Fumagalli dichiara: “Durante l’emergenza era un susseguirsi di elogi per il personale sanitario che tanti sacrifici ha fatto per tutelare la nostra salute. Pensavo che almeno questo servisse a risolvere il problema del precariato, al contrario dal primo giugno i dipendenti del San Raffaele sono passati dal contratto collettivo pubblico a quello privato. Ovviamente è un contratto peggiorativo per i dipendenti e migliorativo per l’azienda. Basti pensare che ci sono due giorni di ferie in meno, che la maternità è trattata peggio e l’inquadramento non è identico. Insomma è una grande fregatura; per fortuna sono chiamati eroi”.
“In tutto questo”, continua Fumagalli, “Regione finge di non sapere nulla e di non poter fare nulla. Presenterò una risoluzione sugli accreditamenti in cui chiedo che chi vuole lavorare con il sistema sanitario garantisca le stesse condizioni di lavoro del pubblico impiego. La sanità torni pubblica a cominciare da regole uguali per i lavoratori del comparto della Lombardia. La loro battaglia per il lavoro è uguale alla nostra per la salute”.
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