E’ davvero preoccupante lo scenario che si prospetta in Campania, alla luce di quanto rivelato da Fanpage.it sulle modalità di svolgimento dei corsi di formazione professionale per operatori socio-sanitari. Un membro di commissione d’esame che ha valutato gli aspiranti oss, ha registrato gli audio degli esami per circa due anni, tra il 2024 ed il 2025, allarmato dalla scarsa preparazione dei candidati. L’esito degli esami è stato positivo anche davanti a casi di gravissima impreparazione.
La fonte di Fasnpage.it ha realizzato un vero e proprio dossier, che lancia un allarme gravissimo sul funzionamento dei corsi di formazione per oss, aggravato dal fatto che i candidati, del tutto impreparati, hanno conseguito il titolo e quindi oggi potrebbero lavorare a stretto contatto con i pazienti. Un’inchiesta che lascia sbigottiti e che evidenzia la necessità immediata di controlli approfonditi.
Nelle registrazioni degli esami si ascoltano davvero cose incredibili. E’ il luglio del 2024 e presso un ente di formazione di Sarno, in provincia di Salerno, si tiene l’esame per il corso da oss. A un candidato viene chiesto cos’è una Rsa. Lui resta in silenzio e fa scena muta. Dopo qualche secondo un membro della commissione, tra quelli scelti dall’ente di formazione, prova ad aiutarlo: “R sta per residenza, S sta per sanitaria, e A per cosa sta? Secondo te? Molti dicono ‘anziani’, ma invece?”. Davanti all’ulteriore silenzio del candidato, l’esaminatore dice: “Assistenziale”. Chiudendo in questo modo la risposta.
Successivamente gli chiede se conosce l’Alzheimer. Il candidato anche in questo caso fa scena muta per una decina di secondi. “L’hai mai sentita?”, chiede l’esaminatore. Davanti alla risposta negativa del candidato, riformula la domanda e chiede: “Cosa comporta l’Alzheimer?”. Dopo secondi di silenzio, il candidato risponde: “All’allettamento”. L’esaminatore controbatte: “No, non porta all’allettamento, se non in casi gravissimi, ma ha una particolarità”. Il candidato, dal tono della voce, sembra illuminarsi. “Porta a un tremolio!”, risponde. “No quello è il Parkinson, l’Alzheimer porta alla perdita di memoria”, replica l’esaminatore.
L’esame sta andando molto male, e allora il membro della commissione gli fa una domanda più semplice: “Cos’è la pressione arteriosa?”. Il candidato, dopo alcuni secondi di silenzio, ammette: “Non lo so”. L’esaminatore cambia il tono di voce, è evidentemente seccato: “Mi sai dire i parametri vitali?”. Il candidato resta ancora muto. “Ma questo è l’Abc, lo sai?”, gli dice irritato l’esaminatore. L’esame orale termina e il candidato non ha risposto praticamente a nessuna delle semplici domande poste.
E’ bene qui ricordare che chi arriva all’esame ha già fatto un tirocinio in una struttura sanitaria, quindi è stato già a contatto, si presume, con i pazienti. La sessione si conclude ma la registrazione continua e gli audio ci restituiscono le lamentele dell’esaminatore al resto della commissione. “In buona coscienza taglierei la testa a tutti quanti. Questo non sapeva nemmeno cos’è la pressione arteriosa”, si lamenta l’esaminatore, rimettendo al responsabilità dell’esito dell’esame al presidente della commissione. “Se stiamo con il fucile puntato, non va bene” dice il presidente, rispondendo alle lamentele. Il candidato sarà incredibilmente promosso.
Ma quello del candidato che non sapeva cosa sia la pressione arteriosa non è l’unico caso milite di questa sessione d’esame. A un altro candidato viene chiesto di illustrare l’arredamento di una stanza di ospedale. Il candidato fa scena muta, e allora l’esaminatore prova ad andargli incontro: “Qui cosa vediamo? Un letto, no?”. Il candidato: “Ah, sì, il letto”. “E poi?” chiede l’esaminatore. Ma il candidato resta in silenzio. “Un comodino, no?”, lo incalza l’esaminatore. “E poi il paziente dove può mettere la sua roba? Pensaci”. Ma niente, il candidato resta ancora muto. “Servirà un armadio, no?”. Esasperato, l’esaminatore chiede di parlare dello smaltimento dei rifiuti, ma anche in questo caso il candidato non riesce ad articolare una risposta efficiente. Anche lui sarà promosso.
A un’altra candidata viene chiesto cosa sono i dpc, i dispositivi di protezione collettiva. “Signora ci pensi, guardi bene questa stanza”, dice l’esaminatore. Ma la candidata resta in silenzio. “Le devo dire io dove guardare? Questo cos’è?”, continua l’esaminatore. “Ah, l’estintore”, risponde la candidata. “Ne vede altri? Quando incontra una mappa sul muro con la scritta ‘sei qui’, cosa sono quelle?”, chiede l’esaminatore. “Ah, la scala antincendio”, risponde la candidata. Anche lei sarà promossa.
Nel giugno del 2024, sempre a Sarno, si tiene una sessione d’esame per i corsi osa, ovvero operatore socio-assistenziale. A un candidato viene chiesto da un membro della commissione, tra quelli nominati dall’ente di formazione, come deve comportarsi un osa nei confronti dei parenti di un paziente nel fornire consigli pratici. Il candidato resta in silenzio per diversi secondi. A quel punto un membro della commissione gli chiede: “Cosa fai nella vita?”. Il candidato risponde: “Il cuoco”.
Da lì partono lunghi minuti in cui al candidato viene chiesto come impiatta i secondi e che tecnica usa per cucinare. “Qual è la tua specialità?”, chiede l’esaminatore. “Io faccio solo i primi”, risponde il candidato. “E quando porti a tavola, il piatto lo fai un po’ scenico?”, chiede l’esaminatore. “Mi chiede dell’impiattamento?”, chiede il candidato. “Eh, sì, per fare una cosa bella mettici la rucola sotto”, dice incredibilmente l’esaminatore. E la discussione va avanti così, parlando di primi di pesce e modi di impiattare le portate.
Poi l’esaminatore chiede: “Ma perché ti vuoi prendere questo titolo?”. Il candidato risponde: “Perché mia mamma dice che può servire”. A questo punto l’esaminatore ripete la sola e unica domanda che concerne il percorso formativo fatta al candidato: “Come deve comportarsi un’osa nei confronti dei parenti di un paziente nel dare consigli pratici?”. Il candidato dà una risposta telegrafica: “Deve informarsi sui farmaci che prende il paziente e alleggerire il lavoro dei familiari”.
L’esame dura complessivamente poco più di quattro minuti, e per oltre tre minuti si è parlato dell’attività di cuoco del candidato e di come cucina. Il candidato viene promosso. In questo caso, a differenza del precedente, nessun membro della commissione si lamenta della scarsa preparazione dei candidati. L’incredibile esame di quattro minuti, durante il quale si è parlato soprattutto di cucina e gastronomia, ha dato al candidato la qualifica di operatore socio-assistenziale.
Prima ancora dell’esame orale, però, i candidati devono sostenere la prova scritta, al termine della quale avviene la correzione e l’assegnazione del punteggio, deciso sempre dal presidente di commissione e dai membri esterni, mentre il segretario deve limitarsi a compilare i verbali. Anche le prove scritte presentano irregolarità. Stando agli audio raccolti dalla fonte di Fanpage.it, le risposte vengono suggerite da un membro della commissione o, in alcuni casi, da un candidato che le legge ad alta voce all’aula, consentendo a tutti di copiare.
La dinamica sembra essere sempre la stessa. Nella registrazione audio dell’esame del maggio 2024 presso un ente di formazione di Ispani, sempre in provincia di Salerno, si evince chiaramente come le risposte siano suggerite da un membro della commissione. Dopo cinque minuti dall’inizio della prova scritta, pone una domanda alla commissione sulla domanda numero 22 del test. Un membro della commissione legge ad alta voce la risposta esatta.
Stessa dinamica con la domanda numero 26, pochi minuti dopo. Una candidata chiede esplicitamente la risposta esatta della domanda, e la stessa componente della commissione che aveva già dato la risposta esatta alla domanda 22, indica ad alta voce anche quella per la domanda 26. Durante questo esame, tra risposte date ad alta voce e altre date passando per i banchi, la componente della commissione comunica a tutti i candidati le risposte esatte a ben sette domande.
Dopo queste evidenze, il segretario della commissione, ovvero la fonte di Fanpage.it, rimprovera l’aula e chiede di far tacere il chiacchiericcio. A questo punto la componente della commissione che aveva suggerito le sette risposte esatte chiede alla presidente l’allontanamento del segretario dall’aula. La presidente si oppone e il segretario chiede di conferire con lei in privato.
Gli audio ci raccontano di come il segretario abbia fatto presente che la componente della commissione abbia già suggerito sette risposte esatte all’aula. La presidente non dice nulla, rientra in aula e richiama tutti al silenzio. La prova scritta termina, ma ormai molte domande erano già state suggerite. Tutti saranno ammessi all’orale.
Lo scenario non è diverso nell’esame per oss del luglio 2024 a Polla, ancora in provincia di Salerno. Il sistema è sempre lo stesso. Si inizia con un membro della commissione che passa tra i banchi, pochi minuti dopo l’avvio della prova scritta, suggerendo le risposte ai candidati. Poi la cosa si fa più esplicita. Un altro componente della commissione risponde alla domanda di una candidata a fornisce a tutti l’opzione esatta della domanda 25.
Pochi secondi dopo, stessa cosa, una candidata esprime un dubbio su un’altra domanda, e il componente della commissione dà a tutti la risposta esatta. Passano due o tre minuti e una candidata chiede se ha compreso bene la domanda 18. Lo stesso componente della commissione dà, per esclusione, la risposta corretta ad alta voce, ovvero la C. Poco dopo, sempre la stessa persona, chiede a tutti i candidati di non rispondere alla domanda numero 5. “Lasciatela in bianco, è una domanda troppo difficile per un corso da oss”, dice il membro della commissione.
Il tutto avviene senza che la presidente intervenga. A pochi minuti dalla fine del tempo, un altro membro della commissione, rispondendo alla sollecitazione di una candidata, fornisce ancora una risposta esatta a una domanda. Complessivamente saranno quattro le domande suggerite ai candidati, più l’invito a non rispondere a una quinta domanda.
Ma alla fine della prova scritta succede un fatto rilevante. Una candidata non avrebbe superato la prova scritta. Rientra in gioco il membro “suggeritore” della commissione, che rivolgendosi al presidente della commissione dice: “C’ho messo io una sigla vicino, me ne prendo io la responsabilità”, indicando di aver cambiato le risposte a un test.
A quel punto il segretario e la presidente si oppongono, ribadendo che la candidata deve essere bocciata. A questo punto il membro “suggeritore” della commissione si lancia in un maldestro tentativo di indurre a commettere un illecito. Si avvicina alla presidente e dice: “Di là c’è una signora che vorrebbe farle una proposta particolare”. La presidente capisce subito di cosa si tratta. “Se mi vuole chiedere di falsificare atti pubblici non la fate nemmeno venire”, risponde seccata.
Va così in scena un tira e molla tra il membro della commissione, che chiede di ristampare il foglio del test solo per la candidata bocciata e compilarlo con le risposte giuste, e la presidente, che si oppone. “Si tratta solo di una piccola concessione”, dice il membro “suggeritore”, ma fortunatamente la presidente non vuole sentire ragioni.
La fonte di Fanpage.it ha consegnato l’intero fascicolo con le registrazioni di dieci esami di questo tipo ai carabinieri. Molti di questi esami riguardavano l’ambito sociosanitario, quindi corsi di formazione per oss o osa. Altri, invece, riguardavano “segretario e coordinatore amministrativo”, “addetto al servizio ai piani”, “operatore dell’infanzia” e “manutentore del verde”.
Si tratta di corsi pensati per i giovani, per aiutarli a potenziare le loro competenze e trovare lavoro. Oppure sono corsi destinati a disoccupati, anche di lunga durata, come quelli svolti durante il progetto G.O.L. (garanzia di occupabilità dei lavoratori), svolti con i fondi del Pnrr. Insomma, soldi pubblici che servirebbero a formare nuovi lavoratori, e non ad alimentare un mercato privato dei titoli, senza garantire alcun tipo di competenza.
D’altronde, se questi sono gli esami, che tipo di competenza dovranno poi avere le persone che conseguono il titolo in questo modo? Ciò che è stato registrato dalla fonte di Fanpage.it è un quadro parziale e la stessa testata si dice certa che non tutti gli enti di formazione professionale operino in questo modo, ma sicuramente quello che risulta dalle registrazioni è davvero scandaloso.
“Io ne sono uscito schifato – dice la fonte di Fanpage.it –. Ho deciso di registrare tutto quando mi sono reso conto che era uno schema che si ripeteva sempre. Per quella che è stata la mia esperienza, la formazione professionale funziona così: se hai pagato l’ente di formazione, il titolo lo devi conseguire, indipendentemente dal fatto che tu sia preparato o no”.
L’aggravante nei corsi per oss e osa riguardano il fatto che queste figure dovranno poi occuparsi della cura dei malati. “Questa gente avrà per le mani dei pazienti veri – dice la fonte di Fanpage.it –. Ciò è sconvolgente. Tra l’altro, prima ancora di arrivare all’esame, avrebbero dovuto aver fatto un tirocinio obbligatorio, quindi a contatto con i pazienti, questi candidati ci sono già stati, e non oso immaginare cosa abbiano combinato”.
Numerose sono le lettere, in possesso di Fanpage.it, che la fonte ha inviato alla Direzione generale per l’Istruzione, la formazione, il lavoro e le politi che giovanili della Regione Campania. In alcune missive la fonte ha indicato con precisione i casi e i responsabili delle anomalie. A dire il vero, sono anche seguite circolari in cui si invitavano le commissioni a maggiori controlli, ma il sistema è rimasto sempre lo stesso. Da lì la decisione di consegnare tutto ai carabinieri.
Redazione OssNews24
Fonte: Fanpage.it
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