Non siamo nati per essere rivoluzionari, ma per difendere la professione dell’operatore socio-sanitario (OSS). Non cerchiamo notorietà né applausi: ci presentiamo con un solo obiettivo chiaro, preciso e non negoziabile: tutelare la dignità della categoria. Per farlo, abbiamo scelto la strada più difficile: scrivere proposte serie, partecipare ai processi legislativi e costruire un sistema che dia struttura e sicurezza alla professione.
Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti: la categoria OSS vive in un vuoto profondo. Troppo spesso i sindacati tradizionali, pur avendo il dovere di tutelarla, si limitano a parole generiche e prive di contenuto, senza piani d’azione né proposte concrete. Dopo oltre venticinque anni di attività, ciò che è stato costruito non viene condiviso né rafforzato dalla categoria stessa, che continua a muoversi in modo frammentato, scontrandosi in “barche vuote” e impedendo la nascita di un sistema solido capace di riconoscere il ruolo fondamentale di chi opera ogni giorno nelle strutture sanitarie e assistenziali. Non c’è un unico colpevole: molti OSS sono spinti dalla paura, dai traumi e dal dolore, diventando ricattabili e sfogando la rabbia contro chi tenta di guidare il cambiamento.
Troppe decisioni sono state affidate ad associazioni che non conoscono realmente la professione, mentre le regole restano frammentarie o assenti. Non possiamo più permettere che l’OSS sia lasciato ai margini, senza rappresentanza e senza strumenti concreti di tutela.
Gli OSS meritano di essere ascoltati e rappresentati seriamente, ma devono anche scegliere di dare fiducia. Servono scelte concrete, indicazioni chiare, strumenti di valorizzazione professionale e azioni reali per superare l’invisibilità istituzionale. Finché si resterà nel generico e nei proclami vuoti, nulla cambierà. È necessario passare ai fatti, riconoscere e sostenere chi ha deciso, come OSS, di rappresentare davvero la categoria e di costruire una tutela reale per tutti, attraverso realtà capaci di un confronto politico serio e strutturato. Parliamo della Federazione MIGEP, degli Stati Generali OSS e del sindacato SHC OSS: strumenti gestiti dagli OSS per gli OSS.
La politica professionale non si conquista con slogan o proclami, ma con numeri, proposte concrete e scelte serie che cambiano le regole del gioco. Non cerchiamo gloria personale: cerchiamo coesione, forza collettiva e un percorso che permetta a tutti gli OSS di operare come professionisti rispettati e riconosciuti. È una battaglia di consapevolezza e responsabilità, non un gioco di potere. Il vero rischio è l’assenza di valori condivisi, senza i quali non può esistere alcuna reale valorizzazione della professione.
Vogliamo dimostrare che cambiare è possibile, costruendo insieme strumenti normativi chiari, percorsi di carriera certi, tutele contrattuali e un pieno riconoscimento della professionalità. La professione non deve più dipendere da interessi personali o da logiche di corto respiro: deve essere organizzata, rappresentata e valorizzata.
Il nostro impegno è lasciare un terreno solido su cui la categoria possa camminare. Non vogliamo entrare nella storia per apparire, ma costruire un futuro in cui ogni OSS abbia voce, strumenti concreti e la dignità che merita. Questo è il vero obiettivo: coesione, forza e rappresentanza reale. Tutto il resto è secondario.
La paura impedisce di conquistare rispetto e tutela e spinge ad adattarsi alle convenienze del potere. Quando si accetta la precarietà, la professione scivola verso una deriva pericolosa. È tempo di fermare questa deriva: la professione OSS deve avere la forza di combattere, non di soccombere. La forza si costruisce, non si distrugge.
Rinnegare il Registro Nazionale degli OSS, disconoscere il sindacato SHC e la Fondazione MIGEP significa rinnegare la propria professione. L’OSS non può vivere di slogan né essere trattato come una pedina a basso costo: questa scelta mette a rischio la sua stessa esistenza professionale. Il fallimento della categoria nasce dalla mancanza di coraggio nel difendere i propri diritti, accettando invece ricatti difficili da spezzare.
Mentre medici e infermieri restano uniti e compatti, gli OSS continuano troppo spesso a vivere emarginati, relegati al ruolo di spettatori impotenti. La lamentela, senza proposta, non costruisce futuro. Servono strategie, piani d’azione e visione, non parole vuote o chiusure difensive al primo ostacolo.
La situazione degli OSS merita serietà e professionalità. Noi ci siamo: MIGEP OSS, SHC OSS, Stati Generali OSS. Anche se qualcuno non vuole vederci o sceglie di allontanarsi per paura, continueremo a lavorare per la dignità e la tutela della categoria.
Vogliamo un futuro in cui l’OSS non sia più costretto a difendersi da solo, ma possa contare su strumenti collettivi solidi, su una voce autorevole nei tavoli istituzionali e su una comunità professionale consapevole del proprio valore. È questa la strada che abbiamo scelto: costruire, passo dopo passo, una professione che non chieda concessioni, ma eserciti diritti. E per farlo, c’è bisogno di tutti voi. Continuare a muoversi in “barche vuote” significa consumare la professione senza costruire nulla, lasciando bruciare diritti, dignità e futuro.
Con l’auspicio che il nuovo anno rappresenti per la professione OSS un tempo di consapevolezza, coesione e costruzione concreta dei diritti, porgiamo i nostri più cordiali auguri di buon anno.e un buon 2026.
Redazione OssNews24
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