Una lettera al DG Marco Trivelli di Regione Lombardia per chiedere un confronto e mettere fine agli avvisi pubblici emessi dalle ATS della Lombardia, su mandato della Direzione Generale Welfare, per la ricerca di personale medico-sanitario volontario da impiegare per la somministrazione dei vaccini anti Sars-Cov-2 nelle strutture ospedaliere del territorio.
“Fermo restando il riconoscimento dell’inestimabile valore del contributo offerto dal volontariato durante l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 – scrive l’Onorevole Mammì – ritengo comunque essenziale che un servizio di rilevanza sociosanitaria come la vaccinazione debba essere prestato dagli operatori sanitari a fronte di un adeguato inquadramento contrattuale e non a titolo gratuito.
Tra l’altro, trovo il presente avviso confliggente con quanto previsto dal bando, ancora attivo, emesso dal Commissario Straordinario all’emergenza Domenico Arcuri volto al reclutamento, con assunzione a tempo determinato, di 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari proprio per sostenere la campagna di somministrazione del vaccino.
Lo stesso Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Lombardia mi ha segnalato di avere già formalmente espresso il proprio dissenso ad aderire alla divulgazione del bando in oggetto, in mancanza di un confronto teso a bilanciare i bisogni dei cittadini con il necessario riconoscimento del ruolo svolto dai professionisti coinvolti”, conclude la pentastellata Mammì.
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