La Federazione Migep e il sindacato shc OSS attraverso il suo rappresentante hanno partecipato alla tavola rotonda organizzato da INAPP: “Invecchiamento e mercato del lavoro: scenari di age management Approfondimento sul comparto sanitario”.
Anche se la percentuale delle risposte ai quesiti sull’invecchiamento da parte degli oss è stata poco condivisa, l’argomento è stato molto ampio, la nostra partecipazione ha dato un prezioso contributo, fornendo interessanti spunti di riflessione, che potrebbero essere valorizzate in ulteriori sviluppi della ricerca.
Ringraziamo i colleghi oss che hanno dato la possibilità di esprimere i loro pensieri su questo tema, costruendo una riflessione sull’invecchiamento e mercato del lavoro. Si ritiene che prima di risolvere il problema della digitalizzazione ci sono problemi di unità operative nelle strutture sanitarie e rsa, c’è l’effettiva carenza di personale, c’è sicuramente la formazione che è da rivedere ferma dal 2001, manca la certificazione delle competenze per gli oss. Si riscontra carenza di conoscenza informatica, perché il progresso va avanti ed è giusto che tutte le figure compresa anche l’oss siano aggiornate e stare al passo con i tempi.
La nostra preoccupazione che la troppa informatizzazione toglierà del tempo alla cura della persona, quindi se l’intenzione sono queste, devono essere calibrare bene. Sicuramente ci sarebbero molte tematiche da discutere: implementare il servizio Adì, estrema variabilità territoriale di competenze e formazione.
Oltre all’invecchiamento della popolazione che richiede assistenza continua, è pur vero che la forza lavoro in sanità, Rsa, Case di riposo c’è un’incidenza over 50, rendendo più complessa e faticosa la gestione organizzativa e assistenziale.
Oss che hanno alle spalle anni di lavoro usurante, e non gli viene riconosciuto nulla, si ritrovano ancora nelle corsie con patologie. Difficile trovare soluzioni a livello organizzativo, bisogna inserire giovani operatori che a livello mentale, fisico e tecnologico sono più attivi, ma soprattutto stabilire gli standard, valutare i minutaggi che sono vecchi di trent’anni. Senza contare che bisognerebbe ristrutturare le turnazioni tra i vari nuclei/reparti dove subentrano carichi di lavoro differenti.
Una politica che non vuole rendersi conto che la sua stessa politica invece di ampliare l’assistenza continua dopo una pandemia continua a smantellare la medicina territoriale, quando parliamo di medicina territoriale, parliamo di sanità pubblica, di emergenza e urgenza.
Ad oggi per sopperire alle negligenze delle strutture viene elargito in modo improprio, e, a seconda dell’opportunità gli vengono attribuite o tolte, rimanendo inermi davanti ai tagli della sanità pubblica dove la politica incrementa il privato.
Lo staff degli “Stati Generali” degli Oss
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