Care colleghe e cari colleghi,
oggi sento il dovere di parlarvi con la massima trasparenza. Non con toni allarmistici, ma con la lucidità di chi osserva ciò che sta accadendo e non vuole che gli operatori socio-sanitari (oss) restino spettatori inconsapevoli di scelte che li riguardano direttamente.
La politica ha accelerato in modo impressionante l’ingresso della nuova figura ibrida dell’assistente infermiere (AI).
Questo è l’iter, rapidissimo:
Un percorso lampo, costruito senza un reale coinvolgimento della categoria oss e degli organi che la rappresentano da anni come la federazione Migep, gli Stati Generali Oss e il sindacato professionale SHC OSS.
È già stato approvato un Piano strategico nazionale che nei prossimi due anni introdurrà l’assistente infermiere in tutti i servizi sanitari.
Le tappe sono scritte:
Il percorso è già tracciato. E procede senza sosta.
L’assistente infermiere NON è l’evoluzione dell’operatore socio-sanitario. Non è un potenziamento. Non è un riconoscimento. La legge è chiarissima: NON è una professione sanitaria (Leggi 251/2000 e 43/2006). Rimane una professione tecnica di interesse sanitario, esattamente come l’oss semplice. Lo dice l’Allegato 1 del profilo, consultabile da chiunque in rete.
Questo significa una cosa molto semplice: nessun riconoscimento giuridico concreto.
Per rendere la pillola più dolce, il nuovo Ccnl colloca l’AI nell’area degli assistenti, mentre l’Oss resta nell’area degli operatori. Ma la differenza economica reale, a parità di DEP (differenziali economici di professionalità, cioè le ex fasce), sarà di circa 160-170 euro lordi al mese.
A fronte di cosa? Di un carico di lavoro raddoppiato come viene specificato negli Allegati 1 e 2 dell’assistente infermiere, nei quali troviamo mansioni come:
Dunque un oss con formazione complementare mascherato da “nuova figura”.
L’assistente infermiere svolgerà queste procedure senza poter usufruire della Legge Gelli-Bianco sull’assicurazione professionale degli esercenti le professioni sanitarie. Perché? Perché non è un sanitario. E quindi non può assicurarsi come un sanitario. In caso di denuncia, pagherà di tasca propria.
La figura ibrida rischia di essere gestita interamente dagli Opi, gli ordini professionali degli infermieri, che vedono nell’assistente infermiere una nuova linfa per rafforzare la propria struttura assieme al guadagno economico delle Regioni a cui è demandata la formazione.
Molti coleghi pagano ogni mese un sindacato composto per il 90% da professionisti sanitari (infermieri, tecnici, ecc.). Professionisti che, inevitabilmente, difenderanno prima di tutto i loro interessi, non quelli degli oss.
La Federazione Migep, gli Stati Generali Oss e il sindacato SHC OSS stanno combattendo in ogni sede per evitare questo scenario, per ridare dignità all’Oss e per ottenere finalmente una rappresentanza autonoma e forte.
Stiamo lavorando per: il Registro Nazionale Oss, attraverso cui chiedere la creazione di un nuovo ordine professionale ai sensi della Legge Lorenzin (3/2018), portando al Ministero la rappresentanza di 50milalavoratori, come richiesto dall’art. 8 lett. d. Non stiamo guardando. Stiamo agendo.
Infine, se un sindacato non è in grado di difenderti nonostante tu lo paghi, allora forse è il momento di chiedersi se non valga la pena dare fiducia a chi da anni combatte solo per l’oss. Gli Stati Generali Oss e la Federazione Migep sono qui, da sempre, al fianco dell’operatore.
Visita la pagina ufficiale: www.statigeneralioss.eu
Iscriviti al Registro Nazionale Oss e sostieni il progetto con la quota associativa. La dignità professionale non arriva da sola. Si conquista insieme.
Redazione OssNews24
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