Concorso oss 2026: sistema nervoso, anatomia, fisiologia e quiz
Cervello, midollo spinale, neuroni, nervi, riflessi e sensibilità: guida alle funzioni neurologiche e alle alterazioni della coscienza.
Il sistema nervoso rappresenta uno degli argomenti fondamentali per la preparazione al concorso OSS 2026, perché controlla e coordina gran parte delle funzioni dell’organismo: movimento, sensibilità, respirazione, frequenza cardiaca, equilibrio, memoria, linguaggio e stato di coscienza.
Per l’operatore socio-sanitario, conoscere l’anatomia del cervello e del midollo spinale non significa soltanto superare una domanda di teoria. Significa comprendere perché una persona con ictus possa perdere la forza di un braccio, perché una lesione del midollo spinale possa compromettere il movimento degli arti oppure perché un anziano possa manifestare improvvisamente confusione e disorientamento.
In questa nuova guida Nurse Times approfondiremo l’organizzazione anatomica del sistema nervoso, la trasmissione degli impulsi nervosi, il funzionamento dei riflessi, le principali funzioni cerebrali e le alterazioni neurologiche che l’OSS deve saper riconoscere e segnalare.
1. Come si divide il sistema nervoso?
Il sistema nervoso umano viene suddiviso in due grandi componenti anatomiche.
Il sistema nervoso centrale (SNC) comprende:
- Encefalo.
- Midollo spinale.
Il sistema nervoso centrale riceve informazioni, le elabora e coordina le risposte dell’organismo.
Il sistema nervoso periferico (SNP) comprende le strutture nervose esterne al sistema nervoso centrale, tra cui:
- Nervi cranici.
- Nervi spinali.
- Gangli nervosi.
- Terminazioni nervose periferiche.
Il sistema nervoso periferico mette in comunicazione il sistema nervoso centrale con muscoli, organi, cute e recettori sensoriali.
Schema da memorizzare:
SISTEMA NERVOSO → CENTRALE + PERIFERICO
CENTRALE → ENCEFALO + MIDOLLO SPINALE
PERIFERICO → NERVI + GANGLI + TERMINAZIONI NERVOSE
Dal punto di vista funzionale, inoltre, si distinguono il sistema somatico, coinvolto nella sensibilità e nel controllo dei muscoli scheletrici, e il sistema autonomo, che regola numerose funzioni involontarie.
2. Il neurone: l’unità funzionale del sistema nervoso
Il neurone è una cellula specializzata nella ricezione, elaborazione e trasmissione di informazioni.
La sua struttura comprende tre componenti fondamentali:
- Corpo cellulare – Contiene il nucleo e gli organuli necessari al funzionamento della cellula.
- Dendriti – Sono prolungamenti generalmente deputati alla ricezione dei segnali provenienti da altre cellule.
- Assone – È un prolungamento che conduce il segnale nervoso verso altre cellule nervose, muscolari o ghiandolari.
In molti neuroni, l’assone è rivestito da una sostanza chiamata mielina, che favorisce la conduzione rapida dell’impulso.
Che cosa sono le cellule gliali?
Il sistema nervoso non è composto soltanto da neuroni. Sono presenti anche cellule gliali, fondamentali per sostegno, nutrimento, difesa e funzionamento del tessuto nervoso.
Tra queste ricordiamo:
- Astrociti: contribuiscono al supporto metabolico e alla regolazione dell’ambiente dei neuroni.
- Oligodendrociti: producono mielina nel sistema nervoso centrale.
- Cellule di Schwann: producono mielina nel sistema nervoso periferico.
- Microglia: svolge importanti funzioni di sorveglianza e difesa immunitaria.
- Cellule ependimali: rivestono le cavità ventricolari e il canale centrale del midollo.
Domanda frequente: Quali cellule producono mielina nel sistema nervoso centrale?
Risposta: Gli oligodendrociti.
3. Come nasce l’impulso nervoso? La fisiologia del potenziale d’azione
La comunicazione nervosa dipende da fenomeni elettrici e chimici. La membrana del neurone mantiene una differenza di potenziale elettrico tra interno ed esterno, grazie alla distribuzione degli ioni e alla presenza di canali e pompe di membrana. Nel neurone a riposo, il potenziale di membrana è spesso vicino a -70 millivolt, ma varia secondo il tipo cellulare.
Il potenziale d’azione
Quando uno stimolo adeguato raggiunge una determinata soglia, si genera un potenziale d’azione.
Il fenomeno comprende:
- Depolarizzazione: apertura di canali del sodio voltaggio-dipendenti e ingresso di ioni sodio.
- Ripolarizzazione: inattivazione dei canali del sodio e uscita di potassio attraverso appositi canali.
- Ritorno alle condizioni di riposo: ripristino progressivo delle condizioni elettriche della membrana.
Il potenziale d’azione si propaga lungo l’assone.
A cosa serve la mielina?
Negli assoni mielinizzati, il potenziale d’azione viene rigenerato soprattutto in corrispondenza dei nodi di Ranvier, intervalli tra segmenti di mielina. Questo meccanismo prende il nome di conduzione saltatoria e permette una trasmissione più rapida ed efficiente.
Per il concorso:
SODIO → depolarizzazione
POTASSIO → ripolarizzazione
MIELINA → conduzione più rapida
4. La sinapsi: come comunicano i neuroni?
La sinapsi è una struttura attraverso la quale una cellula comunica con un’altra. Nelle sinapsi chimiche, quando l’impulso raggiunge la terminazione dell’assone, favorisce il rilascio di sostanze chiamate neurotrasmettitori. Queste attraversano lo spazio sinaptico e si legano a specifici recettori sulla cellula bersaglio.
Tra i principali neurotrasmettitori ricordiamo:
| Neurotrasmettitore | Funzioni principali |
| Acetilcolina | Trasmissione neuromuscolare e diverse funzioni autonomiche |
| Dopamina | Controllo motorio, motivazione e circuiti della ricompensa |
| Serotonina | Modulazione dell’umore, del sonno e di altre funzioni |
| Noradrenalina | Vigilanza, attenzione e risposte autonomiche |
| GABA | Principale neurotrasmettitore inibitorio del SNC adulto |
| Glutammato | Principale neurotrasmettitore eccitatorio del SNC |
Il collegamento tra nervi e muscoli
Nella giunzione neuromuscolare, il motoneurone libera acetilcolina, che si lega ai recettori della fibra muscolare. Questo processo contribuisce ad avviare la contrazione del muscolo scheletrico. Si tratta di un collegamento diretto con il precedente articolo NurseTimes sull’apparato muscolare.
5. Anatomia dell’encefalo: quali strutture lo compongono?
L’encefalo è contenuto nella scatola cranica.
Comprende principalmente:
- Cervello, costituito dai due emisferi cerebrali e da strutture profonde.
- Diencefalo.
- Tronco encefalico.
- Cervelletto.
L’encefalo svolge funzioni estremamente complesse: integra gli stimoli sensoriali, controlla il movimento, partecipa alla regolazione delle funzioni vitali e rende possibili memoria, pensiero, linguaggio ed emozioni.
I due emisferi cerebrali
Il cervello presenta due emisferi, destro e sinistro, collegati da fasci di fibre nervose, tra cui il corpo calloso. Numerose vie motorie e sensitive si incrociano lungo il loro percorso. Per questo, in molte condizioni neurologiche, una lesione dell’emisfero destro può compromettere il movimento o la sensibilità del lato sinistro del corpo e viceversa. È un principio generale, con eccezioni e differenze a seconda delle vie nervose coinvolte.
6. I quattro lobi cerebrali: anatomia e funzioni
La superficie di ciascun emisfero cerebrale viene tradizionalmente suddivisa in quattro lobi principali.
Il lobo frontale è coinvolto in:
- Programmazione del movimento volontario.
- Pianificazione e comportamento.
- Attenzione e funzioni esecutive.
- Controllo di alcuni aspetti della personalità.
- Produzione del linguaggio, attraverso aree specializzate nell’emisfero dominante.
Nella regione frontale si trova la corteccia motoria primaria, importante per l’esecuzione dei movimenti volontari.
Il lobo parietale partecipa all’elaborazione delle informazioni sensitive, come tatto e posizione delle parti del corpo. Contiene la corteccia somatosensoriale primaria, situata posteriormente al solco centrale.
Il lobo temporale è coinvolto nell’elaborazione uditiva, nella memoria e in importanti funzioni linguistiche. Alcune strutture profonde della regione temporale, tra cui l’ippocampo, partecipano ai processi di memoria.
Il lobo occipitale è specializzato prevalentemente nell’elaborazione delle informazioni visive.
Schema per la prova scritta
| Lobo cerebrale | Funzione da ricordare |
| Frontale | Movimento volontario e pianificazione |
| Parietale | Sensibilità somatica |
| Temporale | Udito e memoria |
| Occipitale | Visione |
Le funzioni cerebrali, tuttavia, dipendono da reti distribuite: non ogni attività è localizzata esclusivamente in un singolo lobo.
7. Diencefalo: talamo e ipotalamo
Il diencefalo comprende diverse strutture, tra cui talamo e ipotalamo.
Il talamo rappresenta un importante centro di elaborazione e smistamento delle informazioni. Molte informazioni sensitive dirette alla corteccia cerebrale passano attraverso nuclei talamici. L’olfatto costituisce un’eccezione importante nelle vie sensoriali primarie.
L’ipotalamo contribuisce al mantenimento dell’omeostasi, cioè dell’equilibrio interno dell’organismo.
Partecipa alla regolazione di:
- Temperatura corporea.
- Fame e sazietà.
- Sete.
- Ritmi sonno-veglia.
- Attività del sistema nervoso autonomo.
- Funzioni endocrine, attraverso il rapporto con l’ipofisi.
Domanda da concorso: “uale struttura cerebrale è fondamentale nella termoregolazione?
Risposta: L’ipotalamo.
8. Cervelletto: equilibrio, coordinazione e precisione dei movimenti
Il cervelletto si trova posteriormente al tronco encefalico, nella parte inferiore della cavità cranica.
Contribuisce a:
- Coordinazione dei movimenti.
- Controllo dell’equilibrio.
- Regolazione della postura.
- Precisione dell’attività motoria.
- Apprendimento di abilità motorie.
Il cervelletto non rappresenta il principale centro di avvio del movimento volontario, ma contribuisce a renderlo coordinato e preciso.
Che cosa significa atassia?
L’atassia indica un disturbo della coordinazione motoria. Una persona può presentare un’andatura instabile, difficoltà a eseguire movimenti precisi o alterazioni dell’equilibrio. L’OSS non deve diagnosticare un’atassia, ma può osservare e riferire un cambiamento della deambulazione o della coordinazione.
9. Tronco encefalico: il controllo di funzioni essenziali
Il tronco encefalico collega le strutture encefaliche superiori al midollo spinale.
Comprende:
- Mesencefalo.
- Ponte.
- Bulbo, o midollo allungato.
È attraversato da importanti vie nervose e contiene nuclei coinvolti nel controllo di numerose funzioni. Il bulbo e il ponte partecipano alla regolazione della respirazione e di funzioni cardiovascolari. Nel tronco encefalico sono inoltre presenti circuiti coinvolti nella vigilanza e nel mantenimento dello stato di coscienza.
Perché è importante?
Un’alterazione grave del tronco encefalico può compromettere funzioni essenziali per la sopravvivenza. Per il concorso è fondamentale ricordare:
TRONCO ENCEFALICO = collegamento nervoso + regolazione di funzioni vitali.
10. Le meningi e il liquido cerebrospinale
L’encefalo e il midollo spinale sono protetti da tre membrane chiamate meningi.
Dall’esterno verso l’interno: Dura madre → Aracnoide → Pia madre.
Tra aracnoide e pia madre si trova lo spazio subaracnoideo, che contiene liquido cerebrospinale.
Liquido cerebrospinale o liquor
Il liquido cerebrospinale viene prodotto prevalentemente dai plessi coroidei dei ventricoli cerebrali. Circola attraverso il sistema ventricolare e gli spazi subaracnoidei.
Svolge funzioni di:
- Protezione meccanica.
- Galleggiamento e sostegno dell’encefalo.
- Contributo all’omeostasi dell’ambiente nervoso.
- Trasporto e rimozione di alcune sostanze.
Che cos’è la meningite?
La meningite è un’infiammazione delle meningi, che può avere cause infettive o non infettive. Febbre, cefalea intensa, rigidità nucale e alterazioni della coscienza possono essere segnali di una condizione grave, ma non sono sempre presenti contemporaneamente. L’OSS deve riferire tempestivamente tali manifestazioni e attivare le procedure di emergenza quando necessario.
11. Midollo spinale: anatomia e organizzazione
Il midollo spinale è contenuto nel canale vertebrale. Nell’adulto termina generalmente a livello delle prime vertebre lombari, intorno a L1-L2, proseguendo inferiormente con strutture nervose tra cui la cauda equina.
Dal midollo originano 31 paia di nervi spinali:
- 8 cervicali.
- 12 toracici.
- 5 lombari.
- 5 sacrali.
- 1 coccigeo.
Sostanza grigia e sostanza bianca
Nel midollo spinale, la sostanza grigia occupa una regione centrale, spesso descritta con una forma simile alla lettera H. Contiene corpi cellulari neuronali e circuiti di elaborazione. La sostanza bianca, disposta prevalentemente all’esterno, contiene fasci di fibre nervose che trasportano informazioni lungo il midollo.
Radici posteriori e anteriori
Le radici posteriori o dorsali trasportano prevalentemente informazioni sensitive verso il midollo. Le radici anteriori o ventrali contengono fibre motorie dirette verso la periferia.
Schema fondamentale:
POSTERIORE = sensibilità in ingresso.
ANTERIORE = motricità in uscita.
Questa distinzione è particolarmente utile nei quiz di anatomia.
12. I nervi cranici: quanti sono?
I nervi cranici sono tradizionalmente suddivisi in 12 paia.
| Numero | Nervo cranico | Funzione principale da ricordare |
| I | Olfattivo | Olfatto |
| II | Ottico | Visione |
| III | Oculomotore | Movimenti oculari e controllo pupillare |
| IV | Trocleare | Movimento oculare |
| V | Trigemino | Sensibilità del volto e masticazione |
| VI | Abducente | Movimento oculare |
| VII | Facciale | Muscoli dell’espressione facciale |
| VIII | Vestibolococleare | Udito ed equilibrio |
| IX | Glossofaringeo | Sensibilità e funzioni della faringe |
| X | Vago | Funzioni viscerali e faringolaringee |
| XI | Accessorio | Movimento di alcuni muscoli di collo e spalla |
| XII | Ipoglosso | Movimenti della lingua |
Molti nervi cranici svolgono più funzioni rispetto a quelle riassunte nella tabella.
Il nervo vago
Il nervo vago, decimo nervo cranico, è particolarmente importante perché trasporta numerose fibre parasimpatiche dirette agli organi toracici e addominali. Contribuisce, tra le altre funzioni, alla regolazione della frequenza cardiaca e dell’attività digestiva.
13. Sistema nervoso somatico e autonomo
Il sistema nervoso può essere distinto anche in base alle funzioni controllate.
Il sistema nervoso somatico partecipa alla sensibilità somatica e al controllo dei muscoli scheletrici. Permette, per esempio, di sollevare volontariamente un braccio o percepire un contatto sulla pelle.
Il sistema nervoso autonomo regola molte funzioni involontarie.
Comprende le componenti:
- Simpatica.
- Parasimpatica.
- Enterica, coinvolta soprattutto nel controllo del tratto gastrointestinale.
Simpatico e parasimpatico
Il simpatico prepara l’organismo ad affrontare situazioni di attività o stress. Può contribuire ad aumentare la frequenza cardiaca, dilatare le pupille e modificare la distribuzione del flusso sanguigno.
Il parasimpatico favorisce numerose funzioni associate al riposo e alla digestione. Può rallentare la frequenza cardiaca e stimolare diverse attività digestive.
| Sistema | Effetti fisiologici tipici |
| Simpatico | Aumento della frequenza cardiaca, dilatazione pupillare |
| Parasimpatico | Rallentamento cardiaco, stimolazione di attività digestive |
Queste sono semplificazioni didattiche: la regolazione autonomica è complessa e dipende dall’organo considerato.
14. I riflessi: che cos’è l’arco riflesso?
Un riflesso è una risposta relativamente automatica a uno stimolo. Un esempio conosciuto è il riflesso rotuleo, nel quale la percussione del tendine rotuleo può provocare l’estensione della gamba.
Le cinque componenti dell’arco riflesso
- Recettore: rileva lo stimolo.
- Neurone sensitivo: trasporta l’informazione verso il sistema nervoso centrale.
- Centro di integrazione: elabora il segnale.
- Neurone motorio: trasporta il comando.
- Effettore: esegue la risposta, per esempio un muscolo.
Formula da concorso: RECETTORE → VIA SENSITIVA → CENTRO NERVOSO → VIA MOTORIA → EFFETTORE.
Riflesso rotuleo
È un esempio di riflesso da stiramento, sostanzialmente monosinpatico nel suo circuito principale.
a risposta può essere prodotta attraverso circuiti spinali senza richiedere una decisione volontaria della corteccia cerebrale. L’esame clinico dei riflessi spetta ai professionisti competenti; l’OSS deve conoscerne il significato fisiologico.
15. Sensibilità: come percepiamo l’ambiente?
La sensibilità permette di ricevere informazioni provenienti dall’ambiente esterno e dall’interno dell’organismo.
Le principali modalità comprendono:
- Tatto: percezione del contatto.
- Pressione: percezione di stimoli meccanici.
- Temperatura: percezione di caldo e freddo.
- Dolore: esperienza associata a un danno reale o potenziale.
- Propriocezione: percezione della posizione e del movimento del corpo.
- Sensibilità vibratoria: percezione delle vibrazioni.
Le informazioni vengono raccolte da recettori specializzati e trasmesse al sistema nervoso centrale.
Sensibilità superficiale e profonda
La sensibilità superficiale comprende, tra le altre, tatto, dolore e temperatura. La sensibilità profonda comprende informazioni relative alla posizione e al movimento delle articolazioni e dei muscoli.
Che cosa significa parestesia?
La parestesia è una sensazione anomala, come formicolio o pizzicore.
La ipoestesia indica una riduzione della sensibilità.
L’anestesia, in ambito neurologico sensitivo, indica l’assenza di una determinata sensibilità.
Una nuova perdita di sensibilità, soprattutto se improvvisa e localizzata a un lato del corpo, richiede una valutazione urgente.
16. Movimento volontario: dalla corteccia al muscolo
Il movimento volontario dipende da circuiti che coinvolgono corteccia cerebrale, nuclei della base, cervelletto, tronco encefalico, midollo spinale e nervi periferici.
Una delle principali vie motorie discendenti è la via corticospinale, detta anche piramidale. Origina da diverse regioni corticali e trasporta segnali coinvolti nel controllo dei movimenti volontari.
Molte fibre corticospinali si incrociano nella parte inferiore del bulbo, nella regione chiamata decussazione delle piramidi. Questo contribuisce a spiegare perché un danno cerebrale possa determinare deficit motori prevalentemente sul lato opposto del corpo.
Paresi e paralisi: la differenza
Paresi: riduzione della forza e della capacità di movimento volontario.
Paralisi o plegia: perdita del movimento volontario nella regione interessata.
Alcuni termini da conoscere:
- Emiparesi: riduzione della forza in una metà del corpo.
- Emiplegia: paralisi di una metà del corpo.
- Paraplegia: paralisi degli arti inferiori, con caratteristiche dipendenti dalla lesione.
- Tetraplegia: compromissione motoria dei quattro arti.
L’OSS deve rispettare le limitazioni motorie, favorire le capacità residue e applicare le tecniche di mobilizzazione previste.
17. Stato di coscienza: che cosa significa?
Lo stato di coscienza dipende dall’integrazione di numerose strutture e reti cerebrali.
In ambito clinico è utile distinguere:
- Vigilanza: livello di attivazione e capacità di essere svegli.
- Consapevolezza: capacità di percepire sé stessi e l’ambiente circostante.
Una persona può avere gli occhi aperti ma presentare una grave alterazione della consapevolezza.
Principali alterazioni da conoscere
- Sonnolenza: aumentata tendenza al sonno, con possibilità di risveglio.
- Ottundimento: riduzione della prontezza e della capacità di risposta.
- Stupor: grave riduzione della responsività, con reazioni limitate a stimoli intensi.
- Coma: condizione di assenza di vigilanza e di risposte coscienti appropriate.
Le definizioni cliniche richiedono una valutazione professionale. Per l’OSS il compito principale è riconoscere e segnalare i cambiamenti rispetto allo stato abituale.
18. La scala AVPU: un sistema rapido per descrivere la responsività
La scala AVPU viene utilizzata in diversi contesti assistenziali ed emergenziali per una valutazione rapida della responsività.
| Lettera | Significato |
| A – Alert | Persona vigile |
| V – Voice | Risponde alla voce |
| P – Pain | Risponde soltanto a uno stimolo doloroso |
| U – Unresponsive | Non risponde |
È uno strumento sintetico, ma non sostituisce una valutazione neurologica completa. L’eventuale utilizzo operativo della scala da parte dell’OSS dipende dalla formazione ricevuta e dalle procedure della struttura. L’OSS non deve applicare autonomamente stimoli dolorosi per effettuare valutazioni non previste dalle proprie competenze.
19. Glasgow Coma Scale: i tre elementi fondamentali
La Glasgow Coma Scale (GCS) è uno strumento clinico utilizzato per descrivere il livello di responsività.
Comprende tre componenti:
- Apertura degli occhi (E).
- Risposta verbale (V).
- Risposta motoria (M).
Nella valutazione standard dell’adulto, il punteggio totale può variare da 3 a 15.
| Componente | Punteggio massimo |
| Apertura degli occhi | 4 |
| Risposta verbale | 5 |
| Risposta motoria | 6 |
| Totale | 15 |
Un punteggio di 15 indica il massimo risultato della scala, mentre valori più bassi segnalano una riduzione delle risposte osservate. La GCS non identifica da sola la causa dell’alterazione e presenta limiti interpretativi in alcune condizioni, per esempio nei pazienti intubati o sedati.
Per il concorso OSS è importante conoscerne le tre componenti, senza confondere questa conoscenza con l’autonomia nell’effettuare una valutazione neurologica specialistica.
20. Delirium e demenza: perché non sono sinonimi?
Un errore frequente consiste nel considerare ogni anziano confuso come una persona affetta da demenza.
Il delirium è una sindrome caratterizzata da un’alterazione acuta dell’attenzione e della consapevolezza, spesso associata a disturbi cognitivi. Si sviluppa generalmente nell’arco di ore o giorni e può avere un andamento fluttuante. Può essere associato a malattie acute, farmaci, alterazioni metaboliche e altre condizioni.
La demenza è un termine clinico che descrive un deterioramento cognitivo persistente tale da compromettere l’autonomia. In molte forme, l’evoluzione è progressiva nell’arco di mesi o anni. Una persona con demenza può comunque sviluppare un delirium.
Tabella da ricordare
| Caratteristica | Delirium | Demenza |
| Esordio tipico | Acuto, ore o giorni | Generalmente graduale |
| Andamento | Spesso fluttuante | Più persistente |
| Attenzione | Frequentemente compromessa | Può essere relativamente conservata nelle fasi iniziali |
| Possibilità di miglioramento | Dipende dalle cause e dal trattamento | Dipende dalla patologia, spesso cronica |
Una confusione comparsa improvvisamente deve essere segnalata immediatamente: non va considerata una normale conseguenza dell’età.
21. Ictus cerebrale: i segnali che l’OSS deve riconoscere
L’ictus è un’emergenza neurologica.
Può essere:
- Ischemico: dovuto all’interruzione del flusso sanguigno in una regione cerebrale.
- Emorragico: dovuto alla rottura di un vaso sanguigno con sanguinamento.
In entrambi i casi, la rapidità del riconoscimento è fondamentale.
La regola FAST
L’acronimo FAST aiuta a riconoscere alcuni segnali caratteristici.
F – Face: improvvisa asimmetria del volto.
A – Arms: improvvisa debolezza di un braccio.
S – Speech: difficoltà improvvisa nel parlare o nel comprendere.
T – Time: tempo; è necessario attivare immediatamente i soccorsi.
Possono inoltre comparire improvvisi disturbi visivi, difficoltà a camminare, perdita di equilibrio o cefalea molto intensa e insolita. Il ministero della Salute ricorda che, in caso di sospetto ictus o TIA, bisogna chiamare immediatamente il 112/118, senza attendere un miglioramento spontaneo.
Caso pratico
Un paziente improvvisamente non riesce a sollevare il braccio destro e presenta difficoltà nel parlare.
Che cosa deve fare l’OSS?
Deve riconoscere la situazione come una possibile emergenza neurologica e attivare immediatamente il sistema di risposta previsto dalla struttura, riferendo i segni osservati e, se noto, l’orario di comparsa. Non deve aspettare che i sintomi passino, far camminare il paziente per verificarne la forza o somministrare cibo, acqua o farmaci.
22. Crisi epilettiche: fisiologia e comportamento assistenziale
Una crisi epilettica è una manifestazione transitoria dovuta a un’attività elettrica anomala di reti neuronali. Non tutte le crisi provocano convulsioni generalizzate. Alcune possono manifestarsi con alterazioni della consapevolezza, movimenti localizzati o fenomeni sensitivi.
Durante una crisi convulsiva l’OSS deve:
- Attivare l’assistenza e le procedure previste.
- Proteggere la persona da possibili traumi.
- Allontanare oggetti pericolosi.
- Evitare di bloccare i movimenti.
- Non inserire oggetti o dita nella bocca.
- Non somministrare cibo o bevande.
- Osservare e riferire la durata della crisi.
- Rimanere vicino alla persona fino all’arrivo dell’assistenza.
Terminati i movimenti convulsivi, se la persona respira normalmente e non vi sono controindicazioni legate a possibili traumi, può essere necessario favorire una posizione laterale di sicurezza secondo la formazione ricevuta e le indicazioni dei soccorritori. Una prima crisi, una crisi prolungata, crisi ripetute senza recupero della coscienza o difficoltà respiratorie richiedono l’attivazione urgente dei soccorsi.
Da ricordare: non bisogna tentare di aprire forzatamente la bocca di una persona durante una crisi convulsiva.
23. Le alterazioni neurologiche che richiedono una segnalazione urgente
Durante le attività assistenziali l’OSS può osservare cambiamenti importanti.
Tra i principali:
- Improvvisa perdita di forza di un arto.
- Asimmetria del volto comparsa improvvisamente.
- Difficoltà nuova nel parlare.
- Perdita improvvisa della sensibilità.
- Alterazione acuta dello stato di coscienza.
- Confusione improvvisa.
- Crisi convulsive.
- Cefalea improvvisa e particolarmente intensa.
- Nuove difficoltà di equilibrio o coordinazione.
- Perdita improvvisa della vista o importanti disturbi visivi.
Questi segni richiedono una valutazione sanitaria urgente e, nei casi compatibili con un’emergenza, l’immediata attivazione della procedura di soccorso.
24. Il ruolo dell’OSS nell’assistenza alla persona con deficit neurologici
Il ruolo dell’OSS si inserisce nel lavoro dell’équipe.
Mobilizzazione e sicurezza – Una persona con emiparesi può presentare riduzione della forza, alterazioni della sensibilità e difficoltà nell’equilibrio. L’OSS collabora alla mobilizzazione secondo il piano assistenziale, evitando trazioni scorrette degli arti e utilizzando gli ausili previsti.
Alimentazione – Alcune patologie neurologiche possono compromettere la deglutizione. In presenza di tosse durante il pasto, difficoltà a deglutire, voce gorgogliante o altri segni sospetti, l’OSS deve interrompere l’assistenza alimentare in sicurezza e segnalare il problema secondo le procedure. Non deve modificare autonomamente la consistenza degli alimenti.
Comunicazione – Una persona con afasia può avere difficoltà a esprimersi o a comprendere il linguaggio. È importante utilizzare frasi semplici, rispettare i tempi di risposta e non confondere automaticamente un disturbo del linguaggio con un deficit intellettivo.
Orientamento – Nelle persone con alterazioni cognitive, l’OSS può favorire un ambiente rassicurante e riconoscibile, rispettando le abitudini e le indicazioni assistenziali.
Osservazione – La comparsa di nuovi deficit motori, sensitivi, cognitivi o comportamentali deve essere riferita.
25. Cinque casi pratici da prova orale OSS
Caso 1 – Paziente che improvvisamente non parla
Un paziente precedentemente comunicativo presenta un’improvvisa difficoltà nel linguaggio.
Risposta: riconoscere un possibile segno di emergenza neurologica, attivare immediatamente l’assistenza prevista e riferire l’orario di comparsa, se noto.
Caso 2 – Anziano improvvisamente disorientato
Una persona abitualmente lucida non riconosce più il luogo in cui si trova.
Risposta: non attribuire il cambiamento all’età. Garantire sicurezza, osservare e segnalare immediatamente l’alterazione.
Caso 3 – Paziente con emiplegia durante il trasferimento
La persona non riesce a sostenere un lato del corpo.
Risposta: applicare le indicazioni del piano assistenziale, sostenere correttamente gli arti e non tirare il braccio paretico.
Caso 4 – Paziente con crisi convulsiva
La persona presenta movimenti involontari generalizzati.
Risposta: attivare i soccorsi previsti, proteggere dai traumi, non immobilizzare, non introdurre oggetti in bocca e osservare la durata della crisi.
Caso 5 – Paziente con perdita di coscienza
Una persona diventa improvvisamente non responsiva.
Risposta: chiamare immediatamente aiuto, verificare la sicurezza e seguire la sequenza di valutazione e soccorso per la quale si è formati. Se non respira normalmente, attivare la rianimazione cardiopolmonare e l’uso del DAE secondo le procedure di emergenza e la formazione ricevuta.
26. Quiz concorso OSS 2026: 20 domande con risposte
1. Quali strutture compongono il sistema nervoso centrale?
Encefalo e midollo spinale.
2. Qual è l’unità funzionale fondamentale del tessuto nervoso?
Il neurone.
3. Quale struttura del neurone conduce il potenziale d’azione verso le terminazioni nervose?
L’assone.
4. Quali cellule producono la mielina nel sistema nervoso centrale?
Gli oligodendrociti.
5. Quale ione entra nella cellula durante la fase ascendente del potenziale d’azione tipico?
Il sodio.
6. Quale neurotrasmettitore viene liberato nella giunzione neuromuscolare?
L’acetilcolina.
7. Quale lobo cerebrale contiene la corteccia visiva primaria?
Il lobo occipitale.
8. Quale lobo comprende la corteccia motoria primaria?
Il lobo frontale.
9. Quale struttura contribuisce alla coordinazione dei movimenti e all’equilibrio?
Il cervelletto.
10. Quale struttura partecipa alla regolazione della temperatura corporea?
L’ipotalamo.
11. Quali sono le tre parti del tronco encefalico?
Mesencefalo, ponte e bulbo.
12. Quali sono le tre meningi?
Dura madre, aracnoide e pia madre.
13. Quante paia di nervi spinali sono presenti normalmente?
31
14. Quante paia di nervi cranici vengono tradizionalmente descritte?
12
15. Quale radice del nervo spinale trasporta prevalentemente informazioni sensitive?
La radice posteriore o dorsale.
16. Che cosa significa parestesia?
Una sensazione anomala, come il formicolio.
17. Che cosa significa emiparesi?
Riduzione della forza in una metà del corpo.
18. Quali sono le tre componenti della Glasgow Coma Scale?
Apertura degli occhi, risposta verbale e risposta motoria.
19. Che cosa significa FAST nel riconoscimento dell’ictus?
Face, Arms, Speech, Time.
20. Qual è il comportamento corretto durante una crisi convulsiva?
Proteggere la persona, attivare l’assistenza, non bloccare i movimenti e non inserire nulla in bocca.
27. Gli errori da evitare al concorso OSS
- Confondere sistema nervoso centrale e periferico.
- Affermare che i dendriti sono sempre la principale via di uscita dell’impulso.
- Confondere oligodendrociti e cellule di Schwann.
- Attribuire tutte le funzioni cerebrali a un unico lobo.
- Confondere cervelletto e tronco encefalico.
- Dire che il midollo spinale arriva normalmente fino all’osso sacro nell’adulto.
- Confondere radici sensitive posteriori e radici motorie anteriori.
- Considerare simpatico e parasimpatico due sistemi con effetti sempre rigidamente opposti.
- Confondere paresi e paralisi.
- Considerare ogni confusione dell’anziano come demenza.
- Pensare che tutte le crisi epilettiche provochino convulsioni.
- Inserire oggetti nella bocca durante una crisi convulsiva.
- Aspettare che un sospetto ictus migliori spontaneamente.
- Somministrare acqua a una persona con alterazione della coscienza.
- Sostituirsi ai professionisti sanitari nella diagnosi neurologica.
28. Schema finale di anatomia e fisiologia da memorizzare
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
Encefalo + midollo spinale.
ENCEFALO
Cervello → funzioni cognitive, sensibilità e movimento.
Cervelletto → equilibrio e coordinazione.
Tronco encefalico → vie nervose e controllo di funzioni vitali.
NEURONE
Dendriti → ricezione.
Corpo cellulare → attività metabolica e integrazione.
Assone → conduzione.
Sinapsi → comunicazione.
MIDOLLO SPINALE
Radici posteriori → sensibilità.
Radici anteriori → motricità.
ARCO RIFLESSO
Recettore → neurone sensitivo → centro nervoso → neurone motorio → effettore.
SISTEMA AUTONOMO
Simpatico → risposte di attivazione.
Parasimpatico → numerose funzioni di riposo e digestione.
COSCIENZA
Vigilanza + consapevolezza.
OSS
Osservazione → sicurezza → segnalazione → collaborazione assistenziale.
Conclusioni: conoscere il sistema nervoso per riconoscere i cambiamenti della persona assistita
Il sistema nervoso rappresenta il principale sistema di integrazione e coordinamento dell’organismo. Attraverso l’attività dei neuroni, la trasmissione degli impulsi elettrici e l’interazione tra encefalo, midollo spinale e nervi periferici, l’essere umano può percepire l’ambiente, muoversi, comunicare, ricordare e mantenere numerose funzioni essenziali.
Per l’OSS queste conoscenze assumono un’importanza concreta nell’assistenza quotidiana. Una persona che perde improvvisamente la forza di un arto, sviluppa un disturbo del linguaggio o presenta un’alterazione dello stato di coscienza potrebbe trovarsi in una condizione che richiede un intervento urgente.
Altre situazioni, come le difficoltà motorie croniche, le alterazioni della sensibilità e i disturbi cognitivi, richiedono invece un’assistenza personalizzata, orientata alla sicurezza e al mantenimento dell’autonomia residua.
Per superare il concorso OSS 2026 non è sufficiente memorizzare i nomi delle strutture anatomiche: bisogna comprenderne le funzioni e saper collegare i cambiamenti osservati alle corrette azioni assistenziali. La preparazione più efficace unisce quindi tre elementi: conoscenza dell’anatomia, comprensione della fisiologia e consapevolezza del ruolo professionale.
Redazione OssNews24
Fonte giornalistica: Nurse Times
Fonti scientifiche e istituzionali
- National Institute of Neurological Disorders and Stroke – Brain Basics: struttura e funzioni dell’encefalo.
- NINDS – Know Your Brain: anatomia dei lobi cerebrali, cervelletto e tronco encefalico.
- Ministero della Salute – Ictus: riconosci subito i sintomi: riconoscimento dell’ictus e attivazione dei soccorsi.
- NHS – Che cosa fare durante una crisi epilettica: indicazioni di primo soccorso.
- NHS – Confusione improvvisa e delirium: riconoscimento delle alterazioni acute dello stato mentale.
- MedlinePlus – Unconsciousness: First Aid: perdita di coscienza e assistenza in emergenza.
Clicca MI PIACE sulla nostra pagina:
https://www.facebook.com/OSSnews24
"Seguici sul canale OSSnews24":



