La recente proposta alla Legge di Bilancio a firma dell’onorevole Marta Schifone (FdI) accende i riflettori sul tema di un riconoscimento economico ai tirocinanti, che sta passando con voto di fiducia alla Camera. La decisione di introdurre un compenso di 500 euro mensili per gli specializzandi in ambito sanitario è sicuramente un passo avanti nel riconoscere il loro valore nella formazione avanzata. Tuttavia risulta evidente una disparità insopportabile quando si osserva l’assenza di misure simili per figure altrettanto fondamentali, come gli oss, che rappresentano il pilastro del sistema socio-sanitario.
Gli oss tirocinanti non ricevono alcun compenso economico durante la formazione, nonostante il loro ruolo fondamentale nel sistema sociosanitario. Tale mancanza denota un disinteresse cronico verso una professione essenziale, ma sottovalutata. Gli oss tirocinanti affrontano periodi di tirocinio impegnativi, sia fisicamente che psicologicamente, sostenendo a proprie spese i costi della formazione e dei materiali. Le poche tutele esistenti, come il diritto alle 150 ore di studio, risultano insufficienti. Questa situazione scoraggia le nuove generazioni, creando il rischio di un’ulteriore riduzione del personale e della qualità assistenziale.
Questi interventi non rappresentano solo una questione economica, ma anche un atto di dignità professionale e un investimento per migliorare la qualità delle cure. La politica deve smettere di applicare due pesi e due misure, e iniziare a valorizzare tutte le professioni sanitarie, inclusi gli oss. Un provvedimento di equità sarebbe un investimento concreto nel futuro del sistema sanitario, già provato da carenze strutturali e di personale.
La sanità non si regge solo su medici e infermieri, ma anche su figure come gli oss, pilastri indispensabili del sistema assistenziale. È urgente agire per riconoscere e sostenere economicamente questa professione, garantendo così il benessere collettivo e la tenuta del sistema sanitario. Facciamo appello al Governo: se si vogliono davvero incentivare le nuove generazioni a intraprendere percorsi formativi, già caratterizzati da sacrifici economici e personali, è importante riconoscere anche a questa categoria.
Ai colleghi facciamo un appello all’unità per non perdere l’opportunità di costruire il cambiamento reale. La categoria deve costruire insieme a Stati Generali Oss, Migep e SHC una battaglia per la formazione post-base. Altrimenti il rischio è quello di continuare a veder l’oss sempre escluso da tutto, anche nel nuovo futuro del cambiamento professionale, senza poter rendere la propria professione competente nel sistema sanitario, ma sfruttata per la sua capacità.
Redazione OssNews24
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