Nell’ambito dell’esame del Disegno di legge C. 2700-A, recante delega al Governo in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale, nella seduta della Camera dei deputati del 20 ottobre 2026 sono stati presentati emendamenti che interessano anche i profili di interesse sanitario e il personale appartenente alle arti ausiliarie delle professioni sanitarie.
Le proposte affrontano questioni che Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC sostengono da tempo: riconoscimento e valorizzazione delle competenze, equità economica e contrattuale, formazione e certificazione delle competenze, tutele giuridiche, condizioni di lavoro, registro nazionale e partecipazione alla definizione delle politiche sanitarie e sociosanitarie.
Si tratta di contenuti che meritano attenzione e approfondimento, senza anticipare valutazioni definitive. Gli emendamenti sono proposte parlamentari, non disposizioni già approvate, e il loro eventuale accoglimento non comporterebbe automaticamente il riconoscimento di nuovi diritti.
Il vero interrogativo non riguarda soltanto l’esito dell’iter parlamentare, ma quale ruolo potranno assumere gli OSS e il personale appartenente alle arti ausiliarie delle professioni sanitarie nella definizione delle disposizioni che potrebbero derivarne e, soprattutto, quali garanzie accompagneranno l’evoluzione delle competenze, delle responsabilità e dell’organizzazione del lavoro. Non possiamo limitarci a osservare una trasformazione che potrebbe incidere profondamente sul futuro di queste categorie senza costruire le condizioni necessarie per partecipare alle scelte che le riguardano.
Una particolare attenzione merita la proposta di coinvolgere le rappresentanze ordinistiche, sindacali e i registri nazionali dei profili di interesse sanitario e del personale appartenente alle arti ausiliarie delle professioni sanitarie nella definizione del Patto per la salute, nella programmazione e nel monitoraggio delle politiche sanitarie e sociosanitarie.
Qualora tale previsione venisse approvata, potrebbe aprire nuove possibilità di partecipazione istituzionale anche per realtà rappresentative diverse dagli ordini delle professioni sanitarie. Ciò non significherebbe, tuttavia, il riconoscimento automatico dei registri associativi esistenti. Sarebbero determinanti il contenuto definitivo delle disposizioni, i criteri di rappresentanza, i requisiti richiesti e le successive modalità applicative.
È proprio su questo terreno che si colloca il percorso sostenuto da Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC: costruire una presenza organizzata, autonoma e riconoscibile della categoria, sostenuta da una base associativa numericamente significativa, capace di confrontarsi con le istituzioni e di rappresentare le proprie richieste nei processi decisionali.
Il Registro nazionale OSS degli Stati Generali rappresenta uno strumento di aggregazione e di costruzione di una rappresentanza collettiva. La sua funzione non è sostituirsi alle istituzioni né anticipare riconoscimenti legislativi, ma contribuire a rendere visibile la consistenza della categoria, rafforzarne l’identità e sviluppare una capacità di interlocuzione istituzionale fondata sulla partecipazione degli operatori.
Parallelamente, attraverso il sindacato SHC, occorre consolidare la rappresentanza nei luoghi di lavoro e nelle sedi di confronto istituzionale, affinché le questioni contrattuali, le condizioni assistenziali, la tutela dei lavoratori e le trasformazioni organizzative trovino una voce direttamente espressa dagli OSS.
La rappresentanza non può essere considerata un elemento secondario rispetto al riconoscimento professionale. È una delle condizioni necessarie per partecipare alla definizione delle garanzie che dovranno accompagnarlo. Non sarebbe sufficiente ampliare le attività, modificare i profili o introdurre nuove responsabilità senza affrontare contestualmente la formazione, i confini delle competenze, le coperture assicurative, le retribuzioni, i carichi di lavoro e i percorsi di sviluppo professionale.
Il rischio da evitare è che l’evoluzione normativa e organizzativa produca nuovi obblighi e maggiori responsabilità senza un corrispondente rafforzamento delle tutele. Per questo il confronto non può esaurirsi nell’approvazione di un emendamento. Sarà necessario comprendere come le eventuali disposizioni verranno tradotte in norme applicative, quali soggetti saranno coinvolti e quale spazio verrà riconosciuto alle esigenze degli operatori che quotidianamente garantiscono la continuità dell’assistenza.
È su questo passaggio che dobbiamo essere preparati: non soltanto per sostenere il principio della partecipazione, ma per contribuire concretamente alla costruzione di un sistema nel quale il valore professionale, sociale ed economico di queste categorie trovi un riconoscimento più adeguato rispetto a quello attuale.
Da anni gli OSS e il personale appartenente alle arti ausiliarie rivendicano riconoscimento, dignità professionale e condizioni economiche adeguate. Ma queste richieste, per incidere realmente sulle scelte istituzionali, devono essere sostenute da una rappresentanza capace di superare la frammentazione e costruire una forza collettiva.
Una categoria numerosa non è necessariamente una categoria rappresentata. La rappresentanza si costruisce attraverso l’organizzazione, la partecipazione e la capacità di esprimere richieste condivise. Migep, Stati Generali Oss e sindacato SHC continueranno a seguire l’iter parlamentare e a sostenere la necessità di un confronto che tenga conto dell’identità professionale degli OSS, delle loro condizioni di lavoro e delle garanzie necessarie per affrontare le trasformazioni del sistema sanitario e sociosanitario.
Non si tratta di rivendicare anticipatamente risultati, ma di comprendere che ogni possibile apertura legislativa richiede una categoria preparata a partecipare, proporre e tutelare i propri interessi. Il futuro degli OSS non può essere deciso senza gli OSS. Ma per partecipare alle decisioni occorre costruire una rappresentanza organizzata, riconoscibile e capace di incidere.
È questa la responsabilità che oggi richiamiamo: non attendere passivamente che altri definiscano il nostro futuro professionale, ma contribuire a costruire le condizioni per esserne protagonisti. In questa prospettiva si colloca anche l’obiettivo degli Stati Generali Oss di raggiungere 50.000 aderenti effettivi, con una partecipazione associativa regolare e continuativa. Un traguardo che rappresenta una scelta organizzativa e politica per rafforzare la consistenza del Registro nazionale OSS, la sua credibilità e la capacità della categoria di presentarsi come interlocutore collettivo.
Il raggiungimento di questo obiettivo non costituirebbe, da solo, un titolo automatico di riconoscimento istituzionale, ma contribuirebbe a consolidare le condizioni organizzative necessarie per sostenere le istanze della categoria e affrontare eventuali futuri percorsi di rappresentanza.
Non possiamo permetterci di arrivare impreparati a un possibile cambiamento legislativo. Se si apriranno nuovi spazi di partecipazione, dovremo avere già costruito la forza organizzativa necessaria per chiedere di esserne parte, contribuire alla definizione delle garanzie e sostenere concreti percorsi di crescita professionale.
Il riconoscimento non si costruisce soltanto attraverso una norma, ma anche attraverso la capacità di una categoria di organizzarsi, partecipare e dare continuità alle proprie rivendicazioni. Costruiamo oggi le condizioni per essere protagonisti domani. I diritti vanno conquistati. Dai forza alle tue scelte.
Redazione OssNews24
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