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Stabilizzazioni oss in Sardegna: protesta contro le esclusioni

Oltre cento operatori socio-sanitari hanno manifestato a Cagliari. USB chiede alla Regione di includere anche i lavoratori assunti tramite agenzia.

Oltre cento operatori socio-sanitari (oss) provenienti da diverse aree della Sardegna hanno partecipato il martedì 27 ottobre a un presidio davanti all’assessorato regionale alla Sanità, a Cagliari. Lo comunica l’organizzazione sindacale USB Pubblico Impiego Sanità.

Al centro della protesta, che anticipa lo sciopero del 30 ottobre, la richiesta di modificare il disegno di legge regionale sulle stabilizzazioni, affinché siano individuati percorsi di accesso al lavoro stabile anche per gli oss che hanno prestato servizio nelle strutture pubbliche attraverso agenzie di somministrazione. La vertenza riguarda professionisti che hanno contribuito al funzionamento dei servizi sanitari anche durante l’emergenza pandemica, ma che, secondo il sindacato, rischiano di rimanere esclusi dai percorsi attualmente previsti.

La posizione di USB Sanità Sardegna

“Questa vertenza nasce per dare risposte agli oss che hanno lavorato nel periodo più brutto della sanità, quello pandemico – spiega Gianfranco Angioni, referente di USB Sanità Sardegna -. Il provvedimento regionale adottato a settembre mette in moto la stabilizzazione degli oss a tempo determinato in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere, ma esclude chi ha prestato servizio in somministrazione”.

Per il sindacato, uno spiraglio arriva dalla Legge nazionale 174 del 5 ottobre 2026, che ha convertito il Decreto-legge 144/2026. La norma consente alle amministrazioni pubbliche, per le selezioni non dirigenziali bandite entro il 31 dicembre 2027, di riservare fino al 20% dei posti o di valorizzare l’esperienza professionale. Possono beneficiarne i lavoratori in possesso dei requisiti di servizio indicati dalla legge e che abbiano operato nello stesso profilo presso l’amministrazione che bandisce la selezione.

“Abbiamo chiesto alla Regione Sardegna di adottare subito questo nuovo dispositivo nazionale – afferma Angioni – ma l’assessorato non ci ha risposto. Rivendichiamo il diritto a un percorso di stabilizzazione anche per questi operatori. Il superamento del precariato non può essere soltanto uno slogan. Non chiediamo scorciatoie, ma regole chiare, criteri trasparenti e pari opportunità. La mobilitazione proseguirà finché non arriveranno risposte concrete e interventi verificabili”.

Legge 174/2026: quali opportunità per gli oss precari?

Un elemento centrale della vertenza riguarda dunque la Legge 5 ottobre 2026, n. 174, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre. Il provvedimento ha convertito, con modificazioni, il Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, introducendo disposizioni che interessano anche la valorizzazione dell’esperienza professionale maturata attraverso contratti flessibili.

In particolare, l’articolo 1, comma 15-sexies, del decreto-legge convertito consente alle pubbliche amministrazioni, nelle procedure selettive per personale non dirigenziale indette entro il 31 dicembre 2027, di prevedere:

  • una riserva non superiore al 20% dei posti messi a concorso;
  • in alternativa, la valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita.

La disposizione comprende, alle condizioni previste dalla norma, anche i rapporti di lavoro tramite agenzie di somministrazione. Per accedere a questi strumenti occorre aver maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni, con contratti flessibili nel medesimo profilo professionale presso l’amministrazione che bandisce la selezione.

È necessario precisare che la legge non dispone una stabilizzazione automatica degli oss in somministrazione. La norma attribuisce alle amministrazioni una facoltà da esercitare attraverso procedure selettive e nel rispetto dei requisiti previsti.

Stabilizzazione e concorso pubblico: due percorsi da distinguere

La distinzione è fondamentale per comprendere la portata delle rivendicazioni sindacali. Una stabilizzazione diretta e una procedura concorsuale con riserva di posti non costituiscono strumenti equivalenti.

Nel primo caso, l’assunzione avviene attraverso un percorso straordinario disciplinato da specifiche disposizioni normative. Nel secondo, il lavoratore partecipa a una selezione pubblica nella quale possono essere previste riserve o forme di valorizzazione dell’esperienza professionale.

La Legge 174/2026 offre quindi possibili strumenti per favorire il riconoscimento del servizio prestato, ma non elimina la necessità di verificare i requisiti individuali e la disciplina delle procedure. Per gli oss in somministrazione sarà decisivo conoscere come le amministrazioni intendano applicare concretamente queste disposizioni.

Oss e infermieri: perché la stabilità del personale interessa l’assistenza

La disponibilità di oss adeguatamente formati e inseriti stabilmente nelle équipe rappresenta un elemento importante per l’organizzazione dell’assistenza. Gli operatori socio-sanitari collaborano con gli infermieri nelle attività previste dal proprio profilo professionale, contribuendo all’assistenza di base, alla mobilizzazione delle persone e al soddisfacimento dei bisogni quotidiani.

Un elevato ricambio di personale può comportare maggiori necessità di affiancamento, difficoltà organizzative e discontinuità nelle équipe. La programmazione degli organici deve quindi considerare non soltanto il numero dei lavoratori disponibili, ma anche la stabilità dei rapporti, la formazione e la corretta distribuzione delle competenze.

Quali saranno i prossimi sviluppi?

La richiesta avanzata da USB riguarda la modifica del disegno di legge regionale e l’individuazione di strumenti che permettano agli oss in somministrazione di partecipare a percorsi di reclutamento valorizzando l’esperienza maturata. Sarà necessario verificare se la Regione Sardegna intenderà recepire le richieste sindacali, quali criteri verranno eventualmente introdotti e come saranno tutelate le graduatorie già approvate.

Al momento delle informazioni disponibili, non risulta documentata una decisione definitiva della Regione che accolga tutte le richieste formulate durante il presidio. La posizione istituzionale dell’amministrazione regionale resta quindi un elemento da acquisire per completare il quadro della vicenda.

Redazione OssNews24

Fonte: Nurse Times

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