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Lavori usuranti, si riapre il confronto parlamentare sulle professioni sanitarie e socio-sanitarie. SHC: “No a discriminazioni”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del sindacato SHC.

Torna al centro del dibattito parlamentare un emendamento presentato dal deputato Dario Carotenuto (Movimento 5 Stelle), che propone di estendere ai professionisti della sanità e dell’assistenza i benefici previdenziali previsti per le attività usuranti.

Infermieri, infermieri pediatrici, operatori socio-sanitari (oss), ostetriche, tecnici sanitari e numerose altre figure che ogni giorno garantiscono assistenza, cura e supporto ai cittadini potrebbero finalmente vedere riconosciuta sul piano normativo e previdenziale la particolare gravosità delle attività svolte.

Si tratta di professionisti che operano quotidianamente in contesti caratterizzati da turnazioni continue, lavoro notturno, reperibilità, elevati carichi fisici e psicologici, esposizione a rischi professionali, carenze di personale e responsabilità sempre più complesse. Una condizione che interessa l’intero sistema sanitario e socio-sanitario e che da anni richiede risposte concrete sul piano normativo, organizzativo e previdenziale.

È doveroso precisare che ci troviamo ancora di fronte a una proposta parlamentare che dovrà affrontare l’intero iter legislativo e ottenere il necessario consenso politico per trasformarsi in legge. Per questa ragione è opportuno mantenere un atteggiamento prudente e responsabile, considerando che nel corso degli anni numerose iniziative analoghe non hanno trovato una conclusione favorevole o sono state superate da altre priorità legislative.

Tuttavia la riapertura del confronto rappresenta un segnale politico importante che non può essere sottovalutato. Il tema della gravosità del lavoro nelle professioni della salute non riguarda soltanto l’accesso a benefici previdenziali, ma richiama una riflessione più ampia sul valore sociale, umano e professionale di coloro che garantiscono la continuità assistenziale ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette.

Come SHC, riteniamo che la valutazione della gravosità e dell’eventuale natura usurante di queste attività debba fondarsi su criteri oggettivi, trasparenti ed equi, evitando discriminazioni tra professioni che operano negli stessi contesti assistenziali e che condividono analoghe condizioni di lavoro. Non può esistere una tutela selettiva che riconosca il sacrificio di alcuni lavoratori ignorando quello di altri. La sanità moderna si fonda infatti sull’integrazione delle competenze e sul lavoro di équipe, dove ogni professione contribuisce in modo essenziale alla qualità dell’assistenza e alla sicurezza delle persone assistite.

La riflessione politica e sindacale deve inoltre affrontare una questione più ampia: il progressivo invecchiamento della forza lavoro sanitaria e socio-sanitaria. Migliaia di operatori arrivano oggi a fine carriera dopo decenni di lavoro svolto in condizioni particolarmente impegnative, spesso caratterizzate da movimentazione manuale dei pazienti, stress lavoro-correlato, esposizione biologica e turnazioni che incidono significativamente sulla salute e sulla qualità della vita.

Per questa ragione il riconoscimento della gravosità delle attività svolte non dovrebbe essere considerato un privilegio, ma uno strumento di giustizia sociale, professionale e organizzativa, necessario per tutelare chi ha dedicato la propria vita lavorativa alla cura e all’assistenza delle persone e per garantire la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale.

L’auspicio è che questa iniziativa possa seguire un percorso diverso rispetto ai tentativi del passato e tradursi in un provvedimento concreto, capace di riconoscere il valore, l’impegno e il sacrificio di tutte le professioni sanitarie e socio-sanitarie, senza distinzioni e senza disparità di trattamento tra lavoratori che condividono quotidianamente gli stessi ambienti operativi e assistenziali.

SHC seguirà con attenzione l’evoluzione del confronto parlamentare e continuerà a sostenere ogni iniziativa finalizzata al riconoscimento della gravosità delle professioni della salute e dell’assistenza, nella convinzione che la dignità del lavoro, la tutela della salute degli operatori e la qualità dei servizi ai cittadini rappresentino obiettivi inscindibili e strategici per il futuro del Servizio sanitario nazionale e del sistema socio-sanitario del nostro Paese.

Redazione OssNews24

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