“Siamo ancora nel pieno della seconda ondata con 780mila positivi al Covid-19, ospedali e terapie intensive allo stremo e 28mila operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni, secondo i dati Gimbe. Ma i dati sono poco chiari o addirittura discordanti in quanto non vengono resi pubblici. Sarebbe di fondamentale importanza capire come mai non si parla di questo.
Chiediamo ai decisori politici di andare a fondo e dare immediate risposte a infermieri, medici, oss e professioni sanitarie impegnate nella lotta alla pandemia”. Questa la denuncia di Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials, sigla che ha proclamato lo stato di agitazione.
“Gli stessi che ora si ritrovano a combattere nella stessa trincea, con la differenza che hanno messo a capitale il tempo trascorso per attrezzarsi con i giusti dispositivi di protezione e meglio conoscere il decorso della malattia. Tempo prezioso dunque che hanno sfruttato appieno per implementare la risposta al virus sul piano assistenziale. Tempo prezioso – attacca Carbone – che i decisori politici avrebbero dovuto utilizzare per aumentare gli organici ridotti all’osso da 20 anni di tagli alla sanità, in un’ottica di salvaguardia del diritto alla salute e tenendo a mente i fabbisogni di professionisti e delle nuove tecnologie di cui sono portatori. Per un sistema efficiente ed efficace tale da non dover lasciare indietro nessuno: né pazienti Covid, né tantomeno pazienti non Covid”.
“Invece i calcoli sulle assunzioni” – spiega Fials – ”Sono stati fallaci e imprudenti. I reparti ordinari sono stati nuovamente convertiti e il personale dirottato precipitosamente sui posti letto destinati alla pandemia. Esigua la previsione assunzionale di infermieri, oss e professioni sanitarie, vieppiù reclutati a tempo determinato. Erronea la definizione degli standard dei fabbisogni assistenziali e la pezza rischia di essere peggiore del buco, visto che il personale è decimato o in isolamento domiciliare. Ogni mattina i nostri sanitari si trovano a fare la triste conta di chi resta e di chi si ferma, con ripercussioni gravissime sull’operatività del sistema”.
“Sono decine e decine le vittime dei colleghi – accusa Carbone – e di giorno in giorno il dramma si approfondisce sempre di più, nell’indifferenza generale. Sì, perché ci si abitua anche a questo. Non lo si vuole vedere. Allora chiediamo almeno a chi di dovere, che sia il Comitato tecnico scientifico, il Ministero della Salute, le Regioni, di pubblicare i dati degli operatori sanitari contagiati e deceduti, e di mettere mano ad un serio programma di riorganizzazione del SSN che preveda un piano straordinario di assunzioni per dare respiro al personale sfibrato e decimato sul campo”.
Fials chiede strumenti tecnologici adeguati a fronteggiare l’emergenza e aumenti in busta paga che diano motivazione e serenità a tutti i professionisti sanitari senza discriminazioni di casta. “Non siamo eroi, come qualcuno comodamente ci definisce, onde poi voltare la faccia dall’altra parte quando tendiamo la mano per cercare un aiuto concreto e fattivo.
Ufficio stampa FIALS
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