soltanto un percorso finalizzato al conseguimento di un titolo, ma una garanzia di preparazione, competenza e responsabilità nei confronti delle persone assistite. La qualità dell’assistenza comincia dalla qualità della formazione. E la qualità della formazione deve essere garantita attraverso regole chiare, controlli effettivi e il coinvolgimento diretto degli operatori socio-sanitari.

Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC confermano la propria disponibilità a collaborare con la Regione Puglia per approfondire le proposte e individuare le modalità di attuazione più sostenibili, valorizzando prioritariamente le strutture e le risorse già disponibili.

Redazione OssNews24

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